18 maggio
Sant' Erik IX
Re di Svezia
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il regno e la crociata in Finlandia
Nel 1150 Erik fu nominato re dai popoli dello Svealand, dando inizio a un governo saggio e attento alla tutela dei diritti delle donne. Durante il suo regno, Erik organizzò una crociata nella vicina Finlandia pagana, un'impresa che avrebbe cambiato il destino dei territori settentrionali. Al termine della spedizione, il re lasciò in Finlandia Enrico, vescovo della vecchia Uppsala, con il compito di continuare l'evangelizzazione dei popoli finni occidentali. La tradizione presenta Erik IX come il fondatore del dominio svedese sulla Finlandia, un legame politico e culturale che portò all'unione dei due Stati e popoli durata quasi seicentocinquanta anni, prima del definitivo distacco della Finlandia dalla Svezia avvenuto nel 1809.
Il martirio a Ostra Aros
Il diciotto maggio 1161, re Erik IX il Santo fu attaccato dai nemici durante una cruenta guerra tra i Paesi Scandinavi e la Danimarca. L'aggressione fu guidata dal principe danese Magnus Henriksson, in un contesto di tensioni storiche tra i regni vicini. L'attacco avvenne mentre il sovrano stava ascoltando la Messa nella chiesa della Trinità di Ostra Aros, l'odierna Uppsala. Dimostrando grande fede, il re volle continuare ad assistere alla Messa fino alla fine prima di affrontare gli assalitori. Nella mischia successiva, Erik fu ucciso con un colpo di spada alla gola, un dettaglio drammatico che è stato successivamente confermato dalle ricognizioni compiute sulle sue reliquie.
Le reliquie e la nuova Uppsala
Dopo il martirio, il corpo del sovrano fu sepolto nel Duomo di Gamla Uppsala, e il popolo iniziò subito a venerare le sue reliquie, considerandolo la figura più rappresentativa del Cristianesimo in Svezia. Nel frattempo, tre anni dopo l'uccisione del re, papa Alessandro III unì le quattro diocesi svedesi in un'unica archidiocesi con sede a Uppsala, nominando primo arcivescovo il monaco cistercense Stefano del monastero di Alvastra, il quale era stato consacrato in Francia. Verso il 1245 la cattedrale di Gamla Uppsala fu in gran parte distrutta da un incendio. La vecchia Uppsala perse progressivamente importanza anche a causa dello spostamento del delta del fiume Fyris verso Ostra Aros e della conseguente perdita del porto fluviale, spingendo la sede arcivescovile a trasferirsi a Ostra Aros. Nel 1271 iniziò così la costruzione della nuova cattedrale di Uppsala con la partecipazione di maestranze francesi. Il ventiquattro gennaio 1273 le reliquie di sant'Erik IX furono traslate nella nuova cattedrale con una solenne processione che partì da Gamla Uppsala. Per circa tre secoli, ogni anno il diciotto maggio si teneva una solenne processione delle reliquie attraverso i campi che collegavano i due antichi centri di Uppsala.
La Riforma e la memoria storica
Le reliquie di sant'Erik ebbero una storia distinta nelle vicende reali svedesi, e il culto continuò a vivere in varie forme nonostante il mutare dei tempi. Nel 1526, con l'affermazione del luteranesimo in Svezia, furono bruscamente soppresse le manifestazioni in onore di sant'Erik, compreso il culto delle reliquie, l'esposizione delle immagini e lo svolgimento delle tradizionali processioni. Nonostante la rottura portata dalla Riforma Protestante, la figura di sant'Erik è rimasta saldamente impressa nella coscienza collettiva, tanto che egli è considerato da secoli l'eroe e il santo nazionale svedese, testimoniato storicamente sin dal dodicesimo secolo.
Il cammino di un sovrano
La figura di Sant' Erik IX emerge con vigore nel contesto del dodicesimo secolo, un tempo di mutamenti profondi per le terre del Nord. Asceso al trono dello Svealand nel 1150, Erik non limitò il suo regnare alla mera amministrazione del territorio, ma si fece promotore di una visione cristiana che travalicava i confini del proprio dominio. La sua opera fu caratterizzata da una ferma volontà di consolidare la fede, un impegno che lo condusse a organizzare una spedizione in Finlandia, cercando di portare il messaggio evangelico oltre il mare. Il suo governo fu segnato da una costante tensione verso l'ordine e la giustizia, elementi che egli considerava il fondamento imprescindibile di ogni regno cristiano.
La vita di questo re si intreccia con i luoghi simbolo della storia svedese, come Gamla Uppsala, testimone di un passato che egli cercò di orientare verso una nuova luce. Tuttavia, il tempo della sua reggenza fu turbato dalle dinamiche politiche del periodo, che videro contrapporsi fazioni diverse per il controllo della corona. La fine di Sant' Erik giunse in modo drammatico presso Ostra Aros il 18 maggio 1161, dove egli affrontò in battaglia il pretendente Magnus Henriksson. In quel frangente, il sovrano non esitò ad affrontare il destino, pagando con la vita la difesa del suo regno. La memoria di tale evento non si è spenta con la sua morte, ma è divenuta il seme di una venerazione che ha attraversato i secoli, trovando il suo culmine nel trasferimento delle sue spoglie mortali presso la cattedrale di Uppsala nel 1273, un atto solenne che sancì definitivamente il suo posto nel cuore dei fedeli e nella storia della nazione.
La memoria e il culto
La devozione verso Sant' Erik IX si è radicata profondamente nel tempo, trascendendo la sua dimensione di sovrano per divenire un punto di riferimento spirituale per tutta la Svezia. Il riconoscimento della sua figura come patrono della nazione e della città di Stoccolma testimonia come il suo esempio sia stato accolto e custodito con cura dalle generazioni successive. La Chiesa ha stabilito il 18 maggio come data per celebrarne la memoria liturgica, richiamando alla mente il giorno del suo estremo sacrificio. A questa ricorrenza si affianca la memoria del 24 gennaio, giorno in cui, nel 1273, le sue reliquie furono traslate nella cattedrale di Uppsala, un momento che segnò il consolidamento definitivo del suo culto. Ancora oggi, guardare alla figura di Sant' Erik significa riflettere sulla responsabilità di chi guida e sulla dedizione necessaria per servire la comunità, offrendo un modello di coerenza che invita alla preghiera e alla meditazione sul senso ultimo della propria esistenza.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Erik IX?
Si celebra il diciotto maggio, mentre il ventiquattro gennaio si ricorda la traslazione delle reliquie.
Di cosa è patrono Sant'Erik IX?
Sant'Erik IX è il patrono della Svezia.
A Uppsala in Svezia, sant’Eric IX, re e martire, che durante il suo regno si prodigò nel governare con saggezza il popolo e nel tutelare i diritti delle donne; mandò in Finlandia il vescovo sant’Enrico per diffondervi la fede di Cristo e, infine, aggredito mentre partecipava alla celebrazione della Messa, cadde pugnalato per mano dei suoi nemici. — Martirologio Romano