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lunedì 18 maggio 2026 · Santo del giorno

San Giovanni I

Papa e martire

San Giovanni I

San Giovanni I visse e operò nel sesto secolo, guidando la Chiesa di Roma come pontefice in un tempo di grandi tensioni politiche e religiose. Nato in Toscana, forse nel Senese o nell'Aretino, e figlio di un signorotto di nome Costanzo, salì al Soglio Petrino nel 523, succedendo a Papa Ormisda. Il suo pontificato si svolse mentre l'Italia era governata dai Goti e segnato dal confronto con il re Teodorico, di fede ariana. In quel periodo la questione religiosa si intrecciava profondamente con quella politica, acuita dalle decisioni dell'imperatore d'Oriente Giustino I contro gli ariani d'Oriente. Già anziano, il Pontefice fu costretto dallo stesso Teodorico a guidare una delicata delegazione diplomatica a Costantinopoli. Nonostante l'accoglienza trionfale e la celebrazione storica della Pasqua nella capitale orientale, al suo ritorno in Italia Giovanni subì l'ira del sovrano goto, che lo fece imprigionare a Ravenna.

San Giovanni I è ricordato come papa e martire nel Martirologio per aver affrontato la sofferenza e la morte in carcere a Ravenna nel 526, avvenuta proprio il diciotto maggio. La sua testimonianza di fede e il sacrificio estremo rimangono scolpiti nella memoria della Chiesa, che ne custodisce la figura con profonda devozione. Le sue reliquie furono infatti traslate nella basilica di San Pietro per onorarne la memoria di pastore fedele fino alla fine. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica ogni anno nel giorno della sua nascita al cielo, ricordando il suo coraggio nel compiere la volontà del Signore per il bene del gregge affidato alle sue cure.

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Gli altri santi di oggi

San Felice da Cantalice

Cappuccino

San Felice da Cantalice, nato nel sedicesimo secolo, rappresenta una luminosa testimonianza di umiltà e dedizione evangelica. La sua esistenza si è snodata tra le fatiche del lavoro nei campi e la dedizione assoluta al servizio di Dio nell'ordine dei Cappuccini, abbracciato nell'anno millecinquecentoquarantacinque. La sua figura è ricordata per aver incarnato lo spirito di povertà che è proprio della sua famiglia religiosa, rendendo il gesto del questuare una forma alta di carità cristiana.

A Roma, per quarant'anni, San Felice divenne una presenza familiare e benevola, attraversando le strade della città per sostenere la vita dei suoi confratelli. La sua fama di santità non si limitò ai ceti umili, poiché egli fu guida spirituale preziosa per molti aristocratici, godendo inoltre della stima e dell'amicizia di figure eminenti come San Filippo Neri e Papa Sisto V. Canonizzato da Papa Clemente undicesimo nel millecentosettantadue, egli rimane un modello di vita cristiana che ha saputo unire la semplicità del quotidiano alla profondità del rapporto con il Signore.

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San Felice di Spalato (Salona)

Vescovo e martire

San Felice di Spalato visse nel quarto secolo e offrì la sua vita terrena nella testimonianza suprema del martirio, avvenuto nell'antica Salona. La sua memoria cristiana affonda le radici nei testi più antichi della Chiesa e nella viva devozione dei fedeli, che ancora oggi lo ricordano con profonda fede e gratitudine.

Il santo è particolarmente venerato nella terra di Dalmazia, dove il suo nome è legato alla cittadina di Spalato e alle comunità circostanti. La storia della sua testimonianza e del suo culto si intreccia con vicende di antica storiografia, offrendo una preziosa occasione di riflessione sulla fedeltà a Cristo fino al dono della vita.

