25 marzo
San Quirino di Roma
Martire venerato a Neuss
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti storiche e la tradizione
Le origini e i primi passi della memoria di San Quirino affondano nei documenti dell'antichità cristiana e nei testi agiografici tramandati nei secoli. Una passio dei santi Alessandro, Evenzio e Teodulo, giudicata dagli studiosi non anteriore ai secoli sesto e settimo e di scarissimo valore storico, tramanda che Quirino fosse il tribuno militare al quale i tre martiri furono affidati dopo essere stati arrestati per ordine dell'imperatore Traiano. La leggenda agiografica narra che Quirino si convertì alla fede cristiana alla vista dei miracoli operati dai medesimi martiri e che ricevette il battesimo insieme alla figlia Balbina. Secondo il medesimo racconto della passio, Quirino subì il martirio della decapitazione il trenta marzo e il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Pretestato a Roma. Un martire di nome Quirino è effettivamente indicato tra quelli sepolti nel cimitero di Pretestato, nella spelonca magna, dagli Itinerari del settimo secolo. Il nome del santo compare altresì in una epigrafe del quinto secolo ritrovata nel medesimo cimitero di Pretestato, a conferma di un culto antico e radicato. Il Martirologio Geronimiano al trenta aprile annunzia la deposizione di Quirino vescovo a Roma nel cimitero di Pretestato sulla via Appia. Secondo gli studi del bollandista Hippolyte Delehaye, l'elogio del Geronimiano si riferisce al martire ricordato negli Itinerari, il quale fu ritenuto erroneamente vescovo per una confusione sorta con l'omonimo vescovo di Siscia, deposto al quattro giugno nel cimitero di san Sebastiano. In seguito, Adone accolse Quirino nel suo Martirologio correggendo il testo del Geronimiano in base alla passio e spostando la commemorazione al trenta marzo. L'elogio di Adone passò successivamente in Usuardo e nel Martirologio Romano, confermando la data del trenta marzo. La critica storica riconosce in Quirino un autentico martire romano, stabilendo la necessità di non confonderlo con il vescovo di Siscia. Inoltre, nel Martirologio, un san Quirino martire viene ricordato anche a Roma nel cimitero di Ponziano sulla via Portuense. La figura di Quirino si inserisce così nel novero venerabile dei martiri romani della milizia, il cui culto in regioni geografiche molto distanti da Roma si deve in modo determinante al trasferimento delle reliquie.
Il trasferimento delle reliquie e la diffusione del culto
Il cammino delle reliquie di San Quirino segna una svolta fondamentale nella storia della sua devozione, portando il nome del martire romano ben oltre i confini dell'Italia. Secondo un documento redatto a Colonia nel mille quattrocentottantacinque, il corpo del martire sarebbe stato donato nell'anno mille e cinquanta dal papa Leone IX a una badessa. Fonti posteriori identificano questa badessa con il nome di Gepa, e taluni la descrivono addirittura come sorella del pontefice romano. Fu proprio Gepa a curare e realizzare il trasferimento del corpo del santo da Roma alla cittadina di Neuss sulle rive del fiume Reno. La presenza della comunità cristiana locale attorno al santo trova conferma nel fatto che verso l'anno mille a Neuss esisteva già una chiesa dedicata proprio a San Quirino. Ancora oggi nella città di Neuss si crede fermamente di possedere le sacre reliquie del martire, custodite con venerazione e amore filiale. Nella stessa Neuss, San Quirino è solennemente festeggiato il trenta marzo e il trenta aprile in qualità di patrono principale della comunità. Durante il drammatico assedio di Neuss avvenuto nel mille quattrocentosettantuno, la venerazione popolare per il martire toccò il suo culmine spirituale e storico. Da questo centro propulsore renano, il culto del santo si diffuse rapidamente in tutta la Germania, a Colonia, nel Belgio e persino in Italia, dove San Quirino è riconosciuto e venerato come patrono della città di Correggio. Nella regione della Renania, la memoria del santo ha lasciato segni profondi nella geografia e nella tradizione locale, dove il nome di San Quirino è portato da pozzi, fonti d'acqua e da una speciale e caratteristica cavalcata rituale che rinnova l'affetto della popolazione verso il suo protettore celeste.
L'iconografia e i patronati
L'immagine di San Quirino si è impressa nei secoli nell'arte sacra attraverso una ricca varietà di rappresentazioni che riflettono la complessità della sua leggenda e la profondità della sua protezione. Il martire viene frequentemente raffigurato nelle vesti di un cavaliere o di un guerriero rivestito di una ricca corazza medievale, recando con sé uno scudo a nove punte, una lancia, una spada, la palma del martirio e talvolta un falco. Le nove punte presenti sullo scudo alludono direttamente allo stemma araldico della città tedesca di Neuss. In alcune antiche raffigurazioni, il santo appare in aspetto di giovane guerriero, come attesta un affresco del secolo quindicesimo nella chiesa di san Goar in cui Quirino è dipinto accanto a san Vito. Talvolta la tradizione iconografica lo ritrae come martire legato a un palo, tormentato crudelmente da chiodi e martelli, con le mani tronche. Proprio i particolari leggendari legati ai suoi atroci patimenti hanno profondamente ispirato gli artisti nordici, offrendo al contempo una spiegazione storico-devozionale ai suoi patronati sui malati di peste, sulla podagra, sul vaiolo e su altre infermità. Tra le testimonianze artistiche più insigni si annovera un'immagine di San Quirino collocata sul portello della pala del Giudizio Finale dipinta da Stefan Lochner, conservata nella Pinacoteca di Monaco e risalente al secolo quindicesimo. Un altro pregevole affresco si trova nella cripta di san Gereone a Colonia e appartiene al secolo dodicesimo. Il santo è inoltre rappresentato in una pala d'altare custodita nella chiesa di san Cuniberto a Colonia, mentre ulteriori raffigurazioni e scene drammatiche del suo martirio si ammirano nella vetrata della Wiesenkirche di Soest e sugli stalli del coro della cittadina di Calcar. Riguardo alla collocazione terrena delle sue spoglie, secondo le testimonianze di Pompeo Ugonio, il corpo di Quirino sarebbe stato trasferito nella chiesa romana di santa Balbina, sebbene un altro autore come il Panciroli ignori del tutto tale presunto trasferimento in terra romana. La protezione di San Quirino si estende infine con forza agli animali, confermando la vastità di un patrocinio nato dalla fede e fiorito nella gratitudine dei popoli.
La memoria del martire
La venerazione per San Quirino trova le sue radici più antiche nella terra di Roma, dove il suo nome è stato preservato nel tempo attraverso la cura dei luoghi di sepoltura dei primi testimoni della fede. L'epigrafe del quinto secolo, posta nel cimitero di Pretestato, costituisce il documento più autorevole che attesta come il martirio di questo santo fosse già oggetto di profonda devozione nell'antichità cristiana. Tale testimonianza è corroborata dalla presenza del suo nome nel Martirologio Geronimiano, che indica il trenta aprile come data legata al suo ricordo, fissando in modo indelebile la sua figura nel calendario dei santi.
Il corso della storia ha poi trasformato il legame di San Quirino con la cristianità europea in modo significativo durante l'anno millecinquanta. In quel tempo, papa Leone nono dispose la traslazione delle reliquie del martire verso la città di Neuss. Questo evento non fu soltanto uno spostamento fisico di spoglie sacre, ma l'inizio di una nuova primavera per il culto del santo, che trovò in Germania un terreno fertile per espandersi. Da Neuss, la venerazione per San Quirino si irradiò con vigore verso il Belgio e l'Italia, creando una rete di legami spirituali che unisce ancora oggi queste terre. La sua figura è diventata così un ponte tra la Roma dei martiri e le nazioni europee, testimoniando la continuità di una fede che non teme il trascorrere dei secoli. La sua storia, pur priva di dettagli biografici minuti, si compie nella fedeltà assoluta al suo ruolo di martire, offrendo ai fedeli un esempio di dedizione che trascende le contingenze del tempo per giungere intatto fino al nostro presente.
Il culto e la protezione
Il culto di San Quirino si esprime attraverso una fiducia filiale che ha attraversato le generazioni. La sua intercessione è invocata con particolare intensità da chi sperimenta la fragilità del corpo e la sofferenza fisica, trovando in lui un conforto per il dolore causato dalla podagra e dal vaiolo. Questa sollecitudine verso la sofferenza umana si estende, in modo originale e profondo, anche al mondo animale, rendendo San Quirino un protettore vicino alle necessità quotidiane della vita rurale e domestica.
La città di Neuss, che custodisce le sue reliquie, rimane il centro pulsante di questa devozione, mentre in Italia la città di Correggio si unisce a questa preghiera corale. La celebrazione liturgica, che avviene in date distinte tra il trenta marzo e il trenta aprile, permette ai fedeli di rinnovare costantemente il proprio legame con il martire. In ogni richiesta di aiuto, il popolo di Dio riconosce in San Quirino non solo un esempio di coraggio antico, ma un amico celeste capace di presentare le miserie umane davanti al trono della misericordia divina.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Quirino di Roma?
San Quirino di Roma è festeggiato liturgicamente il venticinque marzo, il trenta marzo e il trenta aprile.
Di cosa è patrono San Quirino di Roma?
San Quirino è patrono principale di Neuss e della città italiana di Correggio. È inoltre invocato come protettore degli animali e contro la peste, il vaiolo e la podagra.
A Roma nel cimitero di Ponziano sulla via Portuense, san Quirino, martire. — Martirologio Romano