9 febbraio
San Teliavo (Teliano)
Abate
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e la formazione
San Teliavo è un santo gallese le cui origini si collocano tra storia e leggenda. Il nome del santo è attestato con diverse varianti tra cui Teliarus, Teilio, Teilus, Thelian, Teilan, Teilou, Teliou, Elidius, Eliud, Dillo e Dillon. Il Martirologio Romano adotta la dicitura italiana di san Teliavo. La vita e il culto di san Teliavo sono ascritti al sesto secolo. Esistono due versioni della vita di san Teliavo composte nel dodicesimo secolo, circa seicento anni dopo i fatti narrati. La prima versione della vita fu scritta in forma di omelia dal sacerdote Goffredo di Llandaff. La seconda versione della vita fa parte del Liber Landavensis, composto durante il governo del vescovo Urbano per dare prestigio alla diocesi di Llandaff. La prima versione della vita afferma che Teliavo era di nobili origini. La prima versione attribuisce a Teliavo un padre di nome Usyllt o Issell, identificato con il titolare dell'antica chiesa parrocchiale di Saundersfoot. La seconda versione della vita dichiara che Teliavo nacque a Penally presso Tenby nel South Pembrokeshire, in Galles, tra il 480 e il 500 dopo Cristo. Entrambe le versioni affermano che Teliavo fu discepolo di san Dubricio a Hentland nell'Herefordshire. Teliavo studiò presso la scuola monastica di Whitland nel Carmanthenshire, retta da san Paolo Aureliano. Negli anni di formazione, gli amici sostenevano che il suo nome derivasse dal greco Helios, ovvero Sole. L'origine del nome legata a Sole potrebbe essere una paretimologia per indicare la sua missione di illuminare le regioni attraversate. Presso la scuola monastica divenne grande amico di Dewi, ovvero san Davide del Galles. Teliavo e san Davide avevano un legame di parentela ed erano precisamente cugini. Teliavo viaggiò con san Davide verso Mynyw, l'attuale St David's, dove san Davide installò la propria comunità religiosa. Intorno al 518 Teliavo, san Davide e san Paterno si recarono in pellegrinaggio a Gerusalemme. A Gerusalemme i tre, noti come i Tre Beati Visitatori, furono consacrati vescovi dal Patriarca Giovanni terzo. La critica storica recente afferma che l'episodio del pellegrinaggio e della consacrazione a Gerusalemme non ha fondamento.
La fondazione e l'esilio
Il vescovo Teliavo fondò la chiesa episcopale di Llandeilo Fawr a Dyfed, nota anche come la Grande Chiesa o abbazia di San Teliavo. Teliavo probabilmente stabilì anche un centro di preghiera a Llandeilo nel Carmanthenshire. Intorno al 549 un'epidemia di febbre gialla costrinse Teliavo e la sua comunità a emigrare in Cornovaglia e successivamente a Dol in Bretagna. Il gruppo fu ospitato in Bretagna dal vescovo san Sansone. La presenza a Dol era facilitata dalla precedente stabilizzazione di popolazioni celtiche fuggite dal sud della Britannia tra il quinto e il sesto secolo per l'avanzata delle tribù germaniche. Esistono varie leggende sul periodo trascorso da Teliavo in Bretagna. Una leggenda bretone narra che Teliavo salvò la popolazione locale da un drago alato, domandolo e legandolo a uno scoglio nel mare. Un'altra leggenda bretone presenta forti somiglianze con il mito della regina Didone di Cartagine. Secondo questa leggenda iconografica, un nobile offrì a Teliavo tanta terra quanta ne avesse potuta percorrere dal tramonto all'alba. Per coprire più terreno nel minor tempo possibile, Teliavo montò su un cervo bianco. Un ulteriore episodio bretone afferma che Teliavo e san Sansone piantarono tre miglia di alberi da frutto da Dol a Cai. Ancora oggi esiste una località chiamata frutteto di Teliavo e Sansone. Nella regione bretone il nome del santo è attestato come Theleau, Thelo o Télo in francese. Dopo il soggiorno a Dol, Teliavo fu per breve tempo ospite di Budic, un capo bretone sposato con sua sorella Anaumed o Anauved. A Teliavo vengono attribuiti detti sapienziali, tra cui la frase: Non è buona cosa contendere contro Dio. In risposta a una domanda di san Cadoc sulla massima saggezza dell'uomo, Teliavo rispose che consiste nel trattenersi dal fare del male quando se ne ha il potere. Intorno al 554, dopo sette anni e sette mesi dalla partenza, il gruppo fece ritorno in Galles a Llandeilo Fawr. Il periodo di sette anni e sette mesi ha un valore simbolico ma plausibile.
