Santa Giulitta (o Giuditta)

Martire

Aggiornato il 22 luglio 2026

L'ingiustizia e la causa legale

Giulitta era nativa di Cesarea e di Cappadocia. Durante il quarto secolo, gli imperatori Diocleziano e Massimiano pubblicarono un editto che negava ai Cristiani la tutela della legge. Approfittando di questo provvedimento iniquo, un uomo di Cesarea usurpò gran parte del patrimonio di Giulitta. Nonostante la gravità della situazione, Giulitta intentò una causa formale contro l'usurpatore per difendere i suoi diritti. L'uomo protestò formalmente sostenendo che Giulitta non potesse agire legalmente in quanto cristiana. La legge dell'impero, infatti, non permetteva alcuna azione legale a chi rifiutava l'adorazione degli dèi. Condotto il caso in tribunale, il giudice dichiarò chiaramente che Giulitta avrebbe ottenuto protezione legale solo a patto di sacrificare agli dèi pagani.

La professione di fede e il giudizio

Messa di fronte a una simile richiesta, Giulitta si dichiarò decisa a rinunciare a tutto, compresi l'onore e la vita, pur di rimanere fedele alla sua fede in Dio. Di conseguenza, il giudice le negò ogni procedimento legale a causa della sua forte professione di fede. Non pago di ciò, il giudice sottopose Giulitta alle interrogazioni d'uso riservate ai cristiani nei tribunali imperiali. Interrogata sulla sua identità e sulle sue convinzioni, Giulitta rispose con grande calma di essere serva di Gesù Cristo Dio e di non voler mai rinunciare a Lui. Di fronte a tanta fermezza, la sentenza non si fece attendere e Giulitta fu condannata alla confisca di tutti i beni e ad essere bruciata viva.

Il martirio sul rogo

Durante la lettura della condanna e nelle fasi successive, il volto di Giulitta mostrò una grande felicità interiore, dimostrando così che con l'aiuto di Dio una donna poteva superare qualsiasi supplizio. Fu acceso un grande rogo fuori dalla città, destinato a eseguire la spietata sentenza. Giulitta si recò al rogo con la gioia di una sposa diretta al banchetto nuziale, mentre una folla di curiosi si radunò attorno alla catasta per assistere all'evento. Appena gettata sul fuoco, l'anima di Giulitta salì direttamente a Gesù. Miracolosamente, il corpo di Giulitta rimase illeso e intatto, protetto da un'arcata di fiamme che ne custodì le spoglie.

La sepoltura e i prodigi

Il corpo della martire fu successivamente seppellito nel vestibolo del tempio della città di Cesarea. Vicino alla tomba di Giulitta sgorgò prodigiosamente una fontana d'acqua dolce e salutare, particolarmente indicata per il sollievo dei malati. A proposito di questo evento straordinario, San Basilio paragona il miracolo della fonte a quello compiuto anticamente dal profeta Eliseo a Gerico. La Chiesa universale, attraverso il Martirologio, commemora in Asia Minore i santi Quirico e Giulitta come martiri della fede cristiana, ricordandone il sacrificio e la gloriosa testimonianza.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Giulitta?

La memoria liturgica e la commemorazione dei santi Quirico e Giulitta si celebrano il sedici giugno nel Martirologio.

In Asia Minore, commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri. — Martirologio Romano