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mercoledì 25 marzo 2026 · Santo del giorno

Annunciazione del Signore

Annunciazione del Signore

La solennità dell'Annunciazione del Signore celebra il momento fondamentale in cui l'angelo Gabriele recò a Maria di Nazareth l'annuncio della nascita del Messia, segnando l'inizio dell'Incarnazione storica e dei tempi nuovi. Questo mistero di grazia unisce indissolubilmente l'opera salvifica di Cristo alla Vergine, acclamata dalla Chiesa come madre di Dio e frutto eccelso della redenzione.

Ricordata liturgicamente il venticinque marzo, la festa affonda le sue origini nel quarto secolo in Palestina e riafferma il dialogo d'amore e di salvezza tra Dio e l'umanità. Attraverso il libero consenso e il piissimo accoglimento della Vergine Maria, l'umanità intera accoglie il Verbo incarnato per opera dello Spirito Santo.

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Gli altri santi di oggi

Santa Lucia Filippini

Vergine

Santa Lucia Filippini visse nel corso del Diciottesimo secolo, lasciando un segno luminoso nella Chiesa attraverso la dedizione all'educazione e alla fede. Venne alla luce a Tarquinia il tredici gennaio 1672 da una famiglia onesta e onorata, segnata fin dalla primissima infanzia da profondi dolori familiari: la madre morì a ventisette anni quando la santa aveva appena undici mesi, e pochi anni dopo venne a mancare anche il padre. Questi dolorosi lutti infantili la spinsero a un precoce distacco dalle cose terrene, orientando stabilmente l'anima verso Dio. Coltivò con cura la virtù, custodendo una rigorosa modestia interiore ed esteriore, guardandosi con attenzione dalla vanità ed evitando le cattive compagnie e le amicizie nocive per l'innocenza dell'anima. La bontà, il candore e la sventura la guidarono a cercare la pace e la gioia esclusivamente nel Signore, mentre la contemplazione della natura, tra cui il cielo, il mare e le campagne di Tarquinia, le ispirava costantemente elevati pensieri su Dio. Chiamata in giovane età all'apostolato catechistico, rispose a una più ampia missione che la Divina Provvidenza le aveva preparato, incontrando a sedici anni il cardinale Barbarigo, dal quale ricevette preziosi lumi e consigli.

Decisa a consacrarsi al Signore, entrò nel monastero di Santa Chiara in Montefiascone, che divenne il luogo fondamentale della sua formazione spirituale. Animata da un nobile ideale volto a illuminare le intelligenze e a sollevare i cuori, realizzò il suo piano apostolico dapprima nel chiostro e in seguito all'esterno, agendo con l'aiuto del cardinale Barbarigo, secondo le norme della Beata Rosa Venerini e con la cooperazione di una piissima signora. Diede così origine al ministero educativo delle suore chiamate Maestre Pie Filippini, fondando l'Istituto delle Maestre Pie per la promozione dell'istruzione cristiana delle ragazze e delle donne, specialmente povere. Alla morte di Rosa Venerini, Lucia continuò l'opera da sola, aprendo diverse scuole a Montefiascone e ampliando gli istituti scolastici a Roma, in altri centri d'Italia e persino all'estero, in particolare nell'America del Nord, dove le suore continuano ancora oggi a lavorare con grande frutto. Consunta dalle fatiche e ricca di meriti, si spense dolcemente il venticinque marzo 1732 a Montefiascone. Papa Pio XI la proclamò Beata nel 1926 e successivamente la iscrisse nel catalogo delle Sante Vergini il ventidue giugno 1930, mentre il Martirologio la ricorda proprio presso Montefiascone nel Lazio.

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Sant' Isacco

Patriarca

Sant' Isacco è una figura fondamentale della storia della salvezza, patriarca biblico vissuto nel secondo millennio avanti Cristo. Nato in terra di Canaan da Abramo e Sara in età avanzata, egli rappresenta il compimento della promessa divina e il legame vivente tra le generazioni che hanno fondato la fede del popolo eletto. La sua esistenza, segnata dall'obbedienza filiale e dalla sottomissione alla volontà di Dio, si intreccia profondamente con le vicende dei suoi discendenti, in particolare con i figli Esaù e Giacobbe, ai quali egli trasmette la benedizione patriarcale.

