2 settembre
San Salomone (Guillaume-Nicolas-Louis) Leclerq
Religioso e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e il servizio nell'Istituto
Fratel Salomone nacque a Boulogne-sur-Mer il 15 novembre 1745, registrato all'anagrafe con il nome di Guillaume-Nicolas-Louis Leclercq. Spinto dal desiderio di consacrarsi al Signore e all'educazione della gioventù, entrò nel noviziato il 25 marzo 1767 per abbracciare la vita religiosa nell'Istituto delle Scuole Cristiane, i cui membri sono comunemente noti come Lasalliani dal nome del fondatore san Giovanni Battista de La Salle. Prima dello scoppio della rivoluzione, Fratel Salomone spese le sue energie nello svolgere molteplici ruoli all'interno della famiglia religiosa, operando con zelo come insegnante, come direttore e come economo. Nello svolgimento di questi incarichi dimostrò sempre un grande amore per le anime e una profonda dedizione ai propri doveri quotidiani, guadagnandosi la stima dei confratelli. Alla vigilia dei rivolgimenti politici che avrebbero sconvolto la Francia, egli ricopriva la delicata carica di segretario di fratel Agatone, Superiore Generale dell'Istituto.
La bufera della rivoluzione e la clandestinità
Con l'abbattimento della monarchia capetingia, i sostenitori della Rivoluzione Francese individuarono nella Chiesa cattolica il bersaglio principale delle loro politiche. La situazione precipitò ulteriormente quando la Costituzione civile del Clero del 1790 assegnò direttamente allo Stato il controllo della Chiesa francese, imponendo a tutti i sacerdoti e ai religiosi di prestare un apposito giuramento di fedeltà alla Costituzione. Tale imposizione era accompagnata da sanzioni severissime, che prevedevano l'esilio, la prigione o la morte per quanti avessero rifiutato di sottostare al decreto governativo. Questa feroce persecuzione rivoluzionaria colpì direttamente l'Istituto delle Scuole Cristiane, che venne dichiarato illegale dalle autorità. La stragrande maggioranza dei fratelli lasalliani scelse di non prestare il giuramento richiesto, dovendo così abbandonare le scuole e le comunità in cui operavano ed essere costretti a vivere nascosti. Anche Fratel Salomone, a seguito del suo fermo rifiuto di prestare il giuramento, si trovò a vivere da solo e in una rigida clandestinità nella città di Parigi. Durante questo doloroso periodo di isolamento e di pericolo costante, egli mantenne i contatti con i propri cari, e ancora oggi sono conservate numerose lettere scritte da Fratel Salomone alla famiglia. La sua ultima comunicazione epistolare ai familiari porta la data del 15 agosto 1792.
L'arresto e il martirio
Il giorno stesso in cui redasse la sua ultima lettera alla famiglia, il 15 agosto 1792, Fratel Salomone fu catturato dalle autorità rivoluzionarie e tratto in arresto. Venne quindi rinchiuso, insieme a numerosi altri compagni di fede e di sventura, nel convento dei carmelitani di Parigi, una struttura ecclesiastica che era stata appositamente adibita a prigione per accogliere gli oppositori e i religiosi non giurati. Il drammatico epilogo si consumò poche settimane dopo, quando il 2 settembre 1792 quasi tutti i prigionieri rinchiusi nel convento furono brutalmente massacrati a colpi di spada all'interno dei locali e nel giardino della struttura. Tra le vittime di quella carneficina vi fu proprio Fratel Salomone, il quale entrò così nella storia come il primo lasalliano a subire il martirio durante la Rivoluzione Francese, suggellando con il sangue la propria fedeltà a Cristo.
Il riconoscimento della santità e la memoria
Il sacrificio supremo di Fratel Salomone non venne dimenticato dalla comunità ecclesiale. Il martire e altre centonovanta vittime dei massacri di settembre furono solennemente beatificati il 17 ottobre 1926 da Papa Pio XI, sancendo ufficialmente che Fratel Salomone fu il primo lasalliano a morire martire di Cristo e a ottenere tale riconoscimento da parte della Chiesa. Successivamente, nel corso della medesima Rivoluzione Francese, altri tre fratelli lasalliani persero la vita nei pontoni di Rochefort e furono anch'essi beatificati nel 1995. Per onorare questi testimoni della fede, l'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane ha stabilito di fissare la memoria comune dei beati Salomone Leclercq e dei tre compagni al 2 settembre di ogni anno.
