20 novembre
Sant' Ottavio
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la testimonianza dei martiri
Nulla di certo è stato tramandato sui martiri Ottavio, Solutore e Avventore, le cui figure si perdono nella notte dei tempi della Chiesa subalpina. Il primo vescovo di Torino, San Massimo, citò i loro nomi nel quarto secolo nel titolo di uno dei suoi sermoni. Nel testo del sermone Massimo narra la vicenda dei martiri senza precisi riferimenti geografici o temporali. Il testo di Massimo lascia presumere che fossero cittadini torinesi o primi missionari inviati a evangelizzare la città. Una passio del quinto secolo, storicamente non attendibile, ipotizzò che appartenessero alla Legione Tebea. La Legione Tebea era un esercito proveniente dall'Egitto guidato dal capitano San Maurizio. La Legione Tebea subì il martirio in Svizzera presso Agaunum per essersi rifiutata di uccidere cristiani e sacrificare agli dei pagani. Nacquero voci su soldati della Legione Tebea scampati all'eccidio e divenuti evangelizzatori sulle Alpi. L'arrivo dei tre santi a Torino verrebbe spiegato dalla loro appartenenza alla Legione Tebea. Raggiunti dai soldati dell'imperatore, Avventore ed Ottavio furono uccisi nei pressi della Dora Riparia. Solutore fuggì nel Canavese ma fu scoperto in una cava di sabbia sulle rive della Dora Baltea vicino a Caravino. Solutore fu decapitato su un sasso che conservò le tracce del suo sangue. Una matrona romana di Ivrea raccolse il corpo di Solutore e lo trasportò con la sua quadriga a Torino. La matrona raccolse anche i resti degli altri due martiri a Torino. I resti furono sepolti insieme in una cappella fatta costruire vicino all'odierna Cittadella di Pietro Micca. La matrona romana fu sepolta nella stessa cappella alla sua morte. Tutti questi eventi avvennero verso la fine del terzo secolo. La morte dei santi Ottavio, Solutore e Avventore è avvenuta a Torino alla fine del terzo secolo. Il vescovo Vittore fece ingrandire la chiesa verso il 490. Nel 1006 fu aggiunto un monastero benedettino intitolato a San Solutore. Il monastero fu fondato dal vescovo Gezone e dipendeva dalla Sacra di San Michele in Val di Susa.
Il trasferimento delle reliquie e le chiese dedicate
Nel 1536 le reliquie dei tre martiri, di Santa Giuliana e dell'abate San Gozzelino furono trasferite al santuario della Consolata. Il trasferimento fu ordinato dal re francese Francesco I a causa dell'abbattimento dell'antico monastero. Nel 1619 i resti furono traslati nella nuova chiesa dei Santi Martiri in Via Garibaldi. La nuova chiesa fu edificata secondo i desideri di San Pio V e del duca Emanuele Filiberto. Nella chiesa dei Santi Martiri sono venerati anche San Tigrino e gli altri cinque santi. Nel 1845 la Madonna apparve a San Giovanni Bosco indicandogli il luogo del martirio di Avventore ed Ottavio a Valdocco. Sul luogo indicato a don Bosco fu eretta la Basilica di Maria Ausiliatrice. La cripta della basilica contiene un quadro sulla decapitazione dei due santi e la fuga di Solutore. Un altare nel coro della basilica è dedicato ai tre martiri e le loro statue sono sulla facciata. Nella cripta della basilica una pala d'altare raffigura la matrona Giuliana tra altre sante vergini. Nella chiesa torinese di Santa Barbara sono venerati i Santi Solutore, Avventore, Ottavio, Giuliana e Gozzelino. Antichi Codici del Comune di Torino raffigurano i tre santi con le insegne dei martiri e dei soldati tebei. I santi Ottavio, Solutore e Avventore sono martiri a Torino. Solutore, Avventore e Ottavio sono stati i più antichi protettori di Torino. Solutore, Avventore e Ottavio sono martiri torinesi. Nel corso di tanti secoli i santi Solutore, Avventore e Ottavio sono stati esaltati da Dio come taumaturghi a favore di Torino e dei concittadini devoti.
