27 agosto
San Rufo (Rufino)
Martire, venerato a Capua
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e conversione
San Rufino era originario della Siria e visse nella seconda metà del quarto secolo dopo Cristo. Svolse il proprio ministero come presbitero in Palestina, vivendo sotto il pontificato di Atanasio. Da principio egli negò la trasmissione del peccato originale. Grazie all'aiuto del Santo Pammacchio e all'incontro provvidenziale avvenuto a Roma, dove fu convertito dai Santi Girolamo e Pammacchio, riuscì a liberarsi dai suoi errori. Con un atto di profonda umiltà, fece atto di sottomissione al Vescovo di Roma. Scrisse una serie di libri ortodossi sulla fede, lodato per la sua viva intelligenza e l'arguzia di mente. Strinse inoltre un forte legame di amicizia con San Girolamo, il quale si recò più volte con lui in diversi luoghi per compiere importanti legazioni diplomatiche.
L'episcopato a Capua e il transito
San Rufino fu creato vescovo di Capua verso il 410, nominato a tale alto ufficio dal Santo Pontefice Innocenzo I. San Rufino visse tra il 410 e il 423, guidando la sua comunità con sapienza e dedizione pastorale. Morì a Capua il 25 agosto del 423, compiendo il suo cammino terreno in odore di santità. Dopo la morte avvennero vari e interessanti prodigi e miracoli attribuiti al vescovo, il quale si dimostrò un insigne taumaturgo per quanti ricorrevano alla sua intercessione.
Le spoglie mortali
Il corpo del vescovo fu sepolto inizialmente nella basilica dei Santi Apostoli. Successivamente, il suo corpo fu trasferito nel 688 dal Vescovo San Decoroso nella basilica dei Santi Stefano ed Agata. Le spoglie furono poi traslate nella cattedrale odierna. Rimane tuttora ignoto il sito esatto in cui giace nella cattedrale, sebbene la tradizione dica che sia posto all'ingresso della cappella della Concezione o all'ingresso del Tesoro. La piccola reliquia custodita nel Tesoro del Duomo di Capua si dice appartenga a San Rufino Confessore di Mantova e non al vescovo di Capua. La reliquia mantovana fu ottenuta al tempo del Cardinale Arcivescovo Ippolito d'Este di Ferrara, e il corpo di San Rufino Confessore di Mantova si venera con culto speciale.
Il culto e la memoria
Verso la metà del nono secolo dopo Cristo, il longobardo Radiperto, vescovo vulturnense, gli fece erigere un superbo altare marmoreo nella sua cattedrale. L'altare era rivestito finemente con argento e metalli preziosi. Il marmo sepolcrale riportava la scritta latina che celebrava il pregio e la santità del Vescovo capuano. Il breviario capuano definisce San Rufino con l'espressione che ne esalta la purezza spirituale. Furono fondate innumerevoli chiese e cappelle in suo onore sia dai Longobardi che dai Capuani. I Longobardi ebbero particolare cura del culto del santo e ne portarono la devozione nell'antica diocesi di Sinuessa. Il martirologio ricorda a Capua in Campania san Rufo martire, la cui memoria liturgica si celebra il 25 agosto.
La devozione a Mondragone
Il santo è fortemente venerato nell'attuale Mondragone, in provincia di Caserta, oggi diocesi di Sessa Aurunca. Il venticinque agosto di ogni anno è festeggiato nella parrocchia omonima di Mondragone, la più grande della diocesi. Particolare rilancio alla memoria del santo è stato apportato dal Vicario generale monsignor Franco Alfieri e dal parroco don Osvaldo Morelli. Nella parrocchia di San Rufino fa da sfondo ai bassorilievi del marmoreo altare un bellissimo mosaico che raffigura il santo vescovo tra due angeli.
Il cammino di fede
Il percorso biografico di San Rufo si snoda attraverso i luoghi cruciali della cristianità antica, disegnando una parabola di dedizione che ha inizio in Siria. Prima di giungere alla pienezza del ministero, egli ha vissuto un tempo di formazione e di servizio come presbitero in Palestina, terra che ha segnato profondamente la sua sensibilità spirituale. La Provvidenza lo ha poi guidato a Roma, crocevia di incontri provvidenziali che avrebbero orientato definitivamente il suo spirito. In quella città, il contatto con figure di grande spessore intellettuale e spirituale, quali San Girolamo e Pammacchio, ha favorito in lui una conversione profonda, che lo ha reso pronto per compiti di maggiore sollecitudine apostolica.
La sua competenza e la sua rettitudine non rimasero nascoste, tanto che Papa Innocenzo I lo volle elevare all'episcopato, affidandogli la guida della Chiesa di Capua. Questo incarico non fu per lui un momento di isolamento, bensì un'occasione per proseguire il suo impegno al servizio dell'unità della Chiesa universale. San Rufo si distinse infatti per delicate e complesse legazioni diplomatiche, svolte sempre in sinergia con San Girolamo, dimostrando come la cultura e la fede potessero convergere nel mantenimento della pace ecclesiale. Il suo ministero a Capua si concluse nell'anno quattrocentoventitré, quando, giunto al termine del suo pellegrinaggio terreno, rese l'anima a Dio il venticinque agosto, lasciando dietro di sé il ricordo di un pastore dotto e sapiente, capace di infondere coraggio e speranza nella comunità che gli era stata affidata.
La memoria liturgica
La venerazione verso San Rufo si è consolidata nel tempo, mantenendo viva la memoria del suo legame profondo con la città di Capua, dove egli riposa dopo aver speso le sue ultime energie per il bene del gregge. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il venticinque agosto, giorno del suo transito verso la vita eterna, invitando i fedeli a riflettere sulla testimonianza di un uomo che ha saputo coniugare l'impegno intellettuale con il servizio pastorale.
La devozione verso questo santo vescovo è particolarmente sentita a Capua e a Mondragone, città che lo invocano come loro protettore. In questo legame di patronato, i fedeli riconoscono la continuità di una protezione che supera i secoli, vedendo in San Rufo non solo un esempio storico, ma un intercessore vivo presso Dio. La sobria eleganza della sua vita, votata al servizio della verità e alla cura delle relazioni ecclesiali, continua a essere un punto di riferimento per chi cerca di vivere il Vangelo con autenticità e spirito di obbedienza alla Chiesa. Ogni anno, la celebrazione del suo dies natalis è un momento di grazia per riscoprire le proprie radici cristiane e rinnovare il proposito di fedeltà al Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Rufo?
La memoria liturgica si celebra il 25 agosto, giorno in cui viene festeggiato anche nella parrocchia omonima di Mondragone.
Di cosa è patrono San Rufo?
San Rufo è patrono di Capua e di Mondragone.
A Capua in Campania, san Rufo, martire. — Martirologio Romano