25 febbraio
San Turibio Romo Gonzalez
Sacerdote e martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e l'ordinazione sacerdotale
San Turibio Romo Gonzalez nasce nel 1900 in una famiglia messicana di umili condizioni, segnata dalla fatica quotidiana. Nella sua famiglia tutti, compresi i più piccoli, devono lavorare per contribuire alla sopravvivenza comune. I genitori sono contrari al suo ingresso in seminario perché le sue braccia servono per mantenere la famiglia e per via della mancanza di denaro per l'acquisto dei libri necessari agli studi. La sorella maggiore Maria si prende cura della sua vocazione lavorando nei campi al suo posto e mettendo da parte i soldi per permettergli di studiare. Per ordinare Toribio prete è necessaria la dispensa papale poiché egli ha solo ventidue anni e qualche mese. Le sue date biografiche sono sedici aprile 1900 e venticinque febbraio 1928.
Il ministero tra le difficoltà e i trasferimenti
Appena diventa prete, Toribio si schiera subito dalla parte dei poveri a causa della povertà vissuta fin dalla nascita. Negli inizi del suo ministero nella prima parrocchia la gente non lo capisce e gli crea non poche difficoltà. Nelle varie parrocchie organizza l'Azione Cattolica, insegna catechismo ai bambini, aiuta i poveri e sostiene i lavoratori. Nella seconda parrocchia gli viene addirittura proibito di celebrar messa e recitare il rosario in pubblico. Toribio è molto schierato dalla parte dei poveri e viene considerato dalle autorità locali un elemento che disturba l'ordine costituito. Sopporta le difficoltà in silenzio e ricorre al vescovo non per chiedere giustizia ma per spiegare la verità dei fatti. Il vescovo lo trasferisce dopo averlo ascoltato attentamente. Prende servizio in quattro parrocchie in appena cinque anni. Nell'ultima parrocchia viene mandato come parroco in un clima rovente dove nessuno vuole andare.
Il tempo della persecuzione e la clandestinità
A settembre del 1927, nel pieno della persecuzione religiosa e della rivolta dei cristeros, diventa parroco di Tequila. A Tequila porta il suo grande amore per l'Eucaristia, la spiritualità forte e la prolungata preghiera. Quando non amministra i sacramenti si trova costantemente in chiesa ai piedi del tabernacolo. La sua preghiera quotidiana è: non lasciarmi un solo giorno senza Eucaristia. Diventa un prete in incognito che battezza, predica e celebra in clandestinità per sfuggire alla caccia al prete del generale Calles in Messico. A dicembre del 1927 il fratello Roman è ordinato prete. Il vescovo assegna Roman come viceparroco di Toribio. La sorella Maria va ad abitare con loro per continuare a prendersi cura delle loro vocazioni e aiutarli a fare catechismo. Stabiliscono il loro quartier generale in una vecchia fabbrica di tequila dove celebrano di nascosto. Durante la prima comunione di un gruppo di bambini, padre Toribio dice: Gesù, accetteresti il mio sangue per la pace del Messico?
Il martirio e la testimonianza suprema
San Turibio Romo è sacerdote e martire ucciso a Tequila, nel territorio di Guadalajara in Messico, nell'imperversare della persecuzione in odio al suo sacerdozio. All'alba del venticinque febbraio 1928, dopo una notte passata a sistemare i registri parrocchiali, viene svegliato da un gruppo armato guidato da un contadino locale. Il contadino lo identifica dicendo: questo è il prete. Padre Toribio risponde con calma: sì, sono il prete, ma non uccidermi. Viene crivellato di colpi da un gruppo armato. Maria raccoglie tra le lacrime il suo ultimo respiro. Il corpo del martire viene portato su una barella improvvisata in piazza ed esposto allo scherno e alle oscenità degli assassini. I parrocchiani riescono a recuperare il corpo e a dargli degna sepoltura il giorno dopo con un funerale definito canonizzazione popolare.
