13 aprile
San Sabas Reyes Salazar
Martire Messicano
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e la persecuzione in Messico
Le vicende terrene di san Sabas Reyes Salazar si inseriscono in un periodo di forti sommovimenti politici e sociali che interessarono il Messico e il mondo intero durante il ventesimo secolo. La dittatura di Porfirio Diaz si colloca storicamente tra il 1876 e il 1911. Dopo la conclusione della dittatura di Porfirio Diaz si verificò un prolungato periodo caratterizzato da rivoluzioni e sanguinose guerre civili. Le condizioni della Chiesa cattolica nel Messico furono estremamente difficili in quel periodo di rivoluzioni e di conflitti intestini. Il 5 febbraio 1917 entrò ufficialmente in vigore la nuova Costituzione anticlericale e antireligiosa in Messico. Il clero cattolico fu costantemente oggetto di gravi minacce, pesanti soprusi e continue vessazioni da parte dei governi massonici messicani. Tali governi massonici arrivarono persino alla bruta violenza e all'assassinio, perseguitando i preti unicamente in quanto sacerdoti cattolici. Si susseguirono diversi presidenti alla guida del Paese tra conflitti interni e omicidi politici di rilievo. Plutarco Elias Calles fu nominato presidente nel 1924. Plutarco Elias Calles lavorò per il risanamento economico, il rafforzamento del movimento operaio e favorì la distribuzione della terra ai contadini. Tuttavia, Plutarco Elias Calles inasprì notevolmente la lotta contro la Chiesa trasformandola in una sistematica persecuzione. I sacerdoti e i laici cattolici si scontrarono così con un acerrimo ateismo in Messico, che mirava a sradicare la fede cristiana dal cuore della popolazione.
Il ministero sacerdotale e la dedizione pastorale
Padre Sabás Reyes Salazar nacque a Cocula, Jalisco, nella diocesi di Guadalajara, il 5 dicembre 1883. Cresciuto in un ambiente di profonda religiosità, rispose alla chiamata del Signore e fu ordinato sacerdote nel dicembre del 1911. Dopo l'ordinazione, Sabás Reyes Salazar divenne viceparroco a Tototlán, Jalisco, nella diocesi di San Juan de los Lagos, dove spese le sue energie per il bene spirituale dei fedeli. Egli coltivava una speciale devozione per la Santissima Trinità, che alimentava la sua vita interiore. Sabás Reyes Salazar era descritto come un'anima semplice e fervente che invocava spesso con affetto le anime del Purgatorio. Il sacerdote si dedicò con particolare cura alla formazione dei bambini e dei giovani nella catechesi, nelle scienze, nelle arti, nei mestieri e nella musica, offrendo loro un punto di riferimento educativo ed umano fondamentale. Sabás Reyes Salazar aveva un carattere affabile e si dedicava al suo ministero esigendo sempre rispetto e sollecitudine per il culto divino. La sua vicinanza alla gente e il suo amore incondizionato per la parrocchia caratterizzarono ogni giorno del suo servizio sacerdotale nella comunità di Tototlán.
Il martirio e la testimonianza suprema
Nel 1927 iniziò il periodo più pericoloso per i sacerdoti in Messico a causa dell'inasprirsi della persecuzione religiosa. A Sabás Reyes Salazar fu caldamente consigliato di lasciare Tototlán nel 1927 per sfuggire al pericolo imminente, ma lui rifiutò categoricamente dicendo che gli avevano ordinato di rimanere e che lì avrebbe atteso la determinazione di Dio. Nella Settimana Santa dell'aprile del 1927 giunsero a Tototlán le truppe federali e i proprietari terrieri in cerca del parroco don Francisco Vizcarra e dei suoi assistenti. Le truppe non trovarono il parroco titolare ma trovarono solo padre Sabás Reyes Salazar, e su di lui riversarono tutto l'odio accumulato durante la guerra civile. Padre Sabás fu catturato, legato con forza a una colonna del tempio parrocchiale e barbaramente torturato per tre giorni interi, durante i quali gli furono negati cibo e acqua. I persecutori arrivarono al punto di bruciare le mani a padre Sabás con incredibile e inaudito sadismo. Il 13 aprile 1927, giorno di mercoledì santo, padre Sabás fu infine portato fuori dal tempio nel recinto del cimitero. Nel cimitero, l'impavido sacerdote trovò la forza sovrumana di gridare viva Cristo Re prima di cadere sotto i colpi dei persecutori. L'eroico vicario che non aveva voluto lasciare i suoi parrocchiani fu fucilato il 13 aprile 1927. Padre Sabás Reyes Salazar morì all'età di quarantaquattro anni, sigillando la propria dedizione pastorale con il supremo sacrificio della vita. Il martirologio ricorda san Saba Reyes come sacerdote e martire morto nel villaggio di Tototlán nella regione di Guadalajara durante la persecuzione messicana per Cristo Sacerdote e Re dell'universo.
