San Varo e compagni

Martiri in Egitto

Aggiornato il 21 luglio 2026

San Varo e compagni

La testimonianza del martirio

Il cammino di San Varo si compie durante le aspre persecuzioni del quarto secolo, in un tempo in cui la fermezza della fede veniva messa alla prova dalle sofferenze più atroci. Trovandosi in Egitto, egli rivolse le sue attenzioni verso sei eremiti cristiani che languivano in prigione, privati della libertà per la loro adesione al messaggio di salvezza. Con spirito di carità e di comunione spirituale, Varo si avvicinò a loro, condividendo le loro tribolazioni e offrendo il proprio aiuto in quel momento di prova così severa.

Quando uno degli eremiti morì all'interno della prigione, San Varo compì il gesto che avrebbe mutato il corso della sua vita. Con una risoluzione che non ammetteva incertezze, egli si dichiarò pubblicamente cristiano, assumendo su di sé il ruolo e il destino del confratello defunto. Tale confessione, pronunciata con coraggio dinanzi ai carnefici, lo espose immediatamente alla furia della persecuzione. San Varo affrontò con incrollabile fortezza la flagellazione, sopportando le torture con lo sguardo rivolto al Signore, fino a giungere al sacrificio supremo della vita nel corso dell'anno trecentosette. Il suo martirio, consumato in terra d'Egitto, divenne seme di una fede incrollabile, lasciando un segno indelebile in quanti furono testimoni della sua dedizione al Vangelo.

Il culto e la memoria

La venerazione per San Varo è legata indissolubilmente all'opera di Cleopatra, una figura che ebbe cura di preservare la memoria del martire. Dopo la morte di Varo, Cleopatra si fece carico di recuperare le sue reliquie, intraprendendo un viaggio che le avrebbe condotte dalla terra d'Egitto fino alla Palestina, terra d'origine del santo. Questo atto di pietà cristiana non si limitò al trasporto dei resti mortali, ma si concretizzò nella costruzione di una chiesa edificata con devozione sul Monte Thabor, destinata ad accogliere le spoglie del martire.

Tale luogo divenne nel tempo un centro di preghiera e di memoria, permettendo al culto di San Varo di radicarsi profondamente nella tradizione cristiana. La Chiesa ha riconosciuto ufficialmente la santità di questo martire attraverso l'opera di Cesare Baronio, che nel sedicesimo secolo ne consolidò il ricordo all'interno del martirologio. Ancora oggi, la memoria di San Varo viene celebrata il diciannove ottobre, mentre i Menei e i Sinassari bizantini ne custodiscono il ricordo anche il venticinque ottobre, offrendo ai fedeli l'occasione di elevare il pensiero a colui che seppe testimoniare, con il dono di se stesso, la vittoria della vita sulla morte.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Varo?

La sua memoria liturgica si celebra il diciannove ottobre; i Menei e i Sinassari bizantini ne celebrano la memoria anche il venticinque ottobre.

In Egitto, san Varo, soldato, che, sotto l’imperatore Massimiano, mentre visitava e confortava sei santi eremiti tenuti in carcere, volle prendere il posto di un settimo che era morto nell’eremo e, così, patiti insieme a loro crudeli supplizi, conseguì la palma del martirio. — Martirologio Romano