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25 marzo

Santa Margherita Clitherow

Martire in Inghilterra

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini delle persecuzioni in Inghilterra

La storia delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia e Galles ebbe inizio nel 1535 e trovò la sua conclusione nel 1681. Il re Enrico VIII fu il primo a scatenare le persecuzioni e provocò lo scisma d'Inghilterra con il distacco della Chiesa Anglicana da Roma. Tra gli artefici più o meno cruenti delle persecuzioni vi furono Enrico VIII, Edoardo VI tra il 1547 e il 1553, Elisabetta I deceduta nel 1603, Giacomo Stuart, Carlo I, Oliviero Cromwell e Carlo secondo Stuart. In centocinquant'anni di persecuzioni morirono migliaia di cattolici inglesi di ogni ceto sociale. I cattolici inglesi testimoniarono il loro attaccamento alla fede cattolica e al papa rifiutando i giuramenti di fedeltà al re come nuovo capo della religione di Stato. I primi a morire come martiri il quattro maggio e il quindici giugno 1535 furono diciannove monaci Certosini, impiccati a Tyburn a Londra. L'ultima vittima fu Oliviero Plunkett, arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda, giustiziato a Londra l'undici luglio 1681. L'odio dei nemici del cattolicesimo, tra cui re, puritani, avventurieri, ecclesiastici eretici e scismatici e calvinisti, portò a inventare sistemi di tortura e sofferenze per i cattolici arrestati. Sacerdoti e gesuiti arrivavano clandestinamente come missionari in Inghilterra dalla Francia e da Roma per riconvertire gli scismatici. I sacerdoti missionari erano considerati traditori dello Stato in quanto inglesi rifugiati all'estero e preparati in appositi seminari per il rientro. Funzionari di alto rango come Tommaso Moro, Giovanni Fisher e Margherita Pole furono decapitati o uccisi velocemente. Tranne rare eccezioni, tutti gli altri subirono interrogatori estenuanti, carcere duro, e torture come l'eculeo, la figlia della Scavinger e i guanti di ferro prima di una morte orribile. I condannati venivano impiccati ma liberati dal cappio prima di soffocare, sventrati da semicoscienti e poi squartati. I tronconi dei corpi squartati venivano cosparsi di pece e appesi alle porte e nelle zone principali della città.

La conversione e la vita di Margherita

Margherita Clitherow nacque a York tra il 1550 e il 1556 da Tommaso Middleton. Margherita crebbe educata al protestantesimo, ritenendola la vera fede in Cristo. La fanciulla contrasse matrimonio nel 1571 con Giovanni Clitherow, che era protestante. La coppia ebbe tre figli. Dopo circa tre anni, turbata dalla dottrina protestante e dalla leggerezza dei suoi ministri, Margherita studiò i principi cattolici e si convertì. Margherita Clitherow aderì alla fede cattolica con il consenso del coniuge. Il marito Giovanni Clitherow rimase protestante ma non si oppose alla conversione, lasciandola libera di educare i figli nella fede cattolica. Elisabetta prima, nata nel 1533 e morta nel 1603, salita al trono nel 1558, aveva ripristinato con energia l'anglicanesimo nel regno. La conversione di Margherita Middleton non passò inosservata e finì nel mirino dei fedeli alla regina. Il nome di Margherita compare nel 1576 nella lista dei prigionieri con l'accusa di trascurare i doveri verso Dio e la regina e di rifiutare il servizio divino nella chiesa protestante. Margherita subì il carcere varie volte, anche per due anni e più, considerandolo un periodo di riflessione e devota conversazione con Dio. Quando era libera, Margherita pregava intensamente con i figli e ospitava di nascosto sacerdoti di passaggio in una stanza segreta. Margherita approfittava della presenza dei sacerdoti per confessarsi, ricevere i Sacramenti e ascoltare la Santa Messa. Margherita si adoperò per nascondere in casa i sacerdoti ricercati. A causa del nascondimento dei sacerdoti fu più volte arrestata durante il regno di Elisabetta prima.