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Beata Blandina Merten

Orsolina

Maria Maddalena Merten nacque a Düppennweiler nella Saar, in Germania, il 10 luglio 1883, e visse nel ventesimo secolo fino alla morte avvenuta a Treviri il 18 maggio 1918. Fin da bambina si distinse per una profonda pietà e per una gentilezza costante che mantenne per tutta la vita. Dopo aver ottenuto il diploma di maestra all'Istituto magistrale di Marienau presso Vallendar, divenne un'insegnante stimata e amatissima in varie scuole cattoliche del distretto di Treviri, distinguendosi come una vera campionessa di carità verso i bambini poveri, che provvedeva personalmente a vestire e nutrire. Ella operò non soltanto come educatrice, ma anche come autentica apostola, capace di ispirare la fede con ogni suo gesto e di guidare amorevolmente gli alunni al culto dell'Eucaristia, della Passione e della Vergine Maria. Decisa a seguire la sua vocazione, chiese di entrare nell'Ordine delle Orsoline, fondato nel 1535 a Brescia da Santa Angela Merici per l'educazione delle fanciulle, e fu accolta nel convento di Calvarienberg dove assunse il nome religioso di Blandina del Sacro Cuore. Lì apparteneva all'Ordine di Sant'Orsola, unendo mirabilmente la vita contemplativa e l'impegno nella formazione di ragazze e adolescenti, per poi emettere i voti religiosi il 4 novembre 1913.

Su consiglio del gesuita padre Merk, la giovane religiosa aggiunse il voto di vittima, nutrendo sempre la ferma sicurezza che Gesù avesse accettato questa sua totale offerta. Assegnata alle scuole di Saarbrücken, quasi subito si manifestarono i sintomi della tubercolosi, una malattia all'epoca poco curabile e di grande virulenza mortale, che rese necessario il suo trasferimento nel clima più mite di Treviri. Nonostante la malattia, continuò a insegnare e si caricò di molti lavori straordinari e di supplenza, soprattutto nei nidi d'infanzia, finché dall'autunno del 1916 le febbri e i dolori la costrinsero a rimanere stabilmente in infermeria, inaugurando l'apostolato della sofferenza. In mezzo alle prove, conservò sempre un atteggiamento lieto, alimentato dalla vicinanza della cappella al di là del muro della sua stanza, che la faceva sentire vicinissima a Gesù. Nel maggio del 1918, mentre infuriava la Prima Guerra Mondiale e la città era turbata da continue incursioni aeree, rese l'anima allo Sposo celeste all'età di trentacinque anni. La fama della sua santità si diffuse rapidamente e culminò nella beatificazione proclamata da papa Giovanni Paolo II il 1° novembre 1987.

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San Venanzio di Camerino

Martire

San Venanzio di Camerino è un giovane martire vissuto nel corso del terzo secolo, la cui memoria e la cui testimonianza di fede hanno segnato profondamente la storia religiosa e culturale di Camerino e di tutta l'Italia Centrale. La sua figura si staglia fin dai primi tempi della Chiesa attraverso un culto antichissimo, che ha trovato espressione in monumenti insigni, in solenni manifestazioni liturgiche e in una vasta fioritura artistica e letteraria capace di attraversare i secoli. Giovanissimo quindicenne di nobile famiglia, Venanzio scelse di abbracciare il cristianesimo e di vivere accanto al prete Porfirio, andando incontro alle persecuzioni scatenate dagli editti imperiali.

La sua testimonianza terrena si concluse con il martirio cruento il diciotto maggio del duecentocinquantuno sotto l'imperatore Decio, oppure nel duemilacinquantatré sotto Valeriano, sebbene la tradizione cristiana e i racconti agiografici abbiano tramandato una serie straordinaria di prodigi che accompagnarono la sua prigionia e le sue torture. Egli è ricordato non soltanto come patrono e protettore della città di Camerino, le cui reliquie riposano nella basilica eretta sul luogo della sua sepoltura, ma anche come un luminoso esempio di fortezza interiore e di incrollabile fedeltà a Cristo fino al supremo sacrificio della vita.