La memoria di Sant' Isacco è custodita con venerazione per la sua docilità di fronte al comando del padre Abramo, che lo condusse al sacrificio rituale, e per il suo ruolo di custode dell'eredità spirituale ricevuta. Il suo percorso terreno, che si snoda tra la Mesopotamia e le terre di Canaan, giunge al termine a Hebron, dove riposa nella grotta di Macpelah. Egli rimane per i fedeli un modello di dedizione silenziosa e di fedeltà ai patti stabiliti dal Signore, testimoniando come la vita di un uomo possa farsi strumento della benedizione che si estende oltre il tempo e la storia.

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San Quirino di Roma

Martire venerato a Neuss

San Quirino di Roma è un autentico martire cristiano vissuto nel quarto secolo le cui spoglie riposavano originariamente nella terra di Roma. La figura di questo santo si muove tra la severità delle prime testimonianze epigrafiche e agiografiche e la straordinaria fioritura di una devozione che, attraverso il trasferimento delle reliquie, ha valicato i confini dell'Italia per mettere radici profonde nel cuore dell'Europa, specialmente in Germania e in Belgio. Egli è ricordato con profonda devozione liturgica non soltanto per la sua testimonianza di fede suggellata dal sangue, ma anche come insigne patrono e protettore invocato contro la peste, il vaiolo, la podagra e a difesa degli animali. La sua memoria attraversa i secoli richiamando i fedeli alla contemplazione della grazia operante nei suoi servi.

La tradizione e i documenti storici delineano il profilo di un santo la cui commemorazione si articola in diverse date del calendario liturgico, fissate al venticinque marzo, al trenta marzo e al trenta aprile. La sua figura è legata alla memoria dei martiri romani della milizia, la cui venerazione in terre lontane si diffuse proprio in seguito alla traslazione delle reliquie. San Quirino continua a parlare ai cuori dei fedeli come modello di fortezza cristiana, patrono principale della cittadina tedesca di Neuss e della terra italiana di Correggio, unendo comunità distanti nella medesima lode al Signore.

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Santa Matrona di Tessalonica

Martire

Santa Matrona di Tessalonica è una figura luminosa della testimonianza cristiana primitiva, la cui esistenza si è consumata nel segno della fedeltà assoluta al Vangelo. Vissuta a Tessalonica in una condizione di umile servizio domestico presso una dama di fede ebraica, ella seppe custodire nel segreto del cuore la luce della fede in Cristo, cercando con costanza il conforto della preghiera comunitaria. Il suo cammino terreno divenne una silenziosa ma ferma professione di fede, che non si lasciò piegare dalle pressioni esterne né dalle imposizioni che le venivano richieste.

La memoria di questa santa è affidata alla sua coraggiosa testimonianza di martire, che ha sigillato la propria devozione con il dono supremo della vita. Il suo ricordo è celebrato con venerazione in diverse tradizioni liturgiche, che ne tramandano il sacrificio come esempio di perseveranza nelle prove. Il fatto che il vescovo Alessandro abbia provveduto alla traslazione del suo corpo entro le mura della città testimonia quanto profondo fosse il legame tra questa serva fedele e la comunità cristiana di Tessalonica, che la accolse tra i suoi protettori più cari per custodirne la memoria e l'esempio di dedizione incondizionata al Signore.

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Sant' Ermelando

Abate di Aindre

Sant'Ermelando visse a cavallo tra il settimo e l'ottavo secolo e la sua memoria ci è giunta attraverso una preziosa testimonianza antica. Esiste infatti una Vita di sant'Ermelando quasi contemporanea a lui, contenuta in un manoscritto dell'anno 767. Nato a Noyon da una nobile famiglia, Ermelando intraprese dapprima la strada della corte. Fece carriera alla corte del re Clotario III, che regnò dal 657 al 673, e ottenne dal sovrano la carica di coppiere grazie al favore reale. Rifiutata tuttavia una proposta di matrimonio, chiese al re il permesso di entrare in un monastero. Divenne monaco nel monastero di Fontenelle, allora noto come san Vandrigisilo, dove visse per alcuni anni sotto la guida dell'abate san Lamberto, il quale divenne in seguito arcivescovo di Rouen.

La sua vocazione monastica lo condusse poi sulle rive della Loira, dove fondò una nuova comunità cenobitica che resse per lunghi anni fino alla sua morte, avvenuta intorno al 720 secondo il Martirologio, che lo ricorda sull'isola di Indre nei pressi di Nantes in Francia come primo abate del monastero del luogo. La sua festa liturgica si celebra il 25 marzo. La sua opera spirituale ha lasciato un segno profondo nella storia della Chiesa gallicana e nella devozione popolare, tramandando un esempio di dedizione totale a Dio attraverso la preghiera, il lavoro e la fondazione di monasteri.

