San Solutore
Martire
Aggiornato il 21 luglio 2026
La vita e il martirio
San Solutore appartiene a quel tempo lontano, situato nel terzo secolo, in cui la testimonianza cristiana esigeva il dono estremo di sé. La sua esistenza si intreccia con quella di Avventore e Ottavio, compagni di fede e di destino, in una comunione che la tradizione agiografica ricollega alla gloriosa Legione Tebea. Le cronache del tempo ci restituiscono un uomo che ha saputo restare fermo nella propria testimonianza fino alla fine, nell'anno duecentonovantanove.
Il percorso terreno di San Solutore si è compiuto presso le rive della Dora Baltea, nel luogo di Caravino, dove egli ha reso la sua estrema testimonianza. Questo sacrificio non è rimasto nell'oscurità, poiché già nel quarto secolo San Massimo di Torino, primo vescovo della città, celebrava la memoria di questi martiri, elevandoli a modelli di fortezza e di speranza per la comunità cristiana. Il loro esempio ha superato i confini del tempo, rendendo il nome di San Solutore parte integrante del patrimonio spirituale di Torino, città che ha sempre custodito con venerazione il ricordo del suo martirio. La distanza dei secoli non ha scalfito la limpidezza del suo gesto, che ancora oggi invita alla riflessione sulla fedeltà ai propri ideali cristiani e sulla capacità di donarsi per il bene comune, mantenendo viva la memoria di un uomo che ha scelto la via del sacrificio per amore della verità.
Il culto e le memorie
La devozione verso San Solutore si è espressa concretamente nel corso della storia attraverso la custodia delle sue reliquie. Questi segni tangibili della sua presenza sono stati oggetto di traslazioni solenni, che hanno permesso ai fedeli di onorare il martire in luoghi diversi della città di Torino. Nel millesimocinquecentotrentasei le reliquie furono portate presso il santuario della Consolata, mentre nel milleseicentodiciannove trovarono dimora definitiva presso la chiesa dei Santi Martiri, dove ancora oggi riposano.
La liturgia della Chiesa ricorda San Solutore nel Martyrologium Romanum il giorno venti di novembre, data che invita alla preghiera e alla meditazione sul senso profondo del martirio. La città di Torino, che lo riconosce come suo patrono, celebra la sua festa anche il venti di gennaio, rinnovando ogni anno un legame che unisce il presente alla radice antica della fede locale. Questi appuntamenti liturgici non sono semplici ricorrenze, ma momenti di incontro tra la comunità e la memoria di un santo che ha bagnato con il proprio sangue la terra piemontese, insegnando, attraverso la sua dedizione, il valore inestimabile della testimonianza cristiana vissuta nella coerenza e nell'abbandono fiducioso alla volontà di Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Solutore?
San Solutore viene commemorato il 20 novembre nel Martyrologium Romanum, mentre a Torino la celebrazione avviene il 20 gennaio.
Di cosa è patrono San Solutore?
San Solutore è patrono della città di Torino.
A Torino, santi Ottavio, Solutore e Avventore, martiri. — Martirologio Romano