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2 settembre

San Prospero di Tarragona

Vescovo venerato a Camogli

Aggiornato il 15 settembre 2026

La tradizione di Camogli

La tradizione di Camogli narra che Prospero scappò dalla Spagna nel 409 a causa dell'arrivo dei Vandali, giungendo in Liguria per via marittima. Lungo la via romana che percorreva il monte di Capodimonte nei pressi di Portofino, il santo pellegrino si fermò a riposare per la stanchezza. Appoggiando la guancia su una pietra, questa divenne morbida e il santo morì. Le campane delle chiesette locali suonarono da sole, attirando la popolazione sul luogo. Dopo il ritrovamento del corpo senza vita, nacque una disputa su dove seppellirlo. Si stabilì di caricare la salma del vescovo su un asinello, il quale si diresse verso Camogli. I resti del santo sono conservati nella chiesa parrocchiale di Camogli insieme a quelle di altri martiri, dove è venerato come compatrono. La pietra su cui Prospero morì mantenne l'impronta della sua guancia ed è custodita nella chiesetta eretta sul luogo del suo decesso. Questa tradizione camoglina contiene diversi tratti chiaramente leggendari. A supporto di tale tradizione viene citata la testimonianza dello storico Agostino Schiaffino, deceduto nel 1649, autore degli Annali Ecclesiastici rimasti manoscritti. Agostino Schiaffino dichiarò di riportare una tradizione antica, senza chiarire se derivasse da fonti scritte. Tutti gli storiografi locali successivi si sono adeguati alla versione fornita dallo Schiaffino.

La ricostruzione storica e le fonti

L'archeologo tarragonese Juan Serra-Vilarò, rifugiatosi in Italia durante la guerra civile spagnola, cercò di ricostruire la vicenda attraverso fonti letterarie, agiografiche e liturgiche. Secondo la tesi di Serra-Vilarò, nel 711 il vescovo di Tarragona Prospero abbandonò la città a causa dell'invasione araba insieme ad alcuni chierici. Tra i chierici al seguito di Prospero figuravano i presbiteri Giustino e Procopio e i diaconi Marziale, Pantaleone e Giorgio. Prospero portò con sé i libri liturgici della cattedrale e le reliquie del suo predecessore san Fruttuoso e dei suoi compagni martiri. Tra i testi liturgici figurava un Orazionale gotico, attualmente conservato a Verona, ritenuto di origine tarragonese e recante note marginali di grande rilevanza storica. I fuggiaschi sbarcarono inizialmente a Cagliari, ma ritenendo la Sardegna poco sicura si spostarono verso la Liguria. Il vescovo di Genova assegnò loro un territorio nella baia di Capodimonte, dove fu eretta una chiesa dedicata a san Fruttuoso. Questa chiesa rappresentò il primo nucleo della successiva abbazia benedettina e luogo di sepoltura della famiglia Doria. I primi resti archeologici della chiesa risalgono effettivamente all'ottavo secolo. Nella baia di Capodimonte furono sepolti tutti i compagni di Prospero, i quali vennero in seguito confusi con i martiri compagni di san Fruttuoso e venerati come tali. La tesi di Serra-Vilarò spiega la presenza delle reliquie a Camogli ipotizzando che il vescovo si fosse recato nel sud della Francia per raccogliere notizie sulle invasioni arabe. Durante il viaggio di ritorno, Prospero sarebbe deceduto per lo sfinimento a Camogli il 25 giugno. Serra-Vilarò identifica il Prospero di Camogli con l'omonimo santo venerato a Reggio Emilia. Secondo Serra-Vilarò, le reliquie di Prospero oggi a Reggio Emilia vi furono trasferite da Camogli per volontà del re longobardo Liutprando.

Critiche e conferme storiografiche

La ricostruzione di Serra-Vilarò ha ricevuto pareri discordanti dagli studiosi. Lo studioso B. de Gaiffier, riprendendo le critiche di Pio Franchi de' Cavalieri, ha giudicato la ricostruzione poco attendibile per la debolezza dei documenti usati. De Gaiffier ha rilevato una forte somiglianza tra il testo della traslazione delle reliquie di san Fruttuoso e quello della traslazione di san Giacomo a Compostella. De Gaiffier ha espresso dubbi sul fatto che il Prospero di Camogli fosse realmente un vescovo spagnolo. Gli ambienti storiografici liguri hanno invece accertato e fatto proprie le tesi di Serra-Vilarò, pur mantenendo qualche riserva. Secondo lo studioso Formentini, il culto di Prospero a Camogli deriva da uno spostamento delle reliquie avvenuto dopo la sua morte. Formentini respinge l'ipotesi della traslazione immediata dei resti a Reggio Emilia. Formentini collega il trasferimento delle reliquie a Reggio Emilia a quello dell'eremita san Venerio, avvenuto tra il nono e il decimo secolo durante le incursioni saracene in Liguria. Il 4 maggio 1854 papa Pio IX ha confermato il culto pubblico di Prospero nella parrocchiale di Camogli, esistente ab immemorabili. Pio IX ha fissato la celebrazione liturgica di san Prospero il 2 settembre con Ufficio e Messa propri. Il Martirologio indica san Prospero come vescovo di Tarragona in Spagna. Le coordinate cronologiche generali del testo collocano la figura tra il quarto e il quinto secolo.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Prospero di Tarragona?

La festa liturgica si celebra il 2 settembre, con Ufficio e Messa propri concessi da papa Pio IX.

Di cosa è patrono San Prospero di Tarragona?

San Prospero è venerato come compatrono di Camogli.

A Tarragona in Spagna, san Prospero, vescovo. — Martirologio Romano