L'arresto e il processo

Dopo diciotto mesi di libertà, il dieci marzo 1586 la sua casa fu perquisita da un drappello di sbirri. Margherita fece appena in tempo a nascondere un sacerdote in un ripostiglio segreto sotto il pavimento. Non trovando nulla di compromettente, gli sbirri malmenarono un servo, un ragazzo di dieci anni, che finì per indicare il nascondiglio. Il sacerdote era già fuggito, ma nel vano furono trovati abiti ecclesiastici e arredi sacri. Margherita fu arrestata e trascinata in prigione insieme ai figli e ai servi. I servi furono liberati dopo alcuni giorni. Margherita fu rinchiusa nel carcere oscuro del castello di York. Margherita fu sottoposta ad interrogatorio e processata da un tribunale. L'accusa mossa contro Margherita era di aver nascosto dei sacerdoti, sebbene non fosse stato trovato nessuno. L'accusa comprendeva anche l'aver ascoltato la Messa, provato dal sequestro di arredi liturgici. Margherita fu invitata a dichiararsi colpevole o innocente. Margherita eluse la domanda in tutte le udienze successive. Margherita rispose dicendo di non aver commesso nulla di male per cui dichiararsi colpevole. Margherita rifiutò il verdetto di una giuria. Il rifiuto del verdetto seguiva il pensiero di molti martiri dell'epoca per non coinvolgere i giurati nel pronunciare una condanna a morte e lasciare la responsabilità al solo giudice. Margherita si rifiutò di trattare la sua causa davanti al tribunale per non gravare l'animo dei consiglieri del giudice con il fardello di una condanna a morte. La legge vigente prevedeva la condanna a morte. La sentenza emessa fu della pena capitale. Dopo aver ascoltato la sentenza, Margherita disse ai giudici di pregare Dio di riservare loro una sentenza migliore dinanzi al suo tribunale, se la condanna era conforme alla loro coscienza.

Il martirio e il ritrovamento del corpo

L'esecuzione avvenne la mattina del venticinque marzo 1586 nei sotterranei della prigione. Il martirologio colloca il martirio a York in Inghilterra, sebbene le fonti ricordino anche Tyburn tra i luoghi del decesso. Margherita fu spogliata dei suoi vestiti nei sotterranei della prigione. Margherita indossò un abito bianco preparato da lei stessa. Margherita fu stesa al suolo e legata con le mani e i piedi a dei pioli. Sotto la schiena di Margherita fu posta una pietra aguzza. Sul corpo di Margherita fu posta una porta di legno. Sulla porta di legno furono ammassati grossi pesi fino a schiacciarla mortalmente. Margherita fu schiacciata a morte per Cristo sotto un enorme peso. Il martirio durò in tutto una quindicina di minuti. Il corpo della martire fu gettato in una fossa di acqua putrida e melmosa dopo l'esecuzione. I cattolici fecero ricerche del corpo per sei settimane. Il corpo fu infine ritrovato ancora incorrotto, fresco e puro come il giorno della morte. La figlia Agnese si fece suora a Lovanio. I due figli maschi divennero sacerdoti.

La beatificazione e la canonizzazione

Nel 1850, con la restaurazione della Gerarchia Cattolica in Inghilterra e Galles, fu possibile affrontare la beatificazione dei martiri comprovati. Nel 1874 l'arcivescovo di Westminster inviò a Roma un elenco di trecentosessanta nomi con le relative prove. A partire dal 1886 i martiri furono beatificati dai papi a gruppi. Margherita Clitherow fu beatificata il quindici dicembre 1929 da Pio XI. Una quarantina dei martiri furono canonizzati nel 1970. Margherita Clitherow fu canonizzata da papa Paolo VI il venticinque ottobre 1970 insieme a quaranta martiri dell'epoca.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Margherita Clitherow?

La memoria liturgica di Santa Margherita Clitherow si celebra il venticinque marzo.

A York in Inghilterra, santa Margherita Clitherow, martire, che, con il consenso del coniuge, aderì alla fede cattolica, nella quale educò anche i figli e si adoperò per nascondere in casa i sacerdoti ricercati; per questo motivo fu più volte arrestata durante il regno di Elisabetta I e, rifiutandosi di trattare la sua causa davanti al tribunale per non gravare l’animo dei consiglieri del giudice con il fardello di una condanna a morte, fu schiacciata a morte per Cristo sotto un enorme peso. — Martirologio Romano