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27 agosto

Santa Monica

Madre di Sant'Agostino

Santa Monica

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e il matrimonio a Tagaste

Esiste un legame profondo tra Santa Monica e suo figlio Sant'Agostino, le cui vicende terrene e spirituali restano indissolubilmente intrecciate nelle pagine della storia cristiana. Santa Monica è nata nel 331 a Tagaste, nell'attuale Algeria, nel tardo impero romano, all'interno di una antica città della Numidia. Nacque da una famiglia agiata e di buone condizioni economiche, che professava la fede cristiana con radicata devozione. Contrariamente al costume del tempo che non permetteva alle donne di studiare, a Monica fu permesso di istruirsi, e si dedicò con grande passione alla lettura e alla meditazione delle Sacre Scritture, rivelandosi una donna cristiana colta e libera, con il cuore orientato verso i tesori spirituali. Nel pieno della giovinezza, ancora adolescente, Monica fu data in sposa a Patrizio. Patrizio era un modesto proprietario terriero di Tagaste, membro del Consiglio Municipale e funzionario dell'amministrazione imperiale, il quale non era ancora cristiano ed era dotato di un carattere irascibile, aspro, autoritario, facile all'ira, sebbene fosse anche un uomo buono e affettuoso. Patrizio non risparmiò ad Monica asprezze e infedeltà pur amandola intensamente. Monica riuscì tuttavia a domare il carattere del marito con la tenerezza, la bontà, una straordinaria forza d'animo e una mitezza costante, superando con pazienza anche i pettegolezzi delle ancelle e la suscettibilità della suocera. A ventidue anni Monica diede alla luce il primogenito Agostino, e successivamente ebbe altri due figli, un maschio di nome Navigio e una figlia il cui nome è ignoto, la quale si sposò, rimase vedova e in seguito divenne badessa del monastero femminile di Ippona. Le notizie principali sulla vita di Monica provengono dalle Confessioni scritte dal figlio Agostino, il quale si eresse a suo autorevole biografo, riferendo che egli bevve il nome di Gesù con il latte materno grazie alla solida educazione cristiana impartita dalla madre. Agostino neonato fu iscritto tra i catecumeni senza ricevere subito il battesimo secondo l'usanza del tempo, crescendo con l'insegnamento materno della religione i cui principi rimasero impressi nel suo animo. Monica pregò a lungo e con insistenza affinché il marito Patrizio si ammansisse e aprisse il cuore alla fede. Patrizio divenne catecumeno un anno prima di morire e fu battezzato sul letto di morte nel 369, oppure secondo altre memorie nel 371, poco prima di spegnersi. Rimasta presto vedova, all'età di trentanove anni Monica dovette prendere in mano la direzione della casa e l'amministrazione dei beni, allevando da sola i suoi tre figli e trasmettendo loro l'educazione cristiana fin dalla tenera età.

