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29 maggio

San Sisinnio

Protomartire trentino

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e vocazione

Nel quarto secolo, attratti dalla popolarità del vescovo Ambrogio, Sisinio, Martirio e Alessandro si trasferirono dalla Cappadocia a Milano per apprendere la fede cristiana. Sant'Ambrogio istruì i tre uomini nella fede di Cristo, preparandoli alla vita di dedizione e di testimonianza che avrebbe segnato il loro cammino. In quel periodo San Vigilio, vescovo di Trento, si trovava a fronteggiare una grande scarsità di pastori nella sua diocesi e manifestò il desiderio di avere i tre giovani come collaboratori missionari. Sant'Ambrogio acconsentì prontamente a questa richiesta e Vigilio ordinò Sisinio diacono, Martirio lettore e Alessandro ostiario, affidando loro il compito di evangelizzare la valle Anaunia, l'attuale Val di Non. L'Anaunia si presentava come una regione prevalentemente pagana e prospera grazie alle attività produttive che gravitavano intorno a un frequentato tempio dedicato al dio Saturno. La storia del martirio e dello stile evangelizzatore dei santi Sisinio, Martirio e Alessandro risulta abbondantemente documentata rispetto alla media dei primi secoli della Chiesa, trovando riscontro nelle lettere di San Vigilio, Sant'Agostino e San Massimo di Torino.

La missione e le ostilità

I tre missionari intrapresero con slancio il loro ministero tra le popolazioni alpine, incontrando non poche opposizioni ma riuscendo al tempo stesso a convertire molte persone alla fede in Cristo. Sisinio, che ricopriva la carica ecclesiastica di diacono, promosse l'edificazione di una chiesa presso Methon, località identificata con Medol, dove i santi introdussero nella regione l'uso dei cantici di lode al Signore. Questa fervente attività pastorale suscitò la profonda ira dei pagani del luogo, turbati dal fatto che le folle aderivano al cristianesimo e abbandonavano progressivamente l'adorazione del dio Saturno. I pagani tentarono invano di convincere i neo-convertiti a partecipare a cerimonie politeiste, scontrandosi con la ferma resistenza della comunità cristiana nascente. Il clima di tensione era alimentato anche dalla natura degli eventi locali, poiché il martirio avvenne durante una festa pagana, il rito degli Ambarvali, celebrato dai romani verso la fine di maggio in onore della dea Cerere per propiziare la fertilità. I tre martiri furono probabilmente uccisi anche a causa della minaccia concreta rappresentata per gli interessi economici delle popolazioni locali legati al paganesimo.

Il martirio e le reliquie

I pagani responsabili dell'uccisione stavano compiendo sacrifici di purificazione quando assalirono Sisinio, Martirio e Alessandro nella loro chiesa, malmenandoli violentemente. Sisinio morì subito dopo l'aggressione, mentre Martirio e Alessandro furono arsi vivi insieme davanti all'altare del dio Saturno, utilizzando i legni della loro stessa chiesa distrutta. Il tragico evento avvenne il ventinove maggio del trecentonovantasette, in Val di Non, nel Trentino, e la tradizione popolare indica come precisa scena del martirio la chiesa di San Zeno. Sul luogo del martirio fu inizialmente eretta una chiesa in memoria, trasformata in seguito in una Basilica dedicata ai tre santi martiri nell'attuale Sanzeno, borgo il cui nome deriva proprio da San Sisinio e che assunse tale denominazione fin dal settimo secolo dopo Cristo. Per volontà dei fedeli, le ceneri dei martiri furono traslate a Trento, mentre San Simpliciano, successore di Ambrogio, chiese e ottenne da San Vigilio le reliquie dei tre martiri, deponendole nella sua basilica a Milano. Ulteriori parti delle sacre spoglie furono inviate a San Giovanni Crisostomo, patriarca di Costantinopoli, e al vescovo di Brescia, San Gaudenzio. Ravenna custodisce reliquie dei martiri anauniensi nella chiesa di Sant'Andrea, di cui parla San Venanzio Fortunato, e altre presenze si registrano nella chiesa di San Giorgio a Verona, a San Martino ai Monti e a Santa Caterina de' Funari a Roma. L'abbazia benedettina di Saint Riquier nella diocesi di Amiens ricevette a sua volta reliquie donate da Carlo Magno insieme a quelle di San Vigilio e San Simpliciano. Nel millenovecentoventisette la basilica milanese di San Simpliciano restituì alcune reliquie alla basilica di Sanzeno, dove furono riunite in un apposito reliquiario. Nel millenovecentonovantasette, in occasione del sedicesimo centenario della morte, le reliquie hanno visitato in pellegrinaggio tutte le parrocchie del Trentino, mentre un quadro che raffigura i santi, solitamente custodito nel museo Diocesano, viene esposto nella piccola abside della cattedrale di Trento. La costruzione attuale della basilica di Sanzeno risale al quindicesimo secolo, è retta da francescani insieme all'eremo di San Romedio, e conserva vestigia anteriori all'anno mille e un pregevole campanile romanico.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Sisinnio?

La ricorrenza liturgica di San Sisinnio si celebra il ventinove maggio, giorno in cui si ricorda il suo martirio avvenuto nel trecentonovantasette.

In Val di Non nel Trentino, santi martiri Sisinio, diacono, Martirio, lettore, e Alessandro, ostiario: cappadoci di origine, fondarono in questa regione una chiesa e introdussero l’uso dei cantici di lode al Signore, finendo poi uccisi da alcuni pagani che stavano offrendo sacrifici di purificazione. — Martirologio Romano