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26 febbraio

San Porfirio di Gaza

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalle origini alla vita nel deserto

Il nome Porfirio proviene dal greco con il significato di purpureo e color porpora. San Porfirio nacque nel 347 da una famiglia agiata a Tessalonica, che corrisponde all'antico nome di Salonicco in Grecia. Nel 378, all'età di trentuno anni, Porfirio decise di lasciare il mondo e si ritirò nel deserto di Scete in Egitto per abbracciare la vita monastica. Rimase nel deserto di Scete per cinque anni, immerso nella preghiera e nella penitenza. Successivamente, Porfirio si spostò in Palestina dove visse altri cinque anni in una grotta vicino al fiume Giordano. L'estenuante regime di austerità aveva ridotto Porfirio, che era ancora giovane, in un precario stato di salute. Desideroso di affidare le sue sofferenze al Signore, volle visitare i Luoghi Santi a Gerusalemme e vi fu trasportato. A Gerusalemme, Porfirio conobbe il diacono Marco, che si mise al suo fianco ad assisterlo con grande dedizione. Avendo lasciato in Grecia dei fratelli minori e temendo problemi di eredità per il suo patrimonio, Porfirio inviò Marco in Grecia per risolvere le questioni pendenti. Al suo ritorno in Palestina, Marco ritrovò Porfirio guarito miracolosamente durante la visita al Calvario. Spinto da un profondo spirito di povertà evangelica, Porfirio distribuì i suoi beni a Gerusalemme, nei villaggi vicini e ne diede una buona parte ai monasteri d'Egitto che versavano in condizioni molto povere. A causa della sua straordinaria generosità, Porfirio rimase completamente povero e si mise a fare il ciabattino per vivere del proprio lavoro.

Il sacerdozio e la testimonianza a Gerusalemme

Nel 392, all'età di quarantacinque anni, Porfirio fu ordinato sacerdote dal vescovo di Gerusalemme Giovanni, il quale aveva sentito parlare della sua fama di santità e della sua virtù. Giovanni affidò a Porfirio la delicata custodia delle reliquie della Santa Croce. Il discepolo Marco descrive Porfirio come un uomo senza macchia, dolce, pietoso, dotato del carisma di interpretare la Sacra Scrittura e di contrastare con fermezza gli eretici, oltre che profondamente amante dei poveri e facilmente commuovibile fino alle lacrime. La Vita di san Porfirio fu proprio scritta da questo fedele discepolo Marco. Marco di professione faceva il calligrafo ed era diacono di Porfirio a Gaza in Palestina, oltre a esserne contemporaneo. Marco scrisse la biografia verso il 424, qualche anno dopo la morte di Porfirio e lontano da Gaza. Gli storici e gli studiosi valutano quest'opera veritiera al novanta per cento, offrendoci una testimonianza preziosa e diretta sulla vita del santo.

L'episcopato a Gaza e le prove

Nel 395, dopo la morte di Eneo vescovo di Gaza, Porfirio fu chiamato a succedergli nella guida di quella diocesi. Porfirio fu consacrato vescovo dal metropolita di Cesarea di Palestina. La comunità cristiana di Gaza era piccola all'inizio dell'episcopato di Porfirio. Un primo prodigio consistette nell'ottenere la pioggia attraverso la preghiera, fatto che fece aumentare il gregge con la conversione di più di cento pagani. Tuttavia, la pratica dell'idolatria proseguiva a Gaza e Porfirio veniva continuamente contrastato dagli abitanti legati ai culti pagani. Per difendere la sua comunità, Porfirio mandò Marco a Gerusalemme, dove con l'aiuto di san Giovanni Crisostomo ottenne un'ordinanza imperiale per la chiusura dei templi idolatrici di Gaza. La disposizione imperiale non fu però messa in pratica completamente e le angherie e i maltrattamenti verso i neofiti si intensificarono, nonostante si registrassero nuove conversioni dovute ai poteri taumaturgici di Porfirio. Per risolvere questa situazione di grave tensione, Porfirio fu costretto a partire per Costantinopoli insieme al metropolita di Cesarea per perorare la causa cristiana direttamente al palazzo imperiale. Porfirio e il metropolita guadagnarono alla loro causa l'imperatrice Eudossia, che aveva da poco partorito il futuro Teodosio II. Il diciotto aprile 402, dopo aver battezzato il neonato, Porfirio e i suoi compagni si imbarcarono per il ritorno portando con sé un nuovo decreto per la distruzione dei templi idolatrici e importanti privilegi per i luoghi di culto cristiani. L'editto fu finalmente rispettato e Porfirio poté costruire chiese sulle rovine dei templi pagani abbattuti. La fama di taumaturgo di Porfirio si espanse ulteriormente con miracoli operati senza sosta, come quello memorabile di tre fanciulli ripescati sani e salvi da un pozzo.

Il riposo nella pace e il ricordo nella Chiesa

Porfirio condusse la diocesi per molti anni e raccomandò continuamente a Dio i membri del suo gregge con amore di padre. Porfirio si addormentò nel Signore il ventisei febbraio 420, dopo circa venticinque anni di episcopato, all'età di settantatré anni. Nel martirologio, san Porfirio è ricordato a Gaza in Palestina come vescovo nato a Tessalonica, anacoreta per cinque anni a Scete e altri dieci oltre il Giordano, distintosi per la benevolenza verso i poveri, abbattitore di templi idolatrici dopo essere stato a lungo vessato dai loro seguaci, e riposato nella pace dei santi. La sua festa liturgica si celebra il ventisette febbraio secondo alcune tradizioni locali, ma la memoria ufficiale rimane fissata al ventisei febbraio.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Porfirio di Gaza?

Si festeggia il ventisei febbraio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 420.

Dove visse e operò San Porfirio?

Nacque a Tessalonica in Grecia, visse come anacoreta in Egitto e presso il Giordano, e svolse il suo ministero episcopale a Gaza in Palestina.

A Gaza in Palestina, san Porfirio, vescovo, che, nato a Tessalonica, visse cinque anni da anacoreta a Scete e altrettanti oltre il Giordano, distinguendosi per la benevolenza verso i poveri; ordinato poi vescovo di Gaza, abbattè molti templi dedicati agli idoli, dai cui seguaci era stato a lungo vessato, finché degno di venerazione trovò riposo nella pace dei santi. — Martirologio Romano