Il ritorno, la morte e le reliquie
Dopo la morte di san Davide, Teliavo fu considerato uno degli uomini più santi del Galles. Al ritorno in Galles, Teliavo portò con sé suo nipote Odoceo, chiamato in gallese Euddogwy. Teliavo morì presso l'abbazia di Llandeilo Fawr il nove febbraio, probabilmente dell'anno 560. Le leggende su Teliavo continuarono anche dopo la sua morte. La vita scritta da Goffredo di Llandaff attesta che tre località si contesero i resti del santo vescovo: Penally, Llandeilo e Llandaff. Per risolvere la disputa sulla salma, durante la notte il corpo del santo si triplicò. Il racconto funge da giustificazione per la presenza di tre insiemi di reliquie attribuite allo stesso personaggio. Si ritiene che la vera tomba si trovi a sud dell'altare maggiore della cattedrale di Llandaff. Teliavo è compatrono della cattedrale di Llandaff insieme ai santi Pietro, Dubricio e Odoceo. San Odoceo è nipote e successore di Teliavo. Il sepolcro di Teliavo venne aperto nel 1850. Durante l'apertura del sepolcro nel 1850 fu rinvenuta la cronaca di una precedente ricognizione risalente al 1736. Nel sepolcro furono trovati i resti di una persona riconoscibile come vescovo per la presenza di un pastorale. Il pastorale rinvenuto nella tomba si disintegrò al contatto con l'aria. In epoca medievale si usava prestare giuramento sulla tomba del santo e su tutte le reliquie venerate nella medesima chiesa. Il pozzo di san Teilavo costituisce un altro luogo di pellegrinaggio. I pellegrini bevevano l'acqua sorgiva del pozzo di san Teilavo. L'acqua del pozzo aveva la fama di curare la paralisi e malattie analoghe. L'acqua veniva attinta da un teschio attribuito al corpo del santo. Il pozzo di san Teilavo non è più in funzione ma è tuttora visibile. Nel diciannovesimo secolo il pozzo era utilizzato per amministrare i battesimi. Nel 1592 avvennero persecuzioni anticattoliche in Gran Bretagna. Nel 1592 il magistrato locale Morgan Jones di Tregib subì un processo. Morgan Jones fu processato per essersi rifiutato d'imprigionare e interrogare un gran numero di pellegrini. I pellegrini si erano recati al pozzo ed erano stati catturati e portati al cospetto del magistrato. Morgan Jones ritenne che i pellegrini non stessero facendo nulla di male. Morgan Jones considerava i pellegrini come persone povere e malate andate a bagnarsi al pozzo per ottenere la salute con l'aiuto di Dio.
Il culto e la memoria
La prova dell'esistenza del culto del santo vescovo è conservata in annotazioni a margine dei Vangeli Lichfield. Tra l'ottavo e il nono secolo i Vangeli Lichfield erano conservati a Llandeilo. I Vangeli Lichfield furono probabilmente scritti a Llandeilo. Le note nei Vangeli Lichfield menzionano offerte di terreno a Dio e a san Teliavo. Le note contengono altri documenti testimoniati dal vescovo di Teliavo. La presenza del vescovo di Teliavo indica che il luogo fu sede vescovile. Il Liber Landavensis contiene una sezione intitolata Braint Teilo o Il privilegio di Teliavo. La sezione Braint Teilo fu presumibilmente stesa tra la fine del decimo secolo e l'inizio dell'undicesimo. Il Braint Teilo descrive i privilegi e le immunità concesse alla chiesa di Llandeilo dai re di Morgannwg o Glamorgan. I privilegi dimostrano che all'epoca la chiesa era situata nel regno di Morgannwg e che successivamente Llandaff se ne appropriò. Tra il Galles e la Cornovaglia vi sono più di venticinque chiese dedicate a san Teliavo. Solo san Davide del Galles possiede più attestazioni di dedicazioni rispetto a san Teliavo nell'area. Esistono toponimi ricavati dal nome di san Teliavo tra il Galles e la Cornovaglia. Le prime dedicazioni a san Teliavo sono concentrate nel Galles occidentale piuttosto che in quello orientale dove si trova Llandaff. In Bretagna esistono la chiesa e la parrocchia di Landelau. In Bretagna esistono la chiesa di Landéliau a Plein e la cittadina di Saint-Télo. La memoria liturgica del santo è tuttora in uso nell'arcidiocesi di Cardiff. La memoria liturgica del santo è tuttora in uso sull'isola di Caldey. Nel martirologio, san Teliavo è ricordato nel monastero di Llandaff in Galles come vescovo e abate. Le illustri opere di san Teliavo sono celebrate da molte chiese in Galles, in Cornovaglia e in Bretagna.
