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7 aprile

Sant' Aiberto di Crespin

Monaco

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la chiamata

Aiberto nacque a Espain, a pochi chilometri da Tournai, nel 1060. Il padre si chiamava Albaldo ed era un uomo d'armi, mentre la madre si chiamava Elvide. Fin da fanciullo mostrò una grande tendenza alla pietà. Egli si levava da letto la notte per pregare con maggior raccoglimento e praticava spesso lunghi digiuni. Ogni giorno recitava in solitudine, in ginocchio o prostrato a terra, tutto il Salterio. Avendo conosciuto l'esempio di penitenza di san Teobaldo tramite un mendicante, Aiberto fu spinto a ritirarsi a vita eremitica nei dintorni del monastero di Crespin. Si ritirò insieme a un monaco di nome Giovanni. Giovanni serviva già Dio in quei luoghi deserti col consenso dell'abate. In questo luogo, Aiberto visse vent'anni di dure penitenze e rigorosi digiuni nell'eremo. In seguito, si recò in pellegrinaggio a Roma insieme al compagno di solitudine e all'abate.

Il monastero e il sacerdozio

Al ritorno dal pellegrinaggio, Aiberto entrò come monaco nel cenobio di Crespin. Nel cenobio occupò gli uffici di preposito e di cellerario. Continuò nel cenobio il rigore della vita condotta in precedenza. Rimase nel chiostro venticinque anni. Sentendo nuovamente il richiamo della solitudine, chiese e ottenne dall'abate il permesso di ritirarsi nuovamente nell'eremo per dedicarsi alla preghiera e alla mortificazione. Il popolo accorreva sempre più numeroso alla cella che Aiberto si era fabbricato. Per consentirgli di servire meglio il popolo e ascoltare le confessioni, il vescovo di Cambrai, Burcardo, lo ordinò sacerdote. Aiberto amministrava la divina misericordia ai penitenti che accorrevano a lui. Egli ebbe facoltà e privilegi speciali dai papi Pasquale II e Innocenzo II. La sua fama attirