26 gennaio
Sant' Agostino (Eystein) Erlandsson
Arcivescovo
Aggiornato il 15 settembre 2026
Le origini e il cammino episcopale
Eystein nacque in una famiglia norvegese molto stimata e conosciuta del dodicesimo secolo. Parte della sua esistenza si svolse all'ombra del trono norvegese del suo tempo, offrendo i suoi servigi come cappellano di corte del re Inge Krokrygg, detto il gobbo. Nel 1157, lo stesso re Inge Krokrygg nominò Eystein arcivescovo di Nidaros, e la consacrazione episcopale avvenne qualche tempo dopo tale nomina. Durante questi anni, sotto il regno congiunto dei figli del re Araldo, vale a dire Sigur Mund, Inge Krokrygg ed Eystein, avvenne l'importante organizzazione della Chiesa norvegese. Un passaggio fondamentale si era già delineato nel 1152, anno in cui i re norvegesi stipularono un accordo con il legato pontificio cardinale Niccolò di Albano. In virtù di quell'intesa fu eretta la sede arcivescovile di Nidaros, odierna Throndhjem, nominando il primo arcivescovo come capo della nuova provincia ecclesiastica. Prima del 1152, la facoltà sulla sede ecclesiastica apparteneva invece all'arcivescovo di Land.
I rapporti con i sovrani e l'esilio
Nel corso del suo ministero, Eystein incoronò re il giovanissimo Magnus V, figlio di Erling Stakke, mantenendo buoni rapporti con lui e con i suoi sostenitori. Di ben altra natura furono invece i legami successivi, poiché Eystein visse rapporti difficili con il re Sverre Sigurdsson, il successore che spodestò Magnus V. Questo aspro contrasto con il re Sverre Sigurdsson causò al presule un allontanamento dalla patria durato tre anni. Durante questo periodo di lontananza, nel 1183, Eystein Erlandsson ritornò dal suo esilio trascorso in Inghilterra. Fu soltanto dopo questi tre anni di esilio che Eystein si pacificò felicemente con il re Sverre Sigurdsson, potendo così riprendere pienamente la sua missione pastorale.
L'opera architettonica e la cattedrale
La cura pastorale del santo si espresse anche attraverso la cura materiale e spirituale dei luoghi sacri della sua sede. La preesistente cattedrale di Nidaros era stata fatta costruire in stile romanico con una sola navata dal re Olaf Kyrre, morto nel 1093. Con il passare del tempo, la vecchia cattedrale divenne tuttavia insufficiente per le celebrazioni liturgiche. Volendo una cattedrale più bella per la Norvegia, fu fabbricata una navata trasversale che non era ancora terminata nel 1161. Successivamente, nel 1183, anno del suo ritorno dall'Inghilterra, fu iniziata una completa ricostruzione della chiesa in stile gotico. La costruzione imponente della cattedrale continuò con slancio anche dopo la morte di Eystein, avvenuta nel 1188.
Il culto e la memoria
Eystein fu subito venerato come santo per le virtù della sua vita e per lo zelo profuso nella difesa dei diritti della Chiesa contro le sopraffazioni dei potenti. A Trondheim, in Norvegia, si ricorda sant'Agostino Eystein Erlandsson come vescovo che difese tenacemente la Chiesa contro i sovrani e la accrebbe con mirabile premura. Il nome latinizzato con cui compare nei testi liturgici è Agostino, e il Martirologio Romano colloca la sua festa al 26 gennaio.
Il ministero
La parabola umana e spirituale di Eystein Erlandsson si svolge interamente nel cuore del XII secolo. Nominato arcivescovo di Nidaros nel 1157, egli assunse su di sé la responsabilità di guidare la comunità cristiana in una Norvegia che cercava stabilità e identità. La sua autorità si espresse con chiarezza nei momenti cruciali della vita pubblica, come quando fu chiamato a compiere l'atto solenne dell'incoronazione di re Magnus V. Tale evento segnò non solo il prestigio del suo ufficio episcopale, ma anche il profondo legame tra la cura delle anime e la vita civile della nazione.
Tuttavia, la fedeltà ai principi del Vangelo e alla libertà della Chiesa non lo preservò dalle asprezze del tempo. Il contrasto con il re Sverre Sigurdsson divenne fonte di sofferenza e prova, costringendo il presule a un esilio durato tre anni. Durante questo periodo, lontano dalla sua cattedra, egli ebbe modo di visitare l'Inghilterra, arricchendo la sua visione e il suo spirito. Al suo rientro, la dedizione al ministero non venne meno. Nel 1183, egli avviò la ricostruzione della cattedrale di Nidaros, imprimendo alla struttura i tratti dello stile gotico. Questa opera, intrapresa con sollecitudine pastorale, resta il segno tangibile di un uomo che seppe edificare la Chiesa sia nel cuore dei fedeli che nelle pietre della sua cattedrale. La sua morte, avvenuta a Nidaros nel 1188, chiude una vita spesa interamente per la difesa e l'edificazione del gregge a lui affidato, lasciando un'impronta indelebile nella memoria del popolo norvegese e della Chiesa universale.
Memoria liturgica
La figura di Sant'Agostino, il cui nome è legato alla memoria liturgica del 26 gennaio nel Martirologio Romano, continua a interpellare la coscienza dei fedeli. La sua esistenza, segnata dall'esilio e dalla solerzia costruttiva, invita alla riflessione sulla perseveranza del pastore di fronte alle tempeste della storia. Il fatto che la Chiesa ne celebri il ricordo conferisce al suo operato una dimensione di perenne attualità, superando i confini del tempo e dello spazio.
La memoria di questo arcivescovo non è soltanto un richiamo al passato, ma un invito a riconoscere come la fedeltà alla propria chiamata possa tradursi in un bene comune duraturo. La cattedrale di Nidaros, voluta e plasmata sotto la sua guida, rimane il simbolo visibile di questa missione: un luogo dove la fede si fa arte e la sofferenza dell'esilio si trasforma in un rinnovato slancio verso l'edificazione della casa di Dio. Celebrare la sua festa significa onorare chi ha saputo servire con dignità e sobrietà, testimoniando la bellezza del Vangelo attraverso le vicende alterne della vita umana.
Domande frequenti
Quando si festeggia sant'Agostino Eystein Erlandsson?
La festa di sant'Agostino Eystein Erlandsson si celebra il 26 gennaio nel Martirologio Romano.
A Trondheim in Norvegia, sant’Agostino (Eystein) Erlandssön, vescovo, che difese tenacemente contro i sovrani la Chiesa a lui affidata e la accrebbe con mirabile premura. — Martirologio Romano