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Sant' Erik IX

Re di Svezia

Sant'Erik IX visse nel dodicesimo secolo e fu re di Svezia, guidando il suo popolo con saggezza e distinguendosi per la tutela dei diritti delle donne, come ricorda il martirologio. La sua figura si staglia come l'eroe e il santo nazionale svedese, la cui memoria e le cui reliquie hanno profondamente segnato la storia religiosa e civile della nazione. Egli fu figlio di Jedward, un nome che secondo alcuni storici testimonia l'attività missionaria svolta dall'Inghilterra in Svezia. Nel 1150 Erik fu nominato re dai popoli dello Svealand e seppe guidare la sua terra in un'epoca complessa segnata da tensioni regionali e crociate. La sua esistenza terrena si concluse tragicamente il 18 maggio 1161 a Ostra Aros, dove fu ucciso dai nemici durante una guerra tra i Paesi Scandinavi e la Danimarca, uno Stato vicino alla Svezia e in continua lotta con essa nel passato, le cui vicende richiamano anche la precedente conquista dell'Inghilterra e della Norvegia avvenuta nel secolo undecimo.

Il culto di sant'Erik fiorì immediatamente dopo la sua morte, tanto che trentotto anni dopo il martirio egli era già citato come santo nel diario della chiesa di Vallentuna, e tutte le notizie su di lui e sulle sue reliquie sono anteriori al 1526. La sua festa liturgica si celebra il diciotto maggio, mentre il ventiquattro gennaio si ricorda la solenne traslazione delle reliquie. Il re patrono della Svezia è commemorato anche dalla città di Stoccolma, che porta la sua immagine nel proprio stemma. Per secoli, nel Medioevo, ogni nuovo re svedese pronunciava il giuramento poggiando le mani sulle reliquie di sant'Erik, confermando il legame indissolubile tra la sua eredità spirituale e la sovranità della nazione.

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San Dioscoro di Alessandria

Martire

In Egitto, san Dioscoro, martire, che, figlio di un lettore, dopo molti generi di supplizi, portò a compimento il proprio martirio con la decapitazione.

San Potamone

Vescovo di Eracleopoli

Ad Alessandria sempre in Egitto, santi Potamone, Ortasio, Serapione, sacerdoti e i loro compagni, martiri.

Beato Burcardo di Beinwil

Sacerdote

Nel territorio di Argovie nell’odierna Svizzera, beato Burcardo, sacerdote, che, parroco del villaggio di Beinwil, si dedicò assiduamente all’impegno pastorale verso il gregge a lui affidato.

Beato Guglielmo da Tolosa

A Tolosa sulla Garonna in Francia, beato Guglielmo, sacerdote dell’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino.

Santi Teodoto, Tecusa, Alessandra, Claudia, Faina, Eufrasia, Matrona e Giulitta

Martiri

Ad Ankara in Galazia, nell’odierna Turchia, santi martiri Teódoto e Tecúsa, sua zia, Alessandra, Claudia, Faina, Eufrasia, Matrona e Giulitta, vergini; queste ultime furono dapprima costrette dal governatore alla prostituzione e poi immerse in una palude con dei massi legati al collo.

Beato Martino Giovanni (Marcin Jan) Oprzadek

Sacerdote e martire

In località Hartheim vicino a Linz in Austria, beato Martino Oprządek, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori e martire, che, di nazionalità polacca, nello stesso tempo e allo stesso modo del precedente raggiunse il regno celeste.

Beato Stanislao (Stanislaw) Kubski

Sacerdote e martire

Nel campo di prigionia di Dachau vicino a Monaco di Baviera in Germania, beato Stanislao Kubski, sacerdote e martire, che, in tempo di guerra, rinchiuso in una camera a gas rese lo spirito per Cristo.

San Giovanni Gilabert

Mercedario

Beata Bartolomea Carletti da Chivasso

Vergine clarissa, Fondatrice

Beato Rolando

Abate di Hasnon

Dal Martirologio Romano

San Giovanni I, papa e martire, che, mandato dal re ariano Teodorico a Costantinopoli presso l’imperatore Giustino, fu il primo tra i Romani Pontefici a celebrare in quella Chiesa il sacrificio pasquale; tornato di lì, fu vergognosamente arrestato e gettato in carcere dal medesimo Teodorico, cadendo a Ravenna vittima per Cristo Signore. — Martirologio Romano