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25 giugno

Sant' Adalberto di Egmond

Diacono ed abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e le fonti storiche

Le notizie riguardanti sant'Adalberto emergono da una documentazione definita da fonti assai tardive e poco attendibili. La principale testimonianza biografica, la Vita di Adalberto, fu composta per ordine di Egberto, vescovo di Treviri tra il 977 e il 993, e redatta da Ruoperto, monaco di Mettlach. Il santo nacque in Inghilterra e da lì si trasferì in Olanda al seguito di san Willibrordo. In terra frisona fu discepolo e zelante collaboratore di san Willibrordo nella evangelizzazione delle popolazioni locali. Intorno alla sua figura sono fiorite nei secoli diverse ipotesi genealogiche e anagrafiche, tra cui quelle che parlano di una sua origine reale o che tentano di identificarlo con san Ethelberto, re del Kent. Gli studiosi hanno anche ipotizzato un legame con Adalberto di Echternach, morto nel 739 e successore di san Willibrordo nel governo di quell'abbazia, sebbene tali accostamenti siano considerati soltanto ipotesi gratuite. Un riscontro più solido proviene dalla probabile identificazione con l'omonimo abate che sottoscrisse un diploma di Pipino a san Willibrordo nel 714 insieme ad altri abati. Di lui si tramanda con certezza lo stato clericale, essendo stato diacono e definito con l'appellativo di levita Christi. Nel corso del suo ministero fondò una chiesa ad Egmond, presso Alkmaar, nell'Olanda del nord. Si ignora l'anno esatto della sua morte, ma gli studiosi concordano nel ritenere che, se è corretta l'identificazione con l'Adalberto del diploma di Pipino, la sua morte dovette avvenire dopo il 514, inteso come dopo il 714.

Il culto e le reliquie

Il culto di sant'Adalberto si radicò profondamente nel tempo, lasciando tracce documentarie a partire dal decimo secolo. Il suo nome compare nel decimo secolo nelle litanie di Utrecht premesse al Salterio di Wolbodone e nel Breviario delle reliquie di san Bavone di Gand. La tradizione localizza il suo sepolcro ad Egmond, luogo dove il santo risulta particolarmente venerato. Al tempo di Carlo il Semplice, nel 923, il conte Teodorico II eresse a Egmond un monastero che portava il nome di Adalberto. Agli inizi del decimo secolo le reliquie di Adalberto furono racchiuse in una artistica cassa da Teodorico I, conte d'Olanda. Esse rimasero custodite nell'abbazia di Egmond fino al 1573, anno in cui la stessa abbazia fu devastata e le reliquie si credettero perdute. Dopo secoli di oblio, le reliquie furono ritrovate alla metà del diciannovesimo secolo nella chiesa di San Bernardo di Haarlem. Successivamente, nel 1890, le reliquie furono trasferite nella chiesa parrocchiale di Egmond. Molti miracoli gli furono attribuiti nella Vita citata e in un altro scritto composto ad Egmond tra il dodicesimo e il quattordicesimo secolo. Il santo è onorato specialmente nelle diocesi di Haarlem, di Utrecht e di Treviri, oltre che nelle diocesi di Treviri e di Colonia. Il Martirologio lo ricorda a Egmond in Frisia, nell'odierna Olanda, come sant'Adalberto, diacono e abate, che aiutò san Villibrordo nell'evangelizzazione. La iconografia tradizionale lo raffigura come diacono, indossando la dalmatica e con una corona ai piedi. La presenza benedettina a Egmond ha trovato nuovo vigore grazie al recente restauro operato dalla congregazione di Francia o di Solesmes, la quale ha fondato a Egmond un priorato dedicato ad Adalberto.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Adalberto di Egmond?

Il santo è festeggiato il venticinque giugno nel Martirologio Romano e in quello benedettino.

Di cosa è patrono sant'Adalberto di Egmond?

I fatti biografici forniti non menzionano alcun patronato specifico per questo santo.

A Egmond in Frisia, nell’odierna Olanda, sant’Adalberto, diacono e abate, che aiutò san Villibrordo nell’evangelizzazione. — Martirologio Romano