5 aprile
San Vincenzo Ferreri
Sacerdote
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e lo scisma
Due mesi dopo il suo ritorno definitivo da Avignone a Roma, papa Gregorio XI muore nel marzo 1378. Nell'Urbe tumultuante si invoca un papa romano o almeno italiano. I cardinali, in maggioranza francesi, eleggono il napoletano Bartolomeo Prignano con il nome di Urbano VI. Urbano VI si scontra subito con i suoi elettori. La crisi porta a un controconclave nel settembre 1378. Nel controconclave i cardinali eleggono papa Roberto di Ginevra con il nome di Clemente VII. Clemente VII torna ad Avignone. Con questi eventi comincia lo scisma d'Occidente, che durerà trentanove anni. La Chiesa risulta spaccata e i regni d'Europa si schierano chi con Urbano e chi con Clemente. I futuri santi sono divisi tra le due obbedienze. Caterina da Siena scrive ai cardinali definendoli matti e si schiera con il Papa di Roma. L'aragonese Vincenzo Ferrer, chiamato anche Ferreri in Italia, si schira con il Papa di Avignone. Il re di Vincenzo aderisce al Papa di Avignone.
Nel mondo avignonese
Nei primi anni dello scisma Vincenzo collabora con il cardinale aragonese Pedro de Luna. Pedro de Luna è il braccio destro del Papa di Avignone. Nel 1394 Pedro de Luna succede al Papa di Avignone diventando Benedetto XIII. Benedetto XIII è considerato vero Papa per gli uni e antipapa per gli altri. Benedetto XIII sceglie Vincenzo Ferrer come proprio confessore. Vincenzo Ferrer diventa uno dei più autorevoli personaggi del mondo avignonese. Vincenzo è autorevole ma sempre più inquieto a causa della divisione della Chiesa. Si arriva alla situazione di tre Papi contemporanei. Il Concilio riunito a Costanza, in Germania, dal novembre 1414 chiede ai tre Papi di dimettersi tutti insieme. Le dimissioni congiunte avrebbero aperto la via all'elezione del Papa unico. Benedetto XIII resta irremovibile di fronte alla richiesta del Concilio. Dopo tante esortazioni e preghiere inascoltate, per Vincenzo arriva la prova più dura. Vincenzo deve annunciare all'amico Benedetto XIII che il regno d'Aragona non lo riconosce più come Papa. Questo annuncio rappresenta un doloroso momento per Vincenzo e un passo importante per la riunificazione. La riunificazione della Chiesa avverrà nel 1417. Vincenzo è uno dei restauratori dell'unità della Chiesa, operando anche fuori dai vertici.
La predicazione e il compimento
Spagna, Savoia, Delfinato, Bretagna e Piemonte ricordano a lungo Vincenzo come vigoroso predicatore in chiese e piazze. Mentre le gerarchie si combattevano, Vincenzo manteneva l'unità tra i fedeli. Vincenzo compie vent'anni di predicazione. Milioni di ascoltatori sono raggiunti dalla parola viva di Vincenzo. La predicazione di Vincenzo mescola il sermone alla battuta e l'invettiva contro la rapacità laica ed ecclesiastica. La predicazione include aneddoti divertenti e la descrizione di usanze singolari conosciute nei suoi viaggi. Nelle prediche sul Giudizio Universale non mancano tremendi annunci di castighi e momenti di forte tensione emotiva. Vincenzo cammina e predica per circa vent'anni. La morte coglie Vincenzo in viaggio a Vannes, in Bretagna. San Vincenzo Ferrer rese lo spirito a Dio a Vannes, in Bretagna, in Francia, nel 1419. Vincenzo è proclamato santo nel 1458 da papa Callisto III, suo compatriota.
La vita e la missione
Nato in Aragona, Vincenzo manifestò presto una profonda attitudine agli studi e alla vita religiosa. La sua solida preparazione intellettuale lo portò a insegnare teologia e filosofia nelle importanti città di Lérida e Valencia, dove seppe coniugare la precisione della dottrina con una viva passione spirituale. La sua sapienza non rimase confinata nelle aule accademiche: egli divenne infatti uno stretto collaboratore e confessore del pontefice avignonese Benedetto XIII, svolgendo un ruolo di grande delicatezza in un momento storico complesso per la Chiesa.
Con grande onestà e fedeltà alla verità, fu proprio Vincenzo a comunicare a Benedetto XIII la dolorosa decisione del regno d'Aragona di revocare il proprio riconoscimento al pontefice. Successivamente, la sua vocazione lo spinse lungo le strade del continente: per ben vent'anni si dedicò a una predicazione itinerante che toccò l'Aragona, la Savoia, il Delfinato, il Piemonte e la Bretagna. Consumato dalle fatiche del suo ministero apostolico, Vincenzo concluse il suo pellegrinaggio terreno a Vannes, in Bretagna, lasciando una profonda scia di fede e conversione.
Il culto e la memoria
Il ricordo della santità di Vincenzo Ferreri si diffuse rapidamente in tutta Europa, sostenuto dalle testimonianze di quanti avevano ascoltato la sua voce e sperimentato la sua carità. Nel 1458, papa Callisto III ne decretò solennemente la canonizzazione, elevando questo sacerdote agli altari e proponendolo come modello di vita apostolica per l'intera cristianità.
La sua memoria liturgica principale ricorre il 5 aprile, giorno della sua nascita al cielo, mentre l'Ordine Domenicano, a cui egli appartenne, lo commemora solennemente il 5 maggio, perpetuando il legame profondo con la sua famiglia spirituale.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Vincenzo Ferreri?
La data di culto di san Vincenzo Ferrer è il cinque aprile. L'Ordine Domenicano ricorda san Vincenzo Ferrer il cinque maggio.
Chi era San Vincenzo Ferreri?
San Vincenzo Ferreri fu un sacerdote spagnolo dell'Ordine dei Predicatori, insegnante di teologia, autore spirituale e instancabile predicatore in Europa.
San Vincenzo Ferrer, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, spagnolo di nascita, fu instancabile viaggiatore tra le città e le strade dell’Occidente, sollecito per la pace e l’unità della Chiesa; a innumerevoli popoli predicò il Vangelo della penitenza e l’avvento del Signore, finché a Vannes in Bretagna, in Francia rese lo spirito a Dio. — Martirologio Romano