Il miracolo per la canonizzazione
Il cammino verso la canonizzazione di Fratel Salomone è legato a un prodigio avvenuto in America Latina, che ha visto protagonista la bambina venezuelana María Alejandra Hernández. Nel 2007, all'età di soli cinque anni, María Alejandra fu morsa da un serpente velenoso della specie noto come ferro di lance venezuelano o tigra mariposa, mentre stava giocando nei pressi dell'orfanotrofio in cui viveva. Tale struttura di accoglienza era gestita dalle suore Serve del Santissimo Sacramento. Dopo il tempestivo ricovero in ospedale, i medici diedero ben poche speranze di sopravvivenza alla piccola, arrivando a valutare seriamente l'amputazione della gamba colpita dal veleno e avvisando le religiose che soltanto un miracolo avrebbe potuto salvarla. Profondamente colpite da questa drammatica diagnosi, le suore e i bambini dell'orfanotrofio si radunarono nella cappella per invocare l'aiuto celeste, pregando davanti a un'immagine del Beato Salomone. Tale immagine sacra aveva una storia particolare: proveniva originariamente dalla casa di formazione lasalliana di Los Dos Caminos, presso Sebucán. In seguito alla chiusura di quella sede, l'effigie era stata trasferita nella cappella del Colegio La Salle a La Colina, e successivamente il vescovo monsignor Rafael María Febres Cordero l'aveva richiesta per la cappella dell'Eucaristia sul Monte de La Cruz, con il pio intento di diffondere la devozione al martire tra la popolazione della zona rurale. La risposta alla preghiera corale fu prodigiosa: entro due ore dall'inizio delle suppliche rivolte dalle suore e dagli orfani, la gamba di María Alejandra riacquistò il colore naturale e la bambina guarì in tempi brevissimi, tra lo stupore del personale medico.
La canonizzazione
A seguito della guarigione della bambina venezuelana, la diocesi di Caracas promosse e celebrò il processo diocesano sul presunto miracolo nel corso del 2001. Il cammino di verifica scientifica e teologica compì un passo decisivo il 5 aprile 2016, quando la commissione teologica riunita a Roma ratificò pienamente il giudizio espresso in precedenza dalla giunta medica circa l'inspiegabilità scientifica della guarigione della piccola María Alejandra. Successivamente, Papa Francesco ricevette in udienza il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e autorizzò la promulgazione del decreto che riconosceva ufficialmente come miracolosa la guarigione ottenuta per intercessione del Beato Salomone. Nel corso del Concistoro ordinario celebrato il 20 giugno 2016, fu stabilita la data ufficiale della sua glorificazione terrena. Il percorso di fede e di sangue di Fratel Salomone si è così compiuto definitivamente domenica 16 ottobre 2016, giorno in cui Papa Francesco lo ha proclamato santo, consegnando la sua testimonianza alla venerazione della Chiesa universale.
Il cammino di fede
Il percorso terreno di San Salomone Leclerq ebbe inizio a Boulogne-sur-Mer nel 1745, dove il giovane Guillaume-Nicolas-Louis intraprese un cammino di ricerca interiore che lo portò, nell'anno 1767, a varcare la soglia del noviziato dei Fratelli delle Scuole Cristiane. In quella scelta egli trovò la sua vocazione definitiva, dedicandosi con zelo alla missione educativa e spirituale che il suo ordine promuoveva. La vita di San Salomone si svolse in un clima di crescente ostilità verso le istituzioni religiose, giungendo a compimento nel difficile contesto del diciottesimo secolo, un tempo segnato da mutamenti radicali e violenti.
Quando la storia gli chiese di scegliere tra la fedeltà alla Chiesa e l'adesione alla Costituzione civile del Clero, egli non ebbe esitazioni. Il suo fermo rifiuto di prestare il giuramento, che avrebbe significato rinnegare la propria appartenenza alla comunità cattolica, lo rese un bersaglio delle autorità rivoluzionarie. Fu dunque arrestato e rinchiuso insieme ad altri fedeli nel convento dei carmelitani di Parigi. In quel luogo di detenzione, San Salomone visse i suoi ultimi giorni nella preghiera, preparandosi a quello che sarebbe stato l'epilogo della sua esistenza. Il 2 settembre 1792, egli fu vittima dei massacri di settembre, venendo trucidato nel cortile del convento. Il sacrificio di questo religioso rimane una testimonianza silenziosa e potente di come la fede possa resistere anche di fronte alle persecuzioni più cruente, offrendo al mondo un esempio di coerenza che attraversa i secoli.
La memoria liturgica
La figura di San Salomone Leclerq viene celebrata oggi dalla Chiesa universale come segno di una testimonianza che non teme il giudizio degli uomini. La sua canonizzazione, avvenuta il 16 ottobre 2016 per mano di Papa Francesco, ha dato un nuovo impulso alla devozione verso questo martire parigino. La sua memoria liturgica è fissata al 2 settembre, giorno in cui la Chiesa fa memoria comune di lui insieme ai suoi compagni martiri, che condivisero il medesimo destino di sangue tra le mura del convento dei carmelitani.
Questa data non è solo un richiamo al passato, ma un invito costante per i fedeli a riflettere sulla propria responsabilità di testimoni del Vangelo. In un'epoca che spesso dimentica il valore del sacrificio, San Salomone ci ricorda che la vera libertà risiede nella fedeltà a Dio, anche quando le circostanze storiche sembrano volgere al peggio. La sua vita, breve ma densa di significato, continua a parlare agli adulti di oggi, invitandoli a una fede sobria, coraggiosa e sempre ancorata alla roccia della dottrina cristiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Salomone?
San Salomone si festeggia il 2 settembre, data che corrisponde alla memoria comune dei quattro martiri lasalliani della Rivoluzione Francese.