Le preoccupazioni per Agostino e l'adesione al manicheismo

La preoccupazione maggiore di Monica era costituita dal figlio Agostino, il quale da piccolo era stato un bravo ragazzo, ma da giovane aveva iniziato a correre in modo sfrenato dietro ai piaceri del mondo, mettendola in seria difficoltà. Agostino metteva in dubbio la fede cristiana radicata in lui fin dall'infanzia e, sedotto dalla retorica, intraprese una vita spregiudicata e sregolata tra Cartagine e Roma. Monica sognava un futuro brillante per Agostino, ma il giovane la deluse profondamente con le sue scelte di vita. Terminiati con successo i suoi studi a Tagaste, Agostino si trasferì a Cartagine per completare la formazione, dandosi alla bella vita e intavolando una relazione stabile con una giovane ancella di rango inferiore, che egli non rese mai pubblico il nome chiamandola sempre con l'appellativo di Illa. Nel 372 Agostino divenne padre di Adeodato, nato appunto da questa relazione con l'ancella cartaginese, e amò profondamente il figlio. Per la mentalità e la legislazione del tempo, Agostino fu impossibilitato a regolarizzare la situazione giuridica e matrimoniale con la madre di Adeodato, e visse con lei per circa quindici anni. Monica era grandemente addolorata della condotta di Agostino e tentò tutti i mezzi possibili per riportarlo sulla buona strada, arrivando persino a proibirgli, come estremo tentativo, di ritornare nella sua casa, sebbene Agostino amasse profondamente sua madre e non si sentisse di cambiare vita. Agostino soffrì anche l'influenza delle idee filosofiche dell'epoca e aderì per ben sette anni all'eresia manichea, un movimento religioso orientale fondato nel terzo secolo dopo Cristo da Mani che fondeva elementi del cristianesimo e della religione di Zoroastro. Il principio fondamentale del manicheismo era il dualismo, ossia l'opposizione di due principi egualmente divini, uno buono e uno cattivo, che dominano il mondo e l'animo umano tramite la luce e la tenebra, e in base al quale ogni azione dipendeva dalla predominanza dell'una o dell'altra forza. Questa concezione liberava Agostino da ogni complesso di colpa e da responsabilità per i suoi errori, e lo affascinò a tal punto che egli tentò, senza successo, di convincere la madre ad abbandonare il cristianesimo per abbracciare il manicheismo. Al contrario, Agostino riuscì a convincere il fratello Navigio ad abbracciare il manicheismo. Monica soffrì moltissimo per l'adesione di Agostino a tale eresia e per il rifiuto della fede cristiana. Gli aspetti del carattere di Monica, le sue debolezze, qualche disobbedienza adolescenziale e il tormentato rapporto con il figlio sono raccontati da Agostino nelle sue Confessioni. Lo stesso Agostino riferisce di aver tentato senza successo di attirare la madre nella filosofia manichea, mentre egli era rimasto deluso dalla lettura della Bibbia e la religione di sua madre gli era apparsa come una superstizione puerile, sebbene in seguito avrebbe compreso che per avvicinarsi al Mistero occorre farsi umili e piccoli come bambini. Agostino, d'accordo con Cicerone, affermava che la vera felicità risiede nella Sapienza, nella Verità e nella Virtù, ma a poco a poco la sua anima iniziò a muoversi verso il cristianesimo, dando inizio a una polemica serrata contro i manichei e arrivando a scrivere che il suo sdegno verso di loro si mutava in pietà per la loro ignoranza dei misteri cristiani.

Il viaggio in Italia e la conversione di Agostino

Terminati gli studi a Cartagine, Agostino scelse di recarsi con la famiglia a Roma, capitale dell'impero, spinto anche dal desiderio di trovare uditori più disciplinati. Monica decise di seguire Agostino a Roma, ma egli, con uno stratagemma, la lasciò a terra a Cartagine mentre s'imbarcavano, recandosi altrove. Per il dispiacere immenso, Monica passò l'intera notte a piangere disperatamente sulla tomba di san Cipriano. Pur essendo stata ingannata e lasciata sola, Monica non si arrese ed eroicamente continuò la sua opera instancabile per la conversione del figlio. Con l'appoggio di Aurelio Simmaco, Agostino ottenne una cattedra di retorica a Milano, città in cui si era trasferito poiché disgustato dall'agire contraddittorio dei manichei di Roma. Nel 385 Monica s'imbarcò e raggiunse Agostino a Milano, avendo riposto nel santo vescovo Ambrogio la speranza che potesse operare un mutamento nel cuore del figlio. All'inizio Monica fu forse troppo insistente e invadente nei confronti di Agostino, ma a poco a poco comprese che doveva stare accanto al figlio con rispetto, silenzio e discrezione. Secondo quanto osservato da suor Elisabetta Turchi, Agostino fiorisce spiritualmente quando Monica smette di stargli accanto come una presenza eccessiva e soffocante. A Milano Monica ebbe la grande consolazione di vedere Agostino frequentare la scuola di sant'Ambrogio, la cui influenza, l'umiltà e la sapienza biblica aiutarono profondamente Agostino ad allontanarsi definitivamente dall'eresia manichea. Un giorno, il vescovo di Tagaste aveva detto a Monica, profondamente afflitta per le sorti del figlio: Non è possibile che il figlio di tante lacrime perisca. Monica aveva versato fiumi di lacrime per la conversione del figlio, e la sua preghiera era insistente, fiduciosa, costante e tenace. Agostino era ormai un cristiano profondamente convinto e non poteva più rimanere nella situazione coniugale esistente con l'ancella. Secondo la legge romana, Agostino non poteva sposare la sua convivente perché di ceto inferiore. Con il consiglio di Monica, ormai anziana e desiderosa di una sistemazione moralmente retta per il figlio, si decise di rimandare l'ancella in Africa. Agostino avrebbe provveduto al sostentamento dell'ancella e del figlio Adeodato, rimasto con lui a Milano. Monica pensava di poter trovare ad Agostino una sposa cristiana adatta al suo ruolo sociale, ma Agostino decise invece di non sposarsi più, sorprendendo la madre e maturando il proposito di ritornare in Africa per vivere una vita monastica e fondare un monastero. Vi fu un periodo di riflessione in un ritiro a Cassiciaco, presso Milano, insieme a familiari e amici, trascorrendo il tempo a discutere di filosofia e di cose spirituali. Monica era sempre presente a Cassiciaco e partecipava con grande sapienza ai discorsi. Agostino volle trascrivere nei suoi scritti le parole sapienti della madre, con gran meraviglia di tutti poiché all'epoca alle donne non era permesso interloquire pubblicamente. Nell'aprile del 387, durante la veglia pasquale, e più precisamente nella notte di Pasqua del 387, Agostino ricevette il Battesimo dalle mani di sant'Ambrogio. Insieme ad Agostino ricevettero il Battesimo il figlio Adeodato, il fratello Navigio e l'amico Alipio. Monica era presente alla cerimonia, raggiante di gioia per aver visto coronati i suoi anni di attesa e di preghiera, constatando che Agostino era stato generato due volte: la prima nella carne alla vita temporale, la seconda col cuore alla vita eterna.

