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Oggi la Chiesa celebra: Pasqua di Risurrezione

domenica 5 aprile 2026 · Santo del giorno

San Vincenzo Ferreri

Sacerdote

San Vincenzo Ferreri

San Vincenzo Ferreri nacque a Valencia, in Spagna, nel 1350. Visse nel quattordicesimo secolo e fu un sacerdote dell'Ordine dei Predicatori, nonché un dotto frate domenicano e insegnante di teologia e filosofia a Lérida e a Valencia. Fu autore di un trattato di vita spirituale ammiratissimo nel suo Ordine. Egli è ricordato come un instancabile viaggiatore tra le città e le strade dell'Occidente, sollecito per la pace e l'unità della Chiesa in un'epoca di profonda divisione. Predicò a innumerevoli popoli il Vangelo della penitenza e l'avvento del Signore, compiendo vent'anni di predicazione in Spagna, Savoia, Delfinato, Bretagna e Piemonte.

Mentre le gerarchie si combattevano nello scisma d'Occidente, San Vincenzo mantenne l'unità tra i fedeli, operando anche fuori dai vertici per la riunificazione della Chiesa, che avverrà nel mille quattro cento diciassette. Morì a Vannes, in Bretagna, in Francia, nel 1419. Fu proclamato santo nel 1458 da papa Callisto III, suo compatriota. La sua memoria liturgica si celebra il cinque aprile, mentre l'Ordine Domenicano lo ricorda il cinque maggio.

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Gli altri santi di oggi

Santa Ferbuta

Vedova, martire in Persia

Santa Ferbuta visse nel quarto secolo in Persia, ed è una figura venerata nella memoria della Chiesa sebbene la sua storia sia avvolta da complesse stratificazioni testuali. La santa è menzionata molte volte nei martirologi orientali e occidentali sotto date e nomi differenti, che includono Pherbutha, Thermutha, Thermo, Derphuta, Tartufa e Tbarbo, dove quest'ultima variante risulta la più vicina all'originale persiano. La fonte principale della sua vita è la Historia Ecclesiastica di Sozomeno, ritenuta una fonte assai inquinata, a cui ulteriori imprecisioni sono state aggiunte da commentatori posteriori. Il Martirologio attesta santa Ferbuta a Seleucia in Persia come vedova, sorella del vescovo san Simeone, martirizzata insieme alla sua serva sotto il regno di Sabor II.

Ferbuta era sorella di san Simeone Bar-Sabbàeé, vescovo di Seleucia-Ctesifonte, il quale fu uno dei più illustri martiri della persecuzione di Sapore ed è stato ucciso probabilmente il diciassette aprile del trecentoquarantuno. Secondo Sozomeno e gli scrittori dipendenti da lui, Ferbuta era una vergine consacrata a Dio, mentre secondo le fonti siriache Ferbuta era vedova ma decisa a osservare una perfetta castità. La santa affrontò il martirio a Seleucia nel trecentoquarantadue, un anno dopo la morte del fratello, lasciando un'impronta profonda nella tradizione agiografica orientale e occidentale.

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San Geraldo

Abate di Grande-Sauve

San Geraldo, conosciuto in francese anche con il nome di Geraud, nacque a Corbie verso l'anno 1025 nell'undicesimo secolo ed è ricordato come un abate di profonda fede che guidò importanti comunità monastiche. Affidato fin da fanciullo dai suoi genitori all'abbazia di Corbie, ascese all'incarico di cellerario e fu protagonista di un pellegrinaggio in Italia insieme all'abate Folco, durante il quale ricevette l'ordinazione sacerdotale direttamente da papa Leone IX al Monte Gargano. Dopo aver guidato il restauro della chiesa abbaziale di Corbie e aver superato le sue sofferenze fisiche per intercessione di san Adalardo, visse una stagione di intensa dedizione ecclesiale, culminata nella fondazione del grande monastero della Grande-Sauve. La sua esistenza si spese interamente nell'obbedienza alla regola di san Benedetto, promuovendo la riforma monastica, l'evangelizzazione e la cura delle anime.

Nel corso del suo cammino spirituale, San Geraldo guidò numerose fondazioni che portarono prosperità e splendore, istituendo persino un ordine cavalleresco per la lotta contro i Mori in Spagna e governando con saggezza una congregazione fiorente. Spirato alla Grande-Sauve il 5 aprile 1095, il suo corpo fu inumato nella chiesa della Madonna e successivamente elevato nel mese di giugno del 1126, prima di ricevere la solenne canonizzazione il 27 aprile 1197 da parte di papa Celestino III. La memoria di questo abate insigne continua a vivere attraverso le fonti storiche tramandate dai Bollandisti e nel culto liturgico che la Chiesa celebra nei giorni stabiliti.

