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18 maggio

San Venanzio di Camerino

Martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e l'inizio della persecuzione

Venanzio nacque a Camerino e apparteneva a una nobile famiglia della città, distinguendosi fin da giovanissimo per una maturità spirituale non comune. All'età di soli quindici anni, nel corso del terzo secolo, decise di convertirsi al cristianesimo, compiendo una scelta radicale che lo portò a lasciare le comodità della sua vita precedente per andare a vivere presso il prete Porfirio. Questa coraggiosa presa di posizione non passò inosservata in un'epoca di forte ostilità verso la nuova fede. Venne ben presto ricercato dalle autorità pagane della città in esecuzione degli editti imperiali emanati contro i cristiani. Condotto davanti ai magistrati, fu ripetutamente minacciato di severi tormenti e di morte certa se non avesse fatto ritorno al culto degli dei tradizionali. L'adolescente rifiutò con fermezza di compiere qualsiasi atto di abiura, sorretto da una forte personalità e dalla grazia della fede ricevuta, dimostrandosi irremovibile di fronte alle pressioni dei persecutori.

I tormenti e i prodigi della fede

Il rifiuto di Venanzio scatenò la furia delle autorità, che lo sottoposero a una lunga serie di spaventosi supplizi, tra cui flagellazioni, pene di fumo, esposizione al fuoco e l'uso del cavalletto noto come eculeo, da cui il giovane uscì sempre del tutto incolume. La tradizione riferisce che i suoi miracoli durante i tormenti portarono alla conversione spontanea di pagani curiosi e degli stessi persecutori che avrebbero dovuto vigilare sulla sua esecuzione. Venne nuovamente imprigionato e torturato con carboni accesi posti sul capo, mentre gli venivano spezzati i denti e la mandibola prima di essere gettato in un letamaio, ma egli resistette a ogni sofferenza. La grazia divina si manifestò ulteriormente quando fu dato in pasto a cinque leoni affamati, i quali, contrariamente a ogni previsione, gli si accucciarono inoffensivi ai piedi. Durante la carcerazione, nonostante le catene e le ferite, Venanzio accolse con amore ammalati di ogni genere che gli facevano visita nella cella. Egli guarì i malati nel corpo e nell'anima, operando numerose conversioni al cristianesimo tra quanti accorrevano a lui.

Il martirio e la deposizione

Il prefetto della città, esasperato dalla resistenza del giovane e dal continuo moltiplicarsi delle conversioni, lo fece gettare dall'alto delle mura cittadine. Miracolosamente, Venanzio fu ritrovato perfettamente salvo mentre cantava le lodi a Dio. Subito dopo fu legato e trascinato attraverso le sterpi e le asperità della campagna circostante. Durante questo tragitto doloroso, per dissetare i soldati siniti dalla fatica, fece sgorgare una sorgente miracolosa direttamente da uno scoglio, compiendo così ulteriori conversioni tra i suoi stessi carnefici. La sua vita terrena fu stroncata con la decapitazione il diciotto maggio del duecentocinquantuno sotto l'imperatore Decio, oppure nel duemilacinquantatré sotto Valeriano. Venanzio fu decapitato insieme ad altri dieci cristiani che avevano condiviso la sua testimonianza. Il martire fu sepolto fuori della Porta Orientale sul declivio Est del colle, a cinquecento metri dalle mura della città. Sul luogo della sua sepoltura fu edificata una basilica nel quinto secolo, che venne più volte riedificata nel corso del tempo e che tuttora custodisce l'Arca del santo, rimanendo meta di secolare devozione.

Lo sviluppo del culto e le reliquie

Il santo gode di un enorme ed antichissimo culto a Camerino e in tutta l'Italia Centrale. La sua antica passio fu riportata negli Acta Sanctorum già nel secolo undicesimo e fu integrata nei secoli successivi con il racconto di una fuga di Venanzio da Camerino attraverso la Valnerina fino a Rieti e a Raiano, località nell'Aquilano dove gli è stata dedicata una chiesa. La figura di Venanzio lasciò tracce profonde nei documenti ecclesiastici: il suo nome e il suo culto compaiono nelle formule d'invocazione e nelle litanie dei vescovi camerinesi degli anni milleduecentotrentacinque e milleduecentoquarantadue, così come nei libri liturgici locali dei secoli quattordicesimo e quindicesimo. La sua immagine fu impressa su sigilli e monete coniate dalle autorità locali. Nei pressi della sorgente miracolosa gli fu dedicata una chiesa provvista di due vasche che venivano usate per immergere lebbrosi e ulcerosi in cerca di guarigione. Con l'affermazione della Signoria dei Da Varano, a partire dalla fine del Duecento, san Venanzio subentrò come protettore principale di Camerino al santo vescovo Ansovino. Nel milleduecentocinquantanove, durante il saccheggio della città ad opera delle truppe di Manfredi, le reliquie furono asportate e depositate nel Castel dell'Ovo a Napoli, per poi essere solennemente restituite a Camerino nel milleduecentosessionnove per ordine di papa Clemente IV.

Memoria artistica e festeggiamenti

La figura di Venanzio ha ispirato nel corso dei secoli una straordinaria fioritura letteraria comprendente drammi, oratori musicali, poemi, poemetti e carmi scritti sia in latino sia in italiano. Fin dal mille e duecento si svolgono a Camerino solenni manifestazioni religiose e folcloristiche in occasione della sua ricorrenza e nei giorni vicini. Le celebrazioni storiche includono lo svolgimento di un palio, la sfilata ufficiale delle autorità e delle corporazioni, la suggestiva giostra della Quintana, corse, fiere tradizionali, grandi falò e la solenne processione che porta per le vie della città la statua d'argento del martire. Numerosissimi artisti, operando dal Medioevo fino ai giorni nostri, lo hanno raffigurato in affreschi, stampe, monete, sigilli, incisioni, medaglie, ricami, arazzi, statue e preziosi polittici. A coronamento di questa straordinaria eredità spirituale, il santo possiede una bibliografia enorme che continua a studiare e ad approfondire la sua figura, la storia del suo culto e le manifestazioni celebrative a lui dedicate.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Venanzio di Camerino?

San Venanzio si festeggia il diciotto maggio, data in cui si tengono solenni manifestazioni religiose e civili.

Di cosa è patrono San Venanzio?

San Venanzio è il patrono e protettore della città di Camerino.