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Beato Giacomo Bird

Martire

Il Beato Giacomo Bird visse nel sedicesimo secolo in Inghilterra, lasciando una testimonianza luminosa di fedeltà alla Chiesa cattolica fino al martirio. Le sue date biografiche segnano la sua esistenza terrena a Winchester, in Inghilterra, dal 1574 al 25 marzo 1593. Nato da una nobile famiglia aristocratica nella quale il padre era stato magistrato della città di Winchester, il giovane ricevette inizialmente un'educazione nel Protestantesimo. Tuttavia, all'età di quindici anni, la sua vita spirituale conobbe una svolta profonda quando abbandonò il Protestantesimo per entrare nella Chiesa cattolica. Questa scelta coraggiosa lo condusse, pochi anni dopo, a una prova estrema che avrebbe suggellato la sua adesione alla fede cattolica con il dono della vita.

Il martirio del giovane testimone avvenne sotto la stessa regina e si collocò cinquantotto anni dopo quello di san Tommaso Moro. Il beato Giacomo Bird è ricordato con profonda venerazione dal martirologio romano al venticinque marzo, data in cui si celebra la sua memoria proprio a Winchester, in Inghilterra. La sua figura continua a parlare ai credenti di ogni tempo sulla centralità della grazia e sulla dedizione totale al mistero di Cristo, ricordando come la testimonianza cristiana possa giungere sino all'effusione del sangue per amore del Signore e della sua Chiesa.

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Santa Margherita Clitherow

Martire in Inghilterra

Santa Margherita Clitherow visse nel sedicesimo secolo in Inghilterra, un'epoca segnata da profonde divisioni religiose e dalla dura persecuzione dei cattolici. Nata a York tra il 1550 e il 1556 da Tommaso Middleton ed educata nel protestantesimo, ella giunse alla conversione alla fede cattolica dopo aver studiato i principi della Chiesa di Roma e aver constatato la leggerezza dei ministri riformati. Con il consenso del marito Giovanni Clitherow, che rimase protestante, la santa educò i tre figli nella fede cattolica e scelse di rischiare la propria vita offrendo rifugio ai sacerdoti missionari clandestini che giungevano in patria. Il suo coraggio e la sua dedizione al Vangelo la portarono ad affrontare ripetuti arresti e infine un atroce martirio per schiacciamento il venticinque marzo del 1586 nei sotterranei della prigione di York, durante il regno di Elisabetta I.

La sua testimonianza di fede si inserisce nel più ampio e doloroso contesto delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia e Galles, iniziate nel 1535 con lo scisma provocato da re Enrico VIII e protrattesi per centocinquant'anni fino al mille secentosessantuno, mietendo migliaia di vittime di ogni ceto sociale. Per il suo eroico attaccamento alla Chiesa e per aver protetto i sacramenti, Margherita Clitherow fu beatificata da Pio XI nel millenovecentoventinove e in seguito canonizzata da papa Paolo VI nel millenovecentosettanta insieme a un gruppo di quarantuno martiri di quel periodo storico. La Chiesa la ricorda liturgicamente il venticinque marzo, celebrando una donna che seppe custodire la propria fede fino al sacrificio estremo della vita terrena.

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San Procopio di Sazava

Abate

San Procopio di Sazava, nato nell'anno 975 a Kourim, in Boemia, rappresenta una figura di singolare profondità nel panorama monastico dell'undicesimo secolo. La sua esistenza si è snodata attraverso un cammino spirituale che ha abbracciato le diverse vocazioni della vita cristiana: egli fu dapprima sacerdote secolare, sposo e padre, per poi approdare alla solitudine dell'eremitaggio lungo il fiume Sazava. In quel luogo, la ricerca di Dio nella preghiera e nel silenzio ha preparato il terreno per la fondazione del monastero di Sazava, di cui divenne il primo abate, promuovendo con dedizione la liturgia slava.