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Santa Giuliana di Cornillon o di Liegi

Vergine

Santa Giuliana di Liegi, nata a Retinne nel millecentonovantuno, è una figura luminosa della spiritualità del tredicesimo secolo. Rimasta orfana in tenera età, trovò rifugio e formazione presso il monastero agostiniano di Mont-Cornillon, dove maturò una profonda vocazione religiosa che la condusse a divenire priora nel milleduecentotrenta. La sua vita fu segnata da una dedizione assoluta al mistero dell'Eucaristia, al centro della sua intensa esperienza mistica.

La santa è ricordata per aver ricevuto visioni che la spinsero a promuovere con coraggio l'istituzione di una festa dedicata al Corpus Domini. Nonostante le aspre opposizioni incontrate all'interno del clero, che la costrinsero a lasciare il suo convento nel milleduecentoquarantotto, ella non abbandonò il suo impegno spirituale. Trascorse i suoi ultimi anni in vari monasteri cistercensi, fino alla morte avvenuta a Fosses-La-Ville nel milleduecentocinquantotto, lasciando un'eredità di fede che continua a nutrire la devozione eucaristica universale.

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Santa Maria Crescentia Hoss

Vergine, terziaria francescana

Santa Maria Crescentia Hoss nacque il 20 ottobre 1682 a Kaufbeuren, in Germania, una libera città imperiale che all'epoca contava circa duemilacinquecento abitanti, dei quali due terzi erano protestanti. Il padre era un modesto tessitore di lana e la fanciulla, il cui nome di battesimo era Anna, divenne anch'essa tessitrice. Già a scuola si distinse per la sua intelligenza e la sua devozione. La sua massima aspirazione era entrare nel monastero delle Francescane di Kaufbeuren, ma i suoi genitori erano troppo poveri per pagare la dote richiesta. Poté entrare in religione solo grazie all'aiuto decisivo del sindaco protestante, avviando un percorso spirituale straordinario che l'avrebbe vista guidare con sapienza il monastero e offrire consiglio a migliaia di persone provenienti da tutta Europa, fino alla morte avvenuta il 5 aprile 1744, giorno di Pasqua.

Nel corso della sua esistenza nel diciottesimo secolo, la Santa visse una fede profonda forgiata dall'amore gioioso verso Dio e dalla partecipazione viva all'agonia di Cristo. Da lei fuoriuscivano doti umane e morali talmente affascinanti che nessuno poteva resistere all'avvicinarla. Fu un'ausiliatrice previdente e assennata per un numero straordinario di persone, nonché consigliera illuminata sia per chi viveva in religione sia per chi viveva nel secolo. La sua opera si estese ben oltre le mura claustrali, toccando le più alte cariche dell'Impero e le coscienze di innumerevoli fedeli, cattolici e protestanti, guadagnandole una fama di santità che è giunta intatta fino alla canonizzazione proclamata il 25 novembre 2001.

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Santa Caterina Thomas

Vergine

Santa Caterina Thomas nacque nel sedicesimo secolo, precisamente il primo maggio 1531, nel paese di Valldemoza sull'isola di Maiorca, nelle Baleari, in Spagna. Era la penultima di sette figli di un modesto contadino di nome Giacomo e crebbe in una famiglia caratterizzata da una fede semplice e profonda. Rimasta orfana a soli sette anni, si trasferì dagli zii presso la tenuta Son Gallard, dove conduceva il bestiame al pascolo e svolgeva lavori domestici. La lontananza della chiesa rendeva difficile la sua partecipazione regolare alle funzioni religiose, ma la sua anima fu fin da subito attrinta dalle cose divine. Povera di beni materiali, ma ricca di spirito, non possedendo una corona del Rosario imparò a recitare le Ave Maria contando le foglie di un ramoscello d'ulivo. Era abituata a camminare a piedi nudi anche tra i cardi spinosi per comprendere il significato della sofferenza attraverso le piccole ferite, e prese come speciale protettrice la santa vergine e martire di cui portava il nome.

Nel corso della sua esistenza terrena, entrò nell'Ordine delle Canoniche regolari di Sant'Agostino, distinguendosi per una straordinaria dedizione alla preghiera e alla penitenza. La tradizione e i documenti storici ricordano le sue profonde estasi, la sua carità verso il prossimo e la sua costante ricerca di Dio, che la portarono a essere proclamata santa da Papa Pio XI il ventidue giugno 1930. La sua vita religiosa fu segnata da prove intense, da una grande devozione per la Passione di Cristo e per l'Eucaristia, e da una totale abnegazione della propria volontà. Oggi la Chiesa la ricorda il cinque aprile, giorno successivo alla sua nascita al cielo avvenuta nel mille cinquecento settantaquattro, celebrandone la memoria liturgica e l'esempio luminoso di virtù cristiana.

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Beato Mariano de la Mata Aparicio

Sacerdote agostiniano

Il Beato Mariano de la Mata Aparicio visse nel corso del ventesimo secolo, lasciando un segno indelebile di carità e dedizione sacerdotale tra la Spagna e il Brasile. Nato nel 1905 in terra spagnola da una famiglia profondamente cristiana, scelse giovanissimo la via della consacrazione religiosa nell'Ordine Agostiniano, seguendo l'esempio di tre suoi fratelli. Dopo aver completato la formazione e ricevuto l'ordinazione presbiterale nel 1930, spese i primi anni del suo ministero nella terra d'origine prima di essere destinato in Brasile. In questa nuova terra d'adozione, svolse per oltre cinquant'anni un'intensa attività educativa, pastorale e di governo, guadagnandosi l'affetto profondo della cittadinanza di São Paulo grazie alla sua straordinaria semplicità e bontà.

Egli è ricordato non soltanto come un religioso fedele e osservante dei compiti ministeriali, ma soprattutto come un autentico messaggero della carità per i più deboli e dimenticati. La sua vita si spese interamente accanto ai bambini, agli anziani, ai malati e ai poveri, divenendo un punto di riferimento luminoso prima della sua morte avvenuta nel 1983. La Chiesa ne ha riconosciuto la santità attraverso il processo di beatificazione celebrato il 5 novembre 2006 sotto il pontificato di Benedetto XVI, a soli ventitré anni dalla sua scomparsa terrena.

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Beata Caterina di Maria (Josefa Saturnina Rodríguez)

Vedova e fondatrice

La Beata Caterina di Maria, al secolo Josefa Saturnina Rodríguez, fu una figura luminosa del diciannovesimo secolo, capace di incarnare la dedizione assoluta al servizio della Chiesa nella sua terra natale, l'Argentina. Nata a Córdoba nel 1823, visse un'esistenza segnata da tappe fondamentali che la condussero, attraverso il sacramento del matrimonio e la successiva vedovanza, a una consacrazione totale al Signore. La sua memoria rimane viva oggi per aver saputo trasformare il proprio dolore personale e la propria sensibilità spirituale in un'opera di carità feconda, che ha attraversato le frontiere geografiche della sua regione per donare sollievo e conforto ai bisognosi.

È ricordata come la fondatrice della congregazione delle Ancelle del Cuore di Gesù, istituto che vide la luce nel 1872 sotto la sua guida sapiente. La sua vita, conclusasi a Córdoba nel 1896, rappresenta un esempio di fedeltà evangelica che ha saputo rispondere alle necessità del proprio tempo con umiltà e determinazione. Beatificata da Papa Francesco nel 2017, la sua figura continua a essere un punto di riferimento per coloro che, nelle diverse condizioni della vita, cercano di porre il Cuore di Cristo al centro della propria missione quotidiana, testimoniando la bellezza di una chiamata che non conosce confini.

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Santi Martiri di Persia

Nello stesso luogo, commemorazione di centoundici uomini e nove donne, martiri, che, radunati da varie parti nelle città regie di Persia, essendosi rifiutati con fermezza di rinnegare Cristo e adorare il fuoco, per ordine dello stesso re furono dati al rogo.

Santi Martiri di Aquae Regiae (di Regiis)

Ad Arbal in Mauritania, nel territorio dell’odierna Algeria, passione dei santi martiri che durante la persecuzione del re ariano Genserico furono uccisi in chiesa il giorno di Pasqua; il loro lettore fu trafitto da una freccia alla gola, mentre dal pulpito cantava l’Alleluia.

Sant' Alberto di Montecorvino

Vescovo

A Montecorvino in Puglia, sant’Alberto, vescovo, che dedicò la sua vita alla preghiera continua a Dio e al bene di tutti i poveri.

Beati Corrado di Sassonia e Stefano di Ungheria

Martiri

Beato Antonio Blasi

Arcivescovo di Atene

Beato Raimondo di Monteolivo

Cavaliere mercedario

Sant' Irene di Salonicco

Martire

A Salonicco nella Macedonia, ora in Grecia, santa Irene, vergine e martire, che per aver disatteso l’editto di Diocleziano conservando nascosti i libri sacri fu portata in un pubblico lupanare e poi messa al rogo per ordine del governatore Dulcezio, sotto il quale anche le sue sorelle Agape e Chiona avevano precedentemente subito il martirio.

Dal Martirologio Romano

San Vincenzo Ferrer, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, spagnolo di nascita, fu instancabile viaggiatore tra le città e le strade dell’Occidente, sollecito per la pace e l’unità della Chiesa; a innumerevoli popoli predicò il Vangelo della penitenza e l’avvento del Signore, finché a Vannes in Bretagna, in Francia rese lo spirito a Dio. — Martirologio Romano