Il culto, i miracoli e la canonizzazione
Comincia presto a compiere miracoli in favore di chi si affida alla sua intercessione. Alla sua tomba ricorrono malati di tumore, donne desiderose di un figlio ed emigranti regolari e clandestini. Alla sua tomba accorrono anche vip e calciatori contagiati dalla toribiomania dei media messicani. La sua popolarità attira nel villaggio natale fino a duecento pullman ogni domenica. Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1992 e lo ha proclamato santo il ventuno maggio 2000.
Il cammino sacerdotale
La vita di San Turibio Romo Gonzalez si è intrecciata profondamente con le vicende storiche del Messico del ventesimo secolo. Nato nel 1900 a Santa Ana de Guadalupe, ha manifestato fin dalla giovinezza una vocazione limpida e determinata. La Chiesa, riconoscendo in lui una maturità spirituale precoce, gli ha concesso di ricevere l'ordinazione sacerdotale all'età di ventidue anni, mediante una speciale dispensa papale. Questo evento ha segnato l'inizio di una missione svolta con umiltà e spirito di sacrificio in diverse località, tra cui Guadalajara, Santa Ana de Guadalupe e Tequila.
Il periodo in cui San Turibio ha esercitato il suo ministero è stato caratterizzato da una violenta persecuzione religiosa, che ha costretto molti sacerdoti alla fuga o al silenzio. Egli, tuttavia, ha scelto di restare vicino ai fedeli, consapevole dei rischi estremi che tale decisione comportava. La sua attività si è trasformata in un apostolato clandestino, condotto con prudenza ma senza mai arretrare di fronte al pericolo. In questo contesto di sofferenza, il sacerdote ha continuato a celebrare i sacramenti e a sostenere la fede di una comunità oppressa, diventando un punto di riferimento spirituale indispensabile per quanti vivevano nel timore. Il 25 febbraio 1928, mentre si trovava a Tequila, la sua testimonianza terrena si è interrotta bruscamente. Un gruppo armato lo ha sorpreso e ucciso, sigillando con il sangue la sua fedeltà a Cristo e alla Chiesa. La sua morte non ha spento la luce del suo esempio, che continua a brillare come una testimonianza di amore pastorale capace di superare ogni barriera di violenza e ogni minaccia umana.
Il culto e la memoria
Il riconoscimento della santità di Turibio Romo Gonzalez è avvenuto ufficialmente il 21 maggio 2000, quando il Papa Giovanni Paolo II lo ha elevato agli onori degli altari, confermando la venerazione che il popolo messicano gli ha riservato sin dai giorni immediatamente successivi al suo sacrificio. La Chiesa celebra la sua memoria liturgica il 25 febbraio, data che ricorda il compimento del suo martirio a Tequila.
Oggi, il culto di questo Santo si è esteso ben oltre i confini del Messico. Egli è invocato con particolare fiducia dai malati di tumore, che si affidano alla sua intercessione nel momento della prova fisica, e dagli emigranti, che cercano in lui un protettore nelle incertezze del viaggio e nel distacco dalla propria terra. La figura di San Turibio Romo Gonzalez parla al cuore di chiunque viva una condizione di esilio o di sofferenza, ricordando che ogni vita spesa con amore è feconda di speranza. La sua canonizzazione non è solo un omaggio al passato, ma un invito costante a vivere la fede con quella stessa coerenza che lo ha condotto a dare la vita per il Signore.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Turibio Romo Gonzalez?
La memoria liturgica di San Turibio Romo Gonzalez si celebra il venticinque febbraio di ogni anno.
Di cosa è patrono San Turibio Romo Gonzalez?
San Turibio Romo Gonzalez è il patrono dei malati di tumore, delle donne desiderose di un figlio e degli emigranti, sia regolari sia clandestini.
In località Tequila nel territorio di Guadalajara in Messico, san Turibio Romo, sacerdote e martire, che fu ucciso nell’imperversare della persecuzione in odio del suo sacerdozio. — Martirologio Romano