La memoria di San Procopio è strettamente legata alla sua capacità di incarnare la regola benedettina in un contesto di fervore spirituale e culturale. Il suo incontro con il duca Oldrich fu determinante per l'edificazione del cenobio, che divenne un faro di spiritualità. Canonizzato da Papa Innocenzo III nel 1204, egli continua a essere invocato come patrono della Boemia, dei contadini e dei minatori. La sua figura rimane un richiamo costante alla fedeltà verso la propria chiamata e alla cura della tradizione liturgica, che egli seppe preservare con sapienza e dedizione fino alla sua morte, avvenuta nel 1053 presso Sazava.

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Beato Ilarione (Pawel) Januszewski

Il Beato Ilarione Januszewski, nato come Pawel nel ventesimo secolo e vissuto tra il 1907 e il 1945, fu un sacerdote dell'Ordine dei Frati Scalzi della Beata Vergine del Monte Carmelo e martire. Educato cristianamente dai suoi genitori Martin e Marianne a Krajenki in Polonia, compì un intenso percorso di formazione che lo portò a studiare a Greblin, Suchary e Cracovia, fino al suo ingresso nell'Ordine Carmelitano nel 1927 e all'ordinazione sacerdotale avvenuta a Roma nel 1934. Distintosi per gli studi teologici e l'eccellenza accademica, tornò in patria per insegnare teologia dogmatica e storia della chiesa, assumendo poi il delicato incarico di priore a Cracovia nei primi mesi dell'occupazione tedesca della Polonia.

Egli è ricordato soprattutto per la straordinaria carità e il sacrificio supremo compiuti durante la seconda guerra mondiale. Deportato a causa della fede in Cristo nel campo di concentramento di Dachau, dopo essere passato per il carcere di Montelupi e per il campo di Sachsenhausen, seppe essere un luminoso esempio di preghiera e di speranza per i confratelli, tra cui il beato Tito Brandsma. Quando il tifo dilagò nella baracca venticinque, egli si associò spontaneamente ai sacerdoti che decisero di assistere i malati, offrendo la propria vita nel servizio. Infettato dal morbo, morì il venticinque marzo 1945, poche settimane prima della liberazione. La sua testimonianza di fede e di amore eroico è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa il tredici giugno 1999, quando Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato a Varsavia insieme ad altri martiri polacchi della persecuzione nazista.

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San Dismas, il Buon Ladrone

San Disma, universalmente conosciuto come il Buon Ladrone, è una delle figure più luminose e consolanti della cristianità del primo secolo. Condannato a morte per gravi delitti nel corso dell'anno trentatré sul Calvario di Gerusalemme, egli visse un momento di radicale conversione accanto a Gesù durante la crocifissione. Pur in mezzo alla sofferenza e al disprezzo generale, riconobbe l'innocenza del Salvatore e professò una fede profonda, diventando il primo pentito della storia e ricevendo direttamente dalle labbra di Cristo la promessa dell'ingresso immediato nel paradiso. La sua memoria liturgica si celebra il venticinque marzo nel Martirologio romano, mentre le Chiese orientali lo ricordano il ventitré marzo.

Egli è particolarmente venerato in tutto il mondo ed è invocato come protettore degli agonizzanti, dei prigionieri, delle carceri, dei cocchieri e dei conducenti di veicoli. La sua intercessione viene richiesta anche per la protezione delle case e delle proprietà contro i ladri, nelle cause difficili e nei problemi finanziari, nonché per la conversione degli alcolizzati, dei giocatori d'azzardo e di chi ha smarrito la retta via. La sua storia ricorda a ogni credente che la misericordia divina non ha confini e che la salvezza è sempre accessibile attraverso il pentimento sincero e l'affidamento totale a Cristo.

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San Nicodemo di Mammola

Asceta

San Nicodemo di Mammola fu una figura luminosa dell'ascetismo bizantino nel decimo secolo. Nato a Cirò, dedicò l'intera sua esistenza alla ricerca di Dio attraverso il silenzio, la preghiera e una rigorosa vita eremitica. Il suo cammino spirituale lo condusse dal Mercurion, dove ricevette l'abito monastico dall'abate Fantino, verso le vette solitarie della Locride, imprimendo un segno indelebile nella tradizione monastica greca dell'Italia meridionale.

La memoria di questo santo è custodita con profonda devozione per la sua capacità di fondere la solitudine contemplativa con l'edificazione comunitaria. Egli è ricordato come un instancabile costruttore di luoghi dello spirito, avendo fondato una laura sul Monte Cellerano e un monastero presso Mammola. La sua testimonianza di fede, culminata nel transito verso la vita eterna nel novecentonovanta, continua a interpellare il cuore dei fedeli che, nella quiete dei suoi antichi rifugi, cercano ancora oggi un contatto autentico con il mistero di Dio.

