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13 luglio

San Sila - Silvano

Discepolo degli Apostoli

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'identità e la missione ad Antiochia

Gli Atti degli Apostoli citano Sila più volte, menzionandolo inoltre nelle lettere apostoliche di Paolo e di Pietro. Nelle lettere apostoliche viene chiamato Silvano mentre negli Atti viene chiamato Sila, ed è opportuno ricordare che Silvano e Sila sono la stessa persona. Probabilmente uno dei due nomi è il diminutivo dell'altro. Gli Atti degli Apostoli presentano Sila come uno degli uomini eminenti all'interno della comunità, sebbene non venga specificata l'autorità di cui Sila era rivestito nella Chiesa di Gerusalemme. Secondo gli Atti, Silvano era cittadino romano esattamente come l'apostolo Paolo. Sila viene inviato ad Antiochia insieme a Giuda Barsabba e accompagna l'apostolo Paolo e il discepolo Barnaba in questa delicata missione. Lo scopo dell'invio ad Antiochia è quello di illustrare e raccomandare l'osservanza del decreto emesso dal Concilio di Gerusalemme. Giunto sul posto, Sila predica in qualità di profeta per istruire i credenti. In seguito, mentre Giuda fa ritorno a Gerusalemme, Sila decide di rimanere ad Antiochia per continuare il suo servizio.

Il secondo viaggio apostolico e le tappe in Europa

L'apostolo Paolo prende Sila con sé come discepolo nel suo secondo viaggio apostolico, durante il quale Paolo e Sila percorrono la Siria, la Cilicia, la Licaonia, la Frigia, la Galazia e la Misia. Successivamente, Paolo e Sila arrivano a Troade, e da lì salpano in Europa passando per Samotracia, Neapoli e Filippi. A Filippi i due subiscono un duro arresto e vengono messi incatenati ai ceppi, ma la tradizione riferisce che vengono liberati miracolosamente e rilasciati con onore. Il viaggio apostolico prosegue poi per Tessalonica, dove Paolo predica per tre sabati nella sinagoga agli ebrei. Il cammino continua ancora toccando Berea e Atene, per poi giungere a Corinto, dove i missionari sostano per ben diciotto mesi. A Corinto le strade si dividono secondo quanto narrato negli Atti, e mentre Paolo conclude il suo viaggio ad Antiochia, di Sila e di Timoteo, unitosi nelle ultime tappe, non si hanno più notizie dopo la separazione avvenuta proprio a Corinto.

Il periodo romano, il martirio e il culto

San Sila ricompare verso l'anno sessantatré o sessantasei a Roma, dove si trova insieme all'apostolo Pietro. A Roma, Sila aiuta Pietro a scrivere la sua lettera Enciclica indirizzata a varie Chiese dell'Asia. Silvano avrebbe in seguito concluso la sua vita terrena con un martirio in Macedonia. Gli storici hanno inserito Sila nei Sinassari bizantini e nei martirologi in date diverse, ma il Martirologio romano accoglie solennemente Sila al tredici luglio. La data del tredici luglio si conforma a due precedenti cataloghi liturgici. Il Martirologio commemora san Sila come destinato dagli Apostoli alle Chiese dei gentili insieme ai santi Paolo e Barnaba, mentre san Sila, pervaso della grazia di Dio, svolgeva senza sosta il suo ministero. Secondo gli Acta Sanctorum, le reliquie del santo furono traslate nell'anno seicentonovantuno a Thérouanne, in Francia. A Thérouanne, Sila fu a lungo venerato dai fedeli fino alla tragica distruzione della Cattedrale avvenuta nel millecinquecentocinquantatré. La distruzione della cattedrale di Thérouanne fu ordinata dall'imperatore Carlo V.

Domande frequenti

Quando si festeggia san Sila?

San Sila si festeggia il tredici luglio, data accolta dal Martirologio romano in conformità a due precedenti cataloghi.

Quali sono i patronati di san Sila?

Non sono menzionati patronati specifici nei fatti storici documentati sul santo.

Commemorazione di san Sila, che, destinato dagli Apostoli alle Chiese dei gentili insieme ai santi Paolo e Barnaba, pervaso della grazia di Dio, svolse senza sosta il suo ministero. — Martirologio Romano