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9 febbraio

Sant' Apollonia

Vergine e martire

Sant' Apollonia

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le fonti storiche e il contesto del martirio

Il martirio di Santa Apollonia suscitò grande impressione, meraviglia e ammirazione nel mondo cristiano per i suoi aspetti singolari. Le vicende terrene della santa sono giunte fino a noi grazie alla testimonianza dello storico Eusebio di Cesarea, vissuto tra il duecentosessanta cinque e il trecento quaranta, il quale scrisse la Historia Ecclesiastica nel terzo secolo. All'interno della sua opera fondamentale, Eusebio trascrisse un brano tratto da una lettera del vescovo San Dionigi di Alessandria, morto nel duecentosessanta quattro, indirizzata a Fabio di Antiochia. La lettera narra alcuni episodi di cui lo stesso vescovo era stato testimone diretto, collocandoli nell'ultimo anno dell'impero di Filippo l'Arabo, tra il duequarantatré e il duequarantanove. In quel periodo di sei anni vi era stata praticamente una tregua nelle persecuzioni anticristiane, ma nel duequarantotto scoppiò ad Alessandria d'Egitto una violenta sommossa popolare contro i credenti, aizzata da un indovino alessandrino. Molti seguaci di Cristo furono flagellati e lapidati durante i tumulti, e al massacro non sfuggirono nemmeno i cristiani più deboli. I pagani invasero le case dei fedeli, saccheggiando tutto il materiale trasportabile e devastando le abitazioni. Durante questo furore sanguinario fu catturata la vergine anziana Apollonia, definita da Eusebio con l'appellativo greco parthenos presbytès. La santa doveva essere nata negli ultimi anni del secondo secolo o all'inizio del terzo secolo, trovandosi dunque in età avanzata al momento della passione. Il vescovo San Dionigi afferma nella sua lettera che la vita di Apollonia era stata degna di ogni ammirazione, e la sua condotta esemplare unita al suo apostolato furono forse la causa scatenante della furia dei pagani, che infierirono su di lei con particolare crudeltà.

Il martirio e il sacrificio nel fuoco

Durante le persecuzioni ad Alessandria d'Egitto, i persecutori si accanirono contro la santa colpendola alle mascelle e facendole uscire i denti, mentre la tradizione successiva ha tramandato che i denti di Apollonia furono strappati con una tenaglia. I carnefici accesero un grande rogo fuori dalla città e minacciarono la vergine di gettarla viva tra le fiamme se non avesse pronunciato parole di empietà contro Dio. Santa Apollonia rifiutò con fermezza di proferire parole sacrileghe e chiese ai suoi aguzzini di essere lasciata libera un momento. Ottenuta questa breve libertà, la santa si lanciò rapidamente nel fuoco e fu incenerita, preferendo essere mandata al rogo piuttosto che rinnegare la fede. L'episodio avvenne alla fine del duequarantotto o all'inizio del duequarantanove. Il gesto di Apollonia di gettarsi nel fuoco per non commettere un peccato grave suscitò grande ammirazione tra i cristiani e persino tra i pagani dell'epoca. Nei secoli successivi, il suo comportamento fu oggetto di profonda considerazione dottrinale. È importante notare che Eusebio e Dionigi non accennano a nessun rimprovero per il gesto della santa, che in seguito sarebbe potuto apparire come un suicidio, il quale sarebbe stato peraltro inspiegabile in quanto la vergine sarebbe stata condannata comunque al rogo se non avesse abiurato. Santa Apollonia forse volle sottrarsi a ulteriori dolorosissime torture che avrebbero potuto indebolire la sua volontà, preferendo consegnarsi spontaneamente alle fiamme. Sulla liceità di darsi volontariamente la morte per non rinnegare la fede si pose interrogativi anche Sant'Agostino nel suo De civitate Dei. Il grande dottore della Chiesa argomentò se fosse meglio compiere un'azione vergognosa da cui liberarsi col pentimento piuttosto che un misfatto senza spazio per il pentimento salvifico. Sant'Agostino rimase perplesso riguardo al suicidio volontario di alcune sante donne che si erano gettate in un fiume durante le persecuzioni per sfuggire a chi insidiava la loro castità, domandandosi se fosse stato Dio stesso a ispirare il gesto di tali donne, interpretandolo non come un errore ma come una forma di obbedienza, sebbene non prese mai una posizione decisa sull'argomento.

La diffusione del culto e la devozione popolare

Sin dal primo Medioevo, il culto per la martire di Alessandria si diffuse dapprima in Oriente e successivamente in Occidente, radicandosi profondamente nella pietà dei credenti. La diffusione della devozione fu favorita anche dalla leggenda secondo cui la santa fosse figlia di un re che la fece uccidere proprio perché non intendeva abiurare la fede cristiana. In varie città europee sorsero chiese dedicate a Santa Apollonia, e persino a Roma fu edificata una chiesa in suo onore presso Santa Maria in Trastevere, oggi purtroppo scomparsa. Il Martirologio commemora fedelmente ad Alessandria d'Egitto Sant'Apollonia, vergine e martire, ricordando che la santa subì molte e crudeli torture ad opera dei suoi persecutori prima di trovare la morte nel fuoco. Dal Medioevo in poi si moltiplicarono in tutto l'Occidente i denti-reliquie miracolosi di Santa Apollonia, che venivano venerati dai fedeli e custoditi con grande cura all'interno di chiese e oratori sacri. Questa straordinaria moltiplicazione delle reliquie spinse nel tempo le autorità ecclesiastiche a intervenire per regolare la devozione. Papa Pio VI, in carica tra il mille settecentosettantacinque e il mille settecentosessantanove, fu molto rigido sulle forme di culto delle reliquie e ordinò che venissero raccolti tutti i presunti denti di Santa Apollonia che si veneravano in Italia. I denti così radunati furono inseriti all'interno di un apposito bauletto del peso di circa tre chilogrammi, che Papa Pio VI fece successivamente buttare nel Tevere per porre fine agli abusi devozionali e alla proliferazione incontrollata di quelle reliquie. Nonostante la rigorosa misura pontificia, l'amore dei fedeli per la santa non venne meno, alimentato dalla ferma convinzione della sua intercessione celeste.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Apollonia?

La festa di Santa Apollonia si celebra sin dall'antichità il nove febbraio.

Di cosa è patrona Santa Apollonia?

Santa Apollonia è la celebre protettrice dei denti ed è invocata in tutti i malanni e dolori relativi al cavo orale.

Ad Alessandria d’Egitto, commemorazione di sant’Apollonia, vergine e martire, che dopo molte e crudeli torture ad opera dei suoi persecutori, rifiutandosi di proferire parole sacrileghe, preferì essere mandata al rogo piuttosto che rinnegare la fede. — Martirologio Romano