Il magistero spirituale di San Massimo e la venerazione
San Massimo di Torino nel sermone 12 celebra il natale dei martiri che hanno sparso il sangue tra le case locali. San Massimo afferma che i martiri che hanno sofferto il supplizio sono speciali intercessori per i concittadini. San Massimo scrive che il martire vince il premio per sé e offre l'esempio e la salvezza ai concittadini. Dall'esempio dei martiri si impara a cercare la vita eterna nelle umiliazioni. L'esempio dei martiri insegna a non temere la morte. I martiri subiscono tormenti affinché altri vengano salvati. Un martire sopporta il carnefice affinché un altro riconosca Cristo. Un martire viene mandato a morte affinché un altro guadagni la vita eterna. Il santo viene ucciso affinché il peccatore venga liberato. I beati martiri non sono vissuti né morti per se stessi. I martiri hanno lasciato un esempio di vita con la loro bontà. I martiri hanno lasciato un esempio di fortezza con la loro passione. Il Signore ha voluto la presenza di martiri in diversi luoghi di tutto il mondo. I martiri fungono da fidati testimoni per spronare gli uomini con l'esempio della loro professione di fede. La testimonianza presente dei martiri aiuta l'umana debolezza a credere, essendo la predicazione del Signore lontana nel tempo. Tutti i martiri devono essere venerati devotamente. Una particolare venerazione va tributata ai martiri di cui si possiedono le reliquie. Tutti i martiri soccorrono con la preghiera, mentre quelli con reliquie soccorrono anche con il martirio. I martiri con reliquie offrono familiarità poiché sono sempre presenti e dimorano in mezzo ai fedeli. I martiri custodiscono i viventi affinché non siano colti dalla lebbra del peccato. I martiri accolgono i morenti affinché non siano sommersi dal terrore dell'inferno. Gli antenati hanno stabilito che le sepolture siano contigue a quelle dei martiri. La vicinanza alle sepolture dei martiri impedisce all'inferno di avvicinarsi ai defunti e li protegge dalle tenebre. Riposando insieme ai santi martiri si sfuggono le tenebre dell'inferno grazie alla vicinanza della loro santità. I martiri vanno venerati in questo mondo per averli come difensori nell'altro. La vicinanza spirituale nella pietà ai martiri impedisce la separazione da essi, così come le loro ossa sono materialmente presenti tra i fedeli. I santi Solutore, Avventore e Ottavio sono invocati per impetrare devozione alla Madonna nei titoli di Consolata e Ausiliatrice e a San Giuseppe Lavoratore.
La vita e il martirio
Le notizie riguardanti Sant' Ottavio si collocano nel contesto del terzo secolo, un tempo di prova e di testimonianza per le comunità cristiane. La tradizione, che trova eco nelle parole di San Massimo di Torino, descrive il martirio di Ottavio insieme al compagno Avventore presso le sponde della Dora Riparia. Le cronache della fede narrano inoltre le vicende di Solutore, il quale, dopo un tentativo di fuga, subì la decapitazione presso Caravino, vicino a Ivrea. Sebbene la narrazione sia arricchita da una tradizione leggendaria che collega questi uomini alla Legione Tebea, il dato essenziale rimane la loro fedeltà incrollabile che li condusse alla morte nell'anno duecentonovantanove.
Il legame con il territorio piemontese è profondo e radicato. I corpi dei martiri furono deposti in una cappella situata presso l'area dell'odierna Cittadella di Torino, luogo che per secoli ha rappresentato il fulcro della devozione popolare. La testimonianza di San Massimo di Torino, vissuto nel quarto secolo, offre una conferma autorevole della venerazione già in atto, indicando come il ricordo di Ottavio fosse vivo e venerato a breve distanza dai fatti. La loro esistenza, donata in un tempo di persecuzione, continua a interrogare il presente, offrendo un esempio di dedizione che supera i confini del tempo e della storia umana, invitando i fedeli a guardare con fiducia alla protezione di coloro che hanno testimoniato il Cristo fino all'ultimo respiro.
Il culto e la memoria
Il culto di Sant' Ottavio si esprime attraverso una devozione che nei secoli non ha mai smesso di accompagnare il cammino della Chiesa torinese. Egli è venerato come patrono di Torino, città che riconosce nei martiri della Dora Riparia i propri padri nella fede. La liturgia ufficiale della Chiesa universale, attraverso il Martyrologium Romanum, ne fissa la memoria nel giorno venti di novembre, unendo il nome di Ottavio a quello dei suoi compagni di martirio.
La liturgia locale di Torino riserva un posto speciale alla celebrazione di questi santi, ricordandoli anche nel giorno venti di gennaio. Tale doppia ricorrenza sottolinea quanto sia radicato l'affetto dei fedeli verso colui che ha offerto la vita per il Signore. Ancora oggi, la memoria di Sant' Ottavio invita alla riflessione sulla coerenza della vita cristiana e sulla bellezza del dono di sé, ricordando a ogni generazione che il martirio non è solo un evento del passato, ma una luce che illumina il cammino di chi cerca Dio con cuore sincero.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Ottavio?
Il Martyrologium Romanum commemora i santi al 20 novembre, mentre l'archidiocesi di Torino celebra la memoria al 20 gennaio.
Di cosa è patrono San Ottavio?
San Ottavio è protettore e patrono della città di Torino.
A Torino, santi Ottavio, Solutore e Avventore, martiri. — Martirologio Romano