16 giugno
San Quirico
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e fuga
Giulitta, madre di San Quirico, era una donna ricchissima e di alto lignaggio che risiedeva a Iconio, città della Licaonia nell'attuale Turchia. Rimasta vedova con un figlio in tenera età, battezzato col nome Quirico, visse l'asprezza del quarto secolo durante la persecuzione di Diocleziano. Per sfuggire alla feroce persecuzione, Giulitta prese la decisione di lasciare la sua città e i suoi preziosi averi. Discese insieme alle sue ancelle verso la Seleucia, ritenendo infine prudente proseguire il viaggio alla volta di Tarso nella Cilicia.
Il martirio
Giustamente ricercata per la sua fede, Giulitta fu raggiunta e fatta arrestare insieme al suo bambino dal crudele governatore romano Alessandro, con la pesante accusa di essere cristiana. Sottoposta a lunghi interrogatori ideati per piegare la sua volontà, la donna rifiutò con fermezza di sacrificare agli dei, confessando apertamente il proprio credo. Il governatore Alessandro decise allora di togliere il fanciullo alla madre, tenendolo sulle ginocchia come strumento di persuasione per spezzare la resistenza materna. Secondo quanto riferisce la Leggenda aurea, il fanciullo, vedendo battere sua madre, cominciato a piangere e gridare, sentì la madre professarsi cristiana e fece altrettanto con una franchezza dal carattere soprannaturale. Imbestialito da tale risposta, il governatore prese il bambino per un piede e lo scagliò dall'alto del suo seggio al suolo dinanzi agli occhi di Giulitta. La testa del piccolo batté violentemente contro i gradini del tribunale e le tenere cervella schizzarono sulla pietra. La madre, pur impietrita dal profondo dolore, rimase ferma nella fede e rese grazie a Dio perché il figlio l'aveva preceduta nella gloria del Paradiso. Subito dopo, la madre Giulitta fu sottoposta a strazianti torture e infine consegnata al boia per essere decapitata. I corpi di Quirico e Giulitta furono raccolti pietosamente da una fedele ancella e tenuti nascosti fino al clima di pace dell'era costantiniana, che permise finalmente di esporli in un luogo pubblico. La data più probabile del martirio si colloca il quindici luglio del 304 o 305.
Diffusione del culto
Il racconto della Passione fu presto estensivamente divulgato, sebbene i particolari fantastici in esso contenuti facessero inizialmente dubitare della sua storicità. Per ristabilire la verità, il vescovo di Iconio Teodoro, su richiesta del vescovo Zosimo e avvalendosi di testimoni attendibili e documenti sicuri, ricostruì fedelmente la storia pochi anni dopo la morte dei martiri. In Occidente il culto si diffuse nel corso del Medioevo, radicandosi soprattutto in Italia, Francia e Spagna. Un impulso decisivo venne dal vescovo francese d'Auxerre San Amatore o Amanzio, il quale, tornando dai Luoghi Santi, trasportò le reliquie da Antiochia a Marsiglia. Tali reliquie furono deposte con venerazione nell'Abbazia di San Vittore a Marsiglia. Amatore morì nell'anno 418 e da quest'epoca forse comincia la vera e propria diffusione occidentale del culto. Nel Martirologio vi è la commemorazione dei santi Quirico e Giulitta martiri in Asia Minore. In Italia si contano una cinquantina di località che portano il nome di San Quirico o Chirico, mentre i luoghi di devozione tra chiese parrocchiali e oratori sono ben più numerosi. In Campania l'unico luogo di culto individuato è la chiesa di Bolano a Salerno. La medievale devozione in Campania è attestata in modo inequivocabile da un documento di vendita dell'anno 801 conservato nel Codex Diplomaticus Cavensis.
Il cammino e il martirio
Le vicende terrene di San Quirico si consumarono nei primi anni del quarto secolo, in un'epoca di profonda prova per le comunità cristiane. Originario di Iconio, il piccolo dovette ben presto abbandonare la propria terra natale. Per sfuggire alle sistematiche persecuzioni ordinate contro i fedeli, la madre Giulitta decise di intraprendere un doloroso viaggio di fuga insieme al figlio, cercando rifugio prima a Seleucia e successivamente nella città di Tarso.
Proprio a Tarso, nell'anno 304, si compì il destino dei due fuggiaschi. Riconosciuti e arrestati a causa della loro fede, furono condotti davanti al governatore Alessandro. Nonostante la tenerissima età, Quirico mostrò una fermezza sorprendente: di fronte al tribunale pagano, rifiutò con decisione di abiurare, pronunciando una chiara professione di fede cristiana. Questo gesto di santa resistenza provocò l'ira del governatore, il quale, in un impeto di rabbia durante lo svolgimento del processo, scagliò violentemente a terra il fanciullo, causandone la morte immediata e consegnandolo così alla schiera dei martiri.
La memoria liturgica
La devozione per il piccolo martire di Tarso si diffuse rapidamente in tutto il mondo cristiano, unendo idealmente le tradizioni d'Oriente e d'Occidente. Attualmente la Chiesa cattolica celebra la memoria di San Quirico il 16 giugno, giorno in cui i fedeli si stringono intorno al suo esempio di purezza e coraggio. Storicamente, tuttavia, la sua ricorrenza è stata a lungo associata alla data del 15 luglio, un legame temporale che ancora oggi custodisce il valore di una testimonianza antica e sempre viva.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Quirico?
La festa nella Chiesa occidentale è prevalentemente celebrata il sedici giugno, mentre il quindici luglio è ritenuta la data più probabile del martirio.
Quali sono le origini del nome Quirico?
Il nome Quirico sarebbe la forma volgare di Ciriaco. Entrambi derivano dal greco Kyrios, che significa Signore, ed equivalgono al nome latino Dominicus.
In Asia Minore, commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri. — Martirologio Romano