27 maggio
San Restituto di Roma
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le fonti e la memoria liturgica
Il Martirologio Geronimiano ricorda il santo in giorni diversi, riflettendo la complessità della sua memoria liturgica. Il ventisette maggio viene ricordato senza alcuna indicazione topografica, mentre il ventinove maggio viene ricordato sulla via Aurelia e l'undici giugno al settimo miglio della via Nomentana. La seconda commemorazione fu accettata dai martirologi storici come Floro, Adone e Usuardo, e la commemorazione del ventinove maggio è passata anche nel Martirologio Romano. Il vero dies natalis del santo fu molto probabilmente il ventisette maggio, giorno in cui il Martirologio ricorda san Restituto martire a Roma al sedicesimo miglio della via Nomentana.
La passio del santo non è storicamente attendibile per quanto riguarda le notizie biografiche, ma è invece degna di fede per quanto riguarda le coordinate geografiche. Questa opera fu composta, secondo il giudizio del Lanzoni, nel quinto o sesto secolo. Nel quinto e sesto secolo era molto difficile travisare o inventare dati indispensabili per il culto che potevano essere facilmente controllati e giudicati. Il sepolcro del santo si trovava, secondo la passio, al sedicesimo miglio della via Nomentana. Il Bosio vide i ruderi della chiesa dedicata al santo nei pressi di Eretum, odierna Monterotondo, e vide anche la cripta in cui era stato custodito il sepolcro del santo. Non si possiedono notizie storicamente attendibili sulla vita di Restituto, il quale è comunque considerato un martire autentico di Monterotondo, dove fu venerato fino al Medioevo.
Il martirio e la tradizione della passio
Secondo la passio, Restituto fu arrestato a Roma durante la persecuzione di Diocleziano. L'arresto avvenne perché Restituto predicava contro gli dèi e fu tradotto al tribunale del preside Ermogene. Invitato a sacrificare, Restituto si rifiutò e fu perciò colpito con pietre e flagellato. Rinchiuso in carcere, Restituto ottenne da Dio con le sue preghiere un terremoto che divelse le porte del carcere e permise a tutti gli altri carcerati di fuggire. Ricondotto al tribunale, Restituto rifiutò ancora una volta di sacrificare a Giove Capitolino. Ermogene comandò che Restituto fosse decapitato e ordinò che il corpo fosse gettato presso l'arco di Settimio Severo. La matrona Giusta raccolse il corpo e lo nascose nella sua casa, per poi seppellirlo in un suo campo sulla via Nomentana al sedicesimo miglio, in una cripta sotterranea, il ventisette maggio.
Nei manoscritti più antichi il racconto finisce con la sepoltura. I manoscritti antichi di riferimento sono Farfa dei secoli nono e decimo, Vaticano 1195 dell'undicesimo secolo e l'Archivio di Santa Maria Maggiore del dodicesimo secolo. A partire dal secolo dodicesimo, in alcuni codici come il Vaticano 1191 e 1196, si aggiunge un ulteriore episodio. Al tempo di papa Adriano IV, identificato negli anni tra il 1154 e il 1159, il corpo di Restituto fu trasferito a Roma. Il corpo fu traslato nella chiesa di Sant'Andrea in Aurísario, detta anche di Sant'Andrea in catabarbara. Tale chiesa sorgeva nei pressi di Santa Maria Maggiore. Le vestigia di tale chiesa furono ritrovate nel 1930 durante la costruzione dell'edificio per il Pontificio Seminario Orientale.
La vita e il martirio
La vicenda di San Restituto si iscrive nel contesto drammatico della persecuzione scatenata dall'imperatore Diocleziano contro i cristiani nel quarto secolo. Arrestato nella città di Roma, il santo fu posto dinanzi alla scelta definitiva tra l'abiura e la fedeltà al Signore. Il suo fermo rifiuto di sacrificare agli dèi pagani manifestò una libertà interiore che le catene e le minacce non poterono spezzare. Il preside Ermogene, incaricato di eseguire la volontà imperiale, ordinò per lui il supplizio. San Restituto affrontò con coraggio la flagellazione e la lapidazione, prove atroci che culminarono infine nella decapitazione, suggellando così la sua testimonianza con il dono supremo del sangue.
Dopo la morte, il corpo del martire fu raccolto con pietà dalla matrona Giusta. La donna, compiendo un gesto di alta carità cristiana, provvide a dare sepoltura al santo presso il sedicesimo miglio della via Nomentana. Questo luogo divenne un punto di riferimento per i fedeli, che nel tempo hanno continuato a onorare il luogo di riposo di colui che aveva testimoniato Cristo con la propria vita. In un'epoca successiva, precisamente nel dodicesimo secolo, le spoglie di San Restituto furono oggetto di una traslazione solenne, venendo trasferite presso la chiesa di Sant'Andrea in Catabarbara. Tale evento segnò una nuova tappa nella venerazione del martire, permettendo alla comunità di continuare a custodire le reliquie di un uomo che, nel silenzio della storia, ha saputo dire il suo sì definitivo al Vangelo, divenendo esempio di perseveranza per le generazioni future.
La memoria e il culto
Il culto di San Restituto si è consolidato nel tempo, mantenendo vivo il legame tra la città di Roma e i luoghi che hanno visto il sacrificio dei primi testimoni della fede. La commemorazione annuale, fissata al ventisette maggio, viene considerata dagli studiosi e dalla tradizione come il probabile giorno della sua nascita al cielo. Questa data non rappresenta solo una ricorrenza liturgica, ma è il momento in cui la comunità cristiana si unisce nel ricordo di un uomo che ha saputo vivere con dignità e sobrietà il proprio impegno spirituale.
La memoria di San Restituto, pur nella sua semplicità, continua a evocare la forza dei valori cristiani in contesti avversi. Il fatto che le sue reliquie siano state oggetto di cure amorevoli, dalla sepoltura sulla via Nomentana fino alla traslazione medievale, testimonia come la devozione popolare abbia sempre riconosciuto in lui un intercessore e un modello di coerenza. Anche nel contesto attuale, la figura di questo martire invita a riflettere sulla continuità della fede, ricordandoci che ogni testimonianza, per quanto remota, è un tassello fondamentale che compone il cammino di santità della Chiesa lungo i secoli.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Restituto di Roma?
La memoria liturgica del santo si celebra il ventisette maggio.
A Roma al sedicesimo miglio della via Nomentana, san Restituto, martire. — Martirologio Romano