27 maggio
San Secondino
Martire venerato a Capua
Aggiornato il 15 settembre 2026
La tradizione e l'arrivo in Campania
Nelle località di culto, San Secondino viene identificato con il personaggio omonimo facente parte del gruppo fittizio dei dodici confessori leggendari. I dodici confessori leggendari, in gran parte vescovi, furono espulsi dall'Africa durante la persecuzione dei vandali. La leggendaria Vita Sancti Castrensis, che risale al dodicesimo secolo, narra che Secondino giunse in Campania su una barca mezza sfasciata. Secondino era accompagnato da altri dodici compagni, tra cui i celebri Adiutore, Castrense, Marco, Tammaro e Canione. Secondino divenne vescovo di una città del Meridione, nello specifico di Aeca, corrispondente alla città di Troia in Puglia.
Il sarcofago e le testimonianze storiche
Nel mille e diciotto, durante la costruzione della nuova città di Troia sulle rovine di Aeca, fu rinvenuto il sarcofago di un santo di nome Secondino nella chiesa di San Marco. Il sarcofago del santo è visibile ancora oggi. Il sarcofago reca l'iscrizione latina: HIC REQUIESCIT SANCTUS ET VENERABILIS SECONDINUS QUI SANCTORUM FABRICAS RENOVAVIT RAPTUS IN REQUIEM TERTIO IDUS FEBRUARII. L'epitaffio sul sarcofago risale al quinto o sesto secolo. Il monaco cassinese Gualfiero, originario di Salerno, scrisse gli atti del rinvenimento delle reliquie, i miracoli successivi e una Vita del santo. Gli antichi bollantisti ipotizzavano che San Secondino fosse lo stesso omonimo appartenente alla comitiva dei dodici confessori e vescovi provenienti dall'Africa. Il Lanzoni ritenne che San Secondino non appartenesse ad Aeca, bensì a Macomedis in Africa. Il Secondino di Macomedis visse nel terzo secolo, fu venerato in vari luoghi della Campania e col tempo fu ritenuto vescovo locale. I dati agiografici su San Secondino hanno scarso valore storico e costituiscono ipotesi più o meno accettabili. Notizie più autentiche, sebbene contraddittorie, sul culto del santo si ricavano dal Martirologio Geronimiano. Il Martirologio Geronimiano commemora San Secondino più volte, in date diverse e con forme grafiche differenti. Le commemorazioni del Martirologio difficilmente si riferiscono a un unico personaggio. Identificare con certezza il San Secondino venerato nei vari centri della Campania, soprattutto nel Sannio e in Irpinia, è praticamente impossibile.
Il culto e le reliquie
Il culto è particolarmente diffuso a Capua e dintorni, dove il santo è festeggiato il ventisette maggio. Il santo è ricordato il ventidue ottobre a Gaeta e Calvi. Il santo è ricordato il primo luglio a Mondragone. Il santo è ricordato il sette dicembre a Benevento. Il santo è ricordato il trenta aprile a Troia. Il santo è festeggiato il ventinove aprile a Montevergine. Il gruppo dei dodici confessori è festeggiato a Capua il primo settembre. Reliquie del santo si trovano a Montevergine, visibili nella cripta di San Guglielmo. Reliquie del santo si trovano nella Cattedrale di Benevento. Reliquie del santo si trovano a Troia, città di cui il santo è patrono.
Il cammino terreno
La vicenda biografica di San Secondino si inserisce nel contesto della Chiesa dei primi secoli, portando con sé l'eco di una fede che ha saputo varcare i confini del Mediterraneo. Nato in Africa, il santo vescovo si distinse per l'impegno apostolico profuso nelle regioni della Campania, dove la sua missione pastorale lasciò un segno indelebile nel cuore delle comunità cristiane. Sebbene i dettagli del suo passaggio terreno siano avvolti dal silenzio della storia antica, la sua figura emerge con chiarezza attraverso le fonti che ne attestano l'episcopato e il martirio presso Aeca. La trasmissione della sua memoria è stata affidata, oltre che alla tradizione orale, alla solida testimonianza di una iscrizione epigrafica, databile tra il quinto e il sesto secolo, che conferma l'antichità e l'autenticità del suo culto.
Il legame tra San Secondino e il territorio si è rafforzato in modo significativo nell'anno millediciotto, quando il ritrovamento del suo sarcofago a Troia segnò una tappa fondamentale per la devozione locale. Questo evento prodigioso permise di dare un volto concreto alla venerazione che da tempo circondava il martire, trasformando il luogo del rinvenimento in un centro di pellegrinaggio. Successivamente, il monaco Gualfiero volle fissare per iscritto i tratti salienti della sua esistenza, redigendo una Vita che, pur nella brevità delle informazioni, ha permesso di tramandare ai posteri la memoria del vescovo africano. Attraverso il racconto di Gualfiero, la Chiesa ha potuto riflettere sulla coerenza di un uomo che ha speso la propria vita per l'annuncio del Vangelo, offrendo la propria testimonianza suprema nel sangue, divenendo così un modello di perseveranza per i credenti di ogni tempo.
Il culto e la memoria
Il culto di San Secondino si è sviluppato con fervore attorno alla città di Troia, di cui il santo è solenne patrono. La presenza delle sue spoglie ha reso la comunità troiana custode di un tesoro spirituale che trascende le contingenze storiche. La devozione si manifesta in una pluralità di date liturgiche, che testimoniano quanto la memoria del santo sia stata intessuta nella vita quotidiana dei fedeli, celebrata con una varietà di ricorrenze che includono il ventisette maggio, il ventidue ottobre, il primo luglio, il sette dicembre, il trenta aprile e il ventinove aprile. Questa articolazione temporale sottolinea la vitalità di un ricordo che non conosce oblio, ma che si rinnova costantemente nel ciclo dell'anno liturgico. La figura di San Secondino, ponte tra l'Africa delle origini e la terra di Campania, continua a unire i fedeli sotto lo sguardo protettivo di un pastore che ha saputo donare tutto per amore di Cristo.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Secondino?
Il santo è festeggiato in date diverse a seconda delle località: il ventisette maggio in Campania e a Capua, il ventidue ottobre a Gaeta e Calvi, il primo luglio a Mondragone, il sette dicembre a Benevento, il trenta aprile a Troia e il ventinove aprile a Montevergine.
Di cosa è patrono San Secondino?
San Secondino è patrono della città di Troia in Puglia.