Il cammino monastico
La vita di San Teliavo ha inizio nel piccolo centro di Penally, in Galles, dove i primi passi del suo percorso spirituale furono guidati dalla sapiente dottrina di San Dubricio. Presso la sede di Hentland, il giovane Teliavo apprese le vie della preghiera e del servizio, trovando poi un fertile terreno di approfondimento presso la scuola monastica di Whitland. In questi luoghi di silenzio e di studio, egli maturò una vocazione solida, che lo avrebbe portato a diventare una colonna della Chiesa gallese. La sua missione non fu confinata entro i confini della sua terra d'origine, poiché il suo apostolato si estese attraverso i mari, toccando la Cornovaglia e la Bretagna.
Nel cinquecentoquarantanove, un tempo segnato dalla sofferenza per una grave epidemia, il santo fu chiamato a lasciare la propria dimora per cercare rifugio in Bretagna, stabilendosi a Dol. Questa prova non interruppe il suo legame con il popolo gallese, verso il quale sentì costantemente il richiamo del dovere pastorale. Il ritorno in patria, avvenuto verso il cinquecento cinquantaquattro, segnò l'inizio di una nuova fase di stabilità e di edificazione. Fu in questo periodo che egli fondò la chiesa episcopale di Llandeilo Fawr, che divenne il cuore pulsante della sua attività episcopale e il centro propulsore della sua opera di evangelizzazione. Fino al momento del suo transito verso la pace eterna, avvenuto il nove febbraio del cinquecentosessanta, San Teliavo non cessò mai di curare il gregge, offrendo una testimonianza di dedizione che ancora oggi risuona nella memoria delle comunità locali che lo venerano come padre e guida spirituale.
La memoria liturgica
Il culto di San Teliavo si manifesta oggi con particolare intensità nell'arcidiocesi di Cardiff e sull'isola di Caldey, dove la sua figura è ricordata con devozione nel giorno del suo passaggio al cielo, il nove febbraio. Pur non essendo presente una canonizzazione formale, la sua santità è stata riconosciuta dalla venerazione ininterrotta dei secoli, che ha visto il suo nome legato a luoghi di profonda importanza spirituale. Egli è invocato come patrono di Llandaff e di Llandeilo Fawr, cittadine che custodiscono il ricordo della sua sapienza e del suo zelo episcopale.
Celebrare la memoria di questo vescovo del sesto secolo significa riscoprire le radici di una fede che ha saputo attraversare le tempeste della storia. La sua vita, segnata dall'umiltà del discepolo e dalla fermezza del pastore, invita i fedeli a riflettere sulla stabilità del cuore davanti alle tribolazioni. Nel silenzio della preghiera liturgica, la Chiesa richiama l'esempio di San Teliavo non come una reliquia del passato, ma come una luce viva, capace di illuminare il cammino di quanti cercano, nel presente, di edificare la casa di Dio con la stessa dedizione e la stessa carità che egli dimostrò durante tutto il corso della sua esistenza terrena.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Teliavo?
La memoria liturgica di san Teliavo si celebra il nove febbraio.
Di cosa è patrono San Teliavo?
San Teliavo è compatrono della cattedrale di Llandaff insieme ai santi Pietro, Dubricio e Odoceo.
Nel monastero di Llandaff in Galles, san Teliavo, vescovo e abate, le cui illustri opere celebrano molte chiese in Galles, in Cornovaglia e in Bretagna. — Martirologio Romano