I venticinque martiri e la canonizzazione
La figura di san Sabas Reyes Salazar si inserisce nel luminoso gruppo dei venticinque martiri messicani che donarono la loro vita per la difesa della fede. I venticinque beati erano sacerdoti, parroci o laici che donarono la vita con il martirio per la difesa della Fede e della Chiesa Cattolica in Messico. L'elenco dei venticinque nomi comprende figure straordinarie di testimoni della fede. Il parroco Cristóbal Magallanes Jara è uno dei venticinque martiri. Il parroco Román Adame Rosales è uno dei venticinque martiri. Il parroco Rodrigo Aguilar Alemán è uno dei venticinque martiri. Il parroco Julio Alvarez Mendoza è uno dei venticinque martiri. Il parroco Luis Batis Sainz è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Agustín Caloca Cortés è uno dei venticinque martiri. Il parroco Mateo Correa Magallanes è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Atilano Cruz Alvarado è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Miguel de la Mora de la Mora è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Pedro Esqueda Ramírez è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Margarito Flores García è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote José Isabel Flores Varela è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Pedro de Jesús Maldonado Lucero è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote David Galván Bermudez è uno dei venticinque martiri. Il ragazzo Salvador Lara Puente è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Jesús Méndez Montoya è uno dei venticinque martiri. Il laico Manuel Morales è uno dei venticinque martiri. Il parroco Justino Orona Madrigal è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Sabás Reyes Salazar è uno dei venticinque martiri. Il parroco José María Robles Hurtado è uno dei venticinque martiri. Il ragazzo David Roldan Lara è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Toribio Romo Gonzáles è uno dei venticinque martiri. Il sacerdote Jenaro Sánchez Delgadillo è uno dei venticinque martiri. Il parroco David Uribe Velasco è uno dei venticinque martiri. Il viceparroco Tranquilino Ubiarco Robles è uno dei venticinque martiri. Papa Giovanni Paolo II beatificò tutti questi venticinque perseguitati il 22 novembre 1992 nella Basilica di San Pietro. Successivamente, Papa Giovanni Paolo II canonizzò tutti i venticinque beati in Piazza San Pietro il 21 maggio 2000. I venticinque canonizzati indicano alla Chiesa Universale l'esempio fulgido della loro santità coronata dal martirio finale, e la celebrazione collettiva dei venticinque martiri è fissata liturgicamente al 21 maggio.
Il ministero e la testimonianza
Il percorso sacerdotale di San Sabas Reyes Salazar ha avuto inizio nel millenovecentoundici, anno in cui ricevette l'ordinazione presbiterale. Sin dai primi anni del suo ministero, egli ha dedicato la propria vita al servizio delle anime, operando con umiltà e spirito di sacrificio. La sua missione pastorale si è svolta in modo particolare nel ruolo di viceparroco a Tototlán, dove ha saputo farsi prossimo ai fedeli, sostenendoli nel cammino di fede e guidandoli con la parola e l'esempio. Il contesto storico in cui si trovò a operare era denso di difficoltà, ma egli non arretrò mai di fronte alle responsabilità che il suo ufficio comportava, vivendo il proprio ufficio come un dono da custodire con cura e dedizione assoluta.
Nell'aprile del millenovecentoventisette, la vita di San Sabas Reyes Salazar giunse a una svolta decisiva. Catturato dalle truppe federali, egli fu sottoposto a una prova durissima nel tempio parrocchiale di Tototlán, dove venne torturato per tre giorni consecutivi. Nonostante il dolore e le pressioni subite, il sacerdote non rinnegò la sua fede né il suo impegno verso la comunità che gli era stata affidata. La sua resistenza silenziosa e la sua preghiera incessante furono la risposta più alta alla violenza che tentava di piegare la sua coscienza. Il tredici aprile millenovecentoventisette, la sua testimonianza giunse a compimento nel cimitero di Tototlán, dove egli fu fucilato, offrendo così il suo sangue per amore di Cristo e per la libertà della Chiesa in terra messicana.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento solenne del sacrificio di San Sabas Reyes Salazar è avvenuto durante il giubileo dell'anno duemila, quando San Giovanni Paolo II lo ha elevato agli onori degli altari, canonizzandolo insieme ad altri testimoni della fede. Questo atto ha sancito ufficialmente il valore universale della sua testimonianza, permettendo ai fedeli di invocare il suo nome e di trarre ispirazione dalla sua vita spesa fino al dono estremo. La sua memoria si intreccia con quella di altri ventiquattro martiri messicani, la cui celebrazione collettiva ricorre il ventuno maggio, data scelta per onorare il coraggio di chi non ha temuto di dare la vita per rimanere fedele al mandato ricevuto dal Signore.
Oggi, la figura di San Sabas Reyes Salazar continua a parlare al cuore dei credenti, invitando alla coerenza e alla preghiera. La sua storia, radicata nelle terre di Jalisco, è diventata patrimonio spirituale di tutta la Chiesa. Nel commemorare la sua nascita al cielo il tredici aprile, i fedeli ricordano il potere della grazia che sostiene il martire nelle ore più buie, offrendo una luce di speranza per le sfide del presente. La sua intercessione è un conforto per chi cerca di vivere il Vangelo con integrità e coraggio, in ogni condizione di vita e di tempo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Sabas Reyes Salazar?
San Sabas Reyes Salazar si festeggia il 13 aprile, mentre la celebrazione collettiva insieme agli altri martiri messicani è fissata al 21 maggio.
Nel villaggio di Totoclán nella regione di Guadalajara in Messico, san Saba Reyes, sacerdote e martire, che morì durante la persecuzione messicana per Cristo Sacerdote e Re dell’universo. — Martirologio Romano