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13 ottobre

San Romolo di Genova

Vescovo

Aggiornato il 15 settembre 2026

La formazione e il ministero episcopale

Non vi sono notizie certe sul periodo in cui visse san Romolo, ma per deduzione si ipotizza che sia vissuto nel quinto secolo, un tempo stabilito grazie all'uso dell'Archa Tophea come sarcofago in Liguria. Secondo la tradizione locale sanremese, Romolo aveva ricevuto una prima educazione nella terra di Matuta prima di essere eletto vescovo di Genova, succedendo sulla cattedra vescovile genovese ai santi Felice e Siro. Il suo ministero pastorale fu caratterizzato da una grande bontà, ed egli viene descritto nei testi antichi come un padre piuttosto che come un signore, oltre che come il padre dei poveri. Era inoltre molto competente nel risolvere discordie di ogni genere all'interno della comunità affidata alle sue cure.

Il ritiro, la morte e le reliquie

Per sfuggire agli invasori longobardi, il vescovo si ritirò in stretta penitenza nell'entroterra di Matuta, vivendo in una zona chiamata oggi di san Romolo, all'interno di una grotta detta bauma, la quale divenne in seguito un luogo di pellegrinaggio. Si trovava in visita nell'estrema parte della Liguria Occidentale, all'epoca parte della diocesi di Genova, e precisamente visitò la località di Matuta, l'odierna Sanremo. La tradizione riferisce che Romolo sarebbe morto nella grotta, colto dalla morte proprio mentre si recava in visita presso le popolazioni rurali della zona. Fu inizialmente sepolto nella chiesa di San Siro a Sanremo. Durante l'episcopato a Genova di Sabatino, nel novecento trenta, vi furono scorrerie dei saraceni lungo la Riviera di Ponente, e per tale motivo le reliquie del santo furono traslate solennemente via mare a Genova sotto scorta. Le reliquie furono così deposte nella Cattedrale di San Lorenzo a Genova, e nel milletrecento ottantotto fu compiuta una ricognizione canonica di esse.

Il culto e la protezione di Sanremo

Diventò subito oggetto di grande venerazione a causa dei prodigi operati, e si raccontano numerosi fatti prodigiosi attribuiti al santo per la difesa di Matuta dagli invasori stranieri. Durante tutto l'Alto Medioevo il santo fu venerato come patrono speciale di Matuta e poi di Sanremo. Dall'undicesimo secolo Matuta cambiò nome in Sanromolo prendendolo proprio dal santo, e verso il quindicesimo secolo il nome si trasformò in Sanremo, probabilmente per derivazione dialettale. Il santo fu molto venerato a Genova, dove, dopo san Siro, fu il vescovo di Genova con il maggior culto tributato. Nell'iconografia, il santo è stato rappresentato vestito da vescovo e con una spada sguainata in mano. L'Archa Tophea in cui il santo fu deposto è menzionata in un'unica biografia anonima del decimo secolo. Il Martirologio descrive Romolo come vescovo di Genova pieno di ardore apostolico e attesta che morì mentre si recava in visita presso le popolazioni rurali, ricordando la sua deposizione proprio a Sanremo sulla costa ligure.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Romolo di Genova?

Anticamente la sua festa si celebrava il tredici ottobre, considerata per tradizione la data della sua morte. Oggi l'arcidiocesi di Genova commemora il santo il sei novembre insieme ai santi vescovi Valentino e Felice.

Di cosa è patrono San Romolo?

Il santo è stato venerato come patrono speciale di Matuta, che in seguito ha preso il nome di Sanremo.

A Sanremo sulla costa ligure, deposizione di san Romolo, vescovo di Genova, che, pieno di ardore apostolico, morì mentre si recava in visita presso le popolazioni rurali. — Martirologio Romano