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16 giugno

San Similiano di Nantes

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il ministero episcopale e i primi documenti

La figura storica di san Similiano emerge con chiarezza attraverso i documenti della Chiesa di Nantes, dove occupa il terzo posto nella cronotassi diocesana, collocandosi dopo il vescovo Emio e prima del successore Eumelio. Il suo nome compare ufficialmente in cinque cataloghi episcopali di Nantes, concordi nella successione dei pastori e differendo unicamente per lievi varianti ortografiche, mentre il più antico di questi preziosi testi risale agli inizi del decimo secolo, e soltanto uno di essi premette il titolo di santo a una serie di vescovi menzionati. Secondo le memorie raccolte da Alberto Le Grand, questo santo pastore visse durante il periodo storico segnato dal governo degli imperatori Diocleziano e Massimiano. Alla sua opera pastorale si riconduce la straordinaria conversione dei due grandi martiri Donaziano e Rogaziano, da sempre memorie insigni e patroni della città di Nantes. La cronologia del suo ministero presenta diverse ipotesi tra gli storici, poiché alcuni studiosi fissano il suo operato intorno all'anno trecentotrenta, mentre altri preferiscono anticiparlo di qualche anno, sebbene la data della sua morte sia stabilita con precisione al sedici giugno del trecentodieci.

Il culto, le memorie e i prodigi

Il grande vescovo di Nantes ricevette il solenne riconoscimento della posterità quando san Gregorio di Tours ne celebrò la memoria attribuendogli l'illustre titolo di grande confessore. Sul luogo della sua sepoltura, il vescovo Eumelio volle edificare una chiesa per custodire le sue spoglie mortali e alimentane la devozione dei fedeli. La tradizione popolare tramanda che durante le incursioni i Normanni distrussero la chiesa dedicata a san Similiano, gettando sacrilegamente il suo capo in un pozzo situato nelle vicinanze. Da quel momento, le acque di quel pozzo cominciarono a essere considerate miracolose, dotate del prodigioso potere di guarire gli infermi, specialmente quanti erano afflitti dalle febbri. Un ulteriore prodigio è legato al tempo di Clodoveo, quando i barbari che stringevano d'assedio la città videro avanzare due lunghe file di uomini vestiti di bianco provenienti dalla chiesa di san Similiano e da quella dei martiri Doniziano e Rogaziano. Dopo essersi incontrati in un luogo stabilito e avere fatto ritorno nei rispettivi edifici sacri, la visione generò profondo timor timore nei nemici dei cristiani, al punto che il loro capo Chilone fu toccato dalla grazia e decise di convertirsi al cristianesimo. Il martirologio romano colloca la sua festa liturgica al sedici giugno, ricordandolo nella Gallia lugdunense come vescovo e grande confessore.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Similiano?

La festa liturgica di san Similiano ricorre il sedici giugno, data fissata dal martirologio romano.

Di cosa è patrono San Similiano?

Le fonti storiche e agiografiche non menzionano specifici patronati per san Similiano.

A Nantes sempre nella Gallia lugdunense, san Similiano, vescovo, che san Gregorio di Tours loda come grande confessore. — Martirologio Romano