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Beata Maria Rosa (Margaretha) Flesch

Fondatrice

La Beata Maria Rosa Flesch, nata Margaretha Flesch nel millesettecentoventisei a Schönstatt, in Germania, rappresenta una figura luminosa del diciannovesimo secolo, dedicata interamente al servizio dei sofferenti e dei bisognosi. La sua esistenza fu segnata da una profonda vocazione caritatevole, che la portò a fondare nel milleottocentosessantatré l'Istituto delle Religiose Francescane di Santa Maria degli Angeli. Attraverso questa opera, ella seppe tradurre l'amore di Cristo in un impegno concreto verso il prossimo, testimoniando la fede in un contesto storico complesso e spesso segnato dal dolore, come avvenne durante la guerra franco-prussiana del milleottocentosettanta, quando si prodigò con dedizione per assistere i feriti.

La memoria della Beata Maria Rosa Flesch è celebrata non solo per la sua capacità di fondare una realtà religiosa duratura, ma soprattutto per la straordinaria fortezza d'animo con cui affrontò le prove della vita. Ella visse per ventotto anni in uno stato di umiliazione e isolamento all'interno del proprio ordine, offrendo tale sofferenza come un sacrificio silenzioso e fecondo. La sua beatificazione, avvenuta il quattro maggio duemilaotto nel Duomo di Treviri per mano di Papa Benedetto Sedicesimo, riconosce la santità di una donna che ha saputo trasformare il silenzio e la solitudine in una preghiera vivente, lasciando un segno indelebile nella storia della carità cristiana in terra tedesca.

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Santa Maria Alfonsina (Mariam Sultaneh) Danil Ghattas

Religiosa e fondatrice

Santa Maria Alfonsina, al secolo Mariam Sultaneh Danil Ghattas, nacque a Gerusalemme nel XIX secolo, precisamente nel 1843, e spese la propria esistenza nella terra natia servendo Dio come zelante religiosa. La sua vocazione si inserisce nel contesto della rinascita della Chiesa gerosolimitana promossa dal patriarca monsignor Giuseppe Valerga, il quale si adoperò per fondare seminari e scuole parrocchiali. La tradizione riferisce che la giovane Sultaneh scelse di consacrarsi entrando nell'istituto delle Suore di San Giuseppe dell'Apparizione, dove emise i voti religiosi sul santo Calvario assumendo il nome di suor Maria Alfonsina. Dotata di una profonda vita interiore e guidata da fenomeni soprannaturali annotati nel suo diario per obbedienza al sacerdote don Joseph Tannùs, la religiosa fu ispirata dalla Santa Vergine Maria a dare vita a una nuova famiglia religiosa. Superando molteplici ostacoli e incomprensioni, e grazie al sostegno di illuminati direttori spirituali e patriarchi, fondò le Suore del Rosario, un'istituzione provvidenziale dedicata alla promozione della donna e all'educazione cristiana in Medio Oriente.

La testimonianza di fede di Santa Maria Alfonsina si concluse il 25 marzo 1927 ad Ain Karem, mentre recitava la preghiera del rosario, spegnendosi con le parole del saluto angelico sulle labbra. La sua opera apostolica, radicata nella preghiera e nell'umiltà, continuò a fruttificare attraverso la diffusione della congregazione in numerose località e l'istituzione di scuole e associazioni parrocchiali ancora oggi esistenti a Gerusalemme. Il suo segreto mistico, custodito gelosamente durante la vita terrena nei quaderni del diario consegnati alla sorella madre Giovanna, fu svelato dopo la sua scomparsa grazie all'intervento del patriarca Luigi Barlassina. Sepolta nella cripta della chiesa del Rosario a Gerusalemme, la santa rimane un punto di riferimento luminoso per la Chiesa e per l'intera regione mediorientale.

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Beato Andrea Zadeja

Sacerdote e martire

Il Beato Andrea Zadeja, noto in albanese come Ndre Zadeja, è stato un sacerdote e martire del ventesimo secolo, ricordato per la sua fedeltà al Vangelo e l'amore profondo per la sua terra. Nato a Scutari in Albania il tre novembre 1891 da genitori umili, visse un'esistenza interamente dedicata al servizio di Dio e del popolo, distinguendosi non solo nel ministero pastorale ma anche nella cultura come poeta e drammaturgo. La sua vita si concluse tragicamente il venticinque marzo 1945, quando fu fucilato a Scutari durante la persecuzione del regime comunista. La Chiesa cattolica riconosce il suo sacrificio iscrivendolo nel novero dei martiri, testimoni luminosi della fede cristiana vissuta fino all'effusione del sangue.

Oggi la sua memoria liturgica si celebra il venticinque marzo all'interno del gruppo dei trentotto martiri albanesi. La sua figura resta un punto di riferimento fondamentale per la comunità ecclesiale, che ne loda la carità pastorale verso i più deboli, il coraggio dimostrato nel denunciare le ideologie oppressive e la dedizione sacerdotale manifestata persino nell'ora della prova suprema. Beatificato a Scutari il cinque novembre 2016, il Beato Andrea Zadeja continua a intercedere per i fedeli, indicando la via della coerenza evangelica e della difesa della dignità umana in ogni circostanza della storia.

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Beato Geremia Lambertenghi

Religioso del TOR

Il Beato Geremia Lambertenghi, nato a Como nel 1440, è una figura luminosa del francescanesimo vissuta tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. Sacerdote appartenente al Terz'Ordine Regolare, egli ha dedicato la propria esistenza al servizio di Dio e dei fratelli, segnando profondamente il cammino spirituale di diverse comunità italiane attraverso una dedizione instancabile e una vita di preghiera. La sua memoria è custodita con particolare affetto come modello di umiltà e di fedeltà al carisma di San Francesco, che egli ha saputo incarnare con coerenza in ogni tappa del suo ministero pastorale.

Egli è ricordato oggi come una guida sapiente per quanti attraversano momenti di sofferenza e prova. La sua opera, che si è intrecciata con i luoghi significativi della fede cattolica, tra cui Roma e Loreto, culminò nel servizio svolto a Forlì, dove rese l'anima a Dio nel 1513. Il Beato Geremia continua a intercedere per coloro che si affidano alla sua protezione, offrendo conforto e speranza a chiunque cerchi nella sua testimonianza una luce nel cammino della vita quotidiana.

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San Dula

Martire di Nicomedia

A Nicomedia, san Dula, martire.

San Mona di Milano

Vescovo

A Milano, san Mona, vescovo.

San Pelagio di Laodicea

Vescovo

Sant' Everardo di Nellemburg

Monaco

A Schaffhausen in Svevia, beato Everardo, che, conte di Nellenburg, abbracciò la vita monastica nel cenobio di Tutti i Santi da lui costruito.

Beato Guglielmo di Norwich

Fanciullo, martire

Beato Placido Riccardi

Benedettino

A Roma presso San Paolo sulla via Ostiense, beato Placido Riccardi, sacerdote dell’Ordine di San Benedetto, che, pur sofferente di continue febbri, malattie e paralisi, coltivò con instancabile dedizione l’osservanza alla regola e la preghiera, insegnando anche agli altri a praticarle.

Beato Omeljan (Emilian) Kovc

Parroco

Nella cittadina di Majdanek presso Lublino in Polonia, beato Emiliano Kovč, sacerdote e martire, che, in tempo di guerra, deportato in un campo di prigionia, raggiunse la vita eterna combattendo per la fede.

Sant' Aroldo di Gloucester

Martire

Beato Andrea Laurenzo

Beato Francesco Bruno

Francescano

Beato Tommaso da Costacciaro

Eremita camaldolese

Presso Costacciaro in Umbria, beato Tommaso, eremita, che per sessantacinque anni praticò vita di anacoreta e la insegnò ad altri.

San Riccardo di Pontoise

Martire

San Pietro Formica

Mercedario

Beato Arnaldo de Amer

Maestro Generale dell’Ordine Mercedario

San Roberto di Bury St. Edmund’s

Fanciullo, martire

Beata Beata Caterina da Valensasco

Agostiniana

Dal Martirologio Romano

Solennità dell’Annunciazione del Signore, quando nella città di Nazareth l’angelo del Signore diede l’annuncio a Maria: «Ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo», e Maria rispondendo disse: «Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola». E così, compiutasi la pienezza dei tempi, Colui che era prima dei secoli, l’Unigenito Figlio di Dio, per noi uomini e per la nostra salvezza si incarnò nel seno di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo e si è fatto uomo. — Martirologio Romano