L'esperienza mistica a Ostia e il transito al cielo

Presa la decisione definitiva di ritornare in Africa, la famiglia partì lasciando Milano e diretta a Roma, per poi raggiungere Ostia Tiberina in attesa di una nave in partenza. Ad Ostia Tiberina affittarono un alloggio in attesa del viaggio transmarino. In questo luogo, Agostino e Monica divennero inseparabili, trascorrendo giornate di grande intensità spirituale e scambiando colloqui profondi che furono trascritti nelle Confessioni e che rappresentano una guida eterna per chi cerca Dio. Monica e Agostino vissero una straordinaria esperienza mistica definita estasi platonica in continua preghiera. A pochi giorni dalla morte di Monica, lei e Agostino parlarono dell'avvenire spirituale e della vita eterna dei beati, sollevandosi con la mente al di sopra di ogni realtà corporea. Monica e Agostino si rivolsero all'Ente in sé salendo nella contemplazione delle opere divine, e compresero che l'Ente in sé è l'Eterno, un presente senza passato o futuro. Vedendo Agostino impegnato verso una vita consacrata al servizio di Dio, Monica disse di poter morire contenta, avendo realizzato il suo unico grande desiderio terreno. Nel giro di cinque o sei giorni, Monica si mise a letto con la febbre, perdendo a volte la conoscenza a causa di una malattia che durò nove giorni e fu identificata forse come febbri malariche. Ai figli costernati che le stavano attorno, Monica disse di seppellire il suo corpo dove volevano senza darsi pena, chiedendo soltanto di ricordarsi di lei, dovunque si troussero, all'altare del Signore. Il 27 agosto del 387, Monica morì all'età di cinquantasei anni a Ostia. Agostino, con le lacrime agli occhi, dava il suo affetto alla madre ripetendo l'affermazione commossa sul suo generarlo due volte. Dopo la morte della madre, Agostino tornò in Africa, fu ordinato sacerdote, fondò un monastero e divenne vescovo di Ippona, scagliandosi con vigore contro le eresie del tempo tra cui il pelagianesismo, il donatismo e il manicheismo, e morendo infine il 28 agosto del 430. Il corpo di santa Monica rimase per secoli venerato nella chiesa di Santa Aurea di Ostia. Il 9 aprile del 1430 le sue reliquie furono solennemente traslate a Roma nella chiesa di San Trifone, oggi nota come la chiesa di Sant'Agostino, e poste in un artistico sarcofago scolpito da Isaia da Pisa nel quindicesimo secolo. La Chiesa cattolica ne celebra la festa liturgica il ventisette agosto, e la sua figura resta scolpita come modello sublime di madre amorosa, tenace e forte.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Monica?

Santa Monica si festeggia il 27 agosto, il giorno prima della memoria liturgica del figlio sant'Agostino. In forma straordinaria la sua memoria si celebra il 4 maggio.

Di cosa è patrona Santa Monica?

Santa Monica è considerata modello e patrona delle madri cristiane, delle madri, delle donne sposate e delle vedove.

Memoria di santa Monica, che, data ancora giovinetta in matrimonio a Patrizio, generò dei figli, tra i quali Agostino, per la cui conversione molte lacrime versò e molte preghiere rivolse a Dio, e, anelando profondamente al cielo, lasciò questa vita a Ostia nel Lazio, mentre era sulla via del ritorno in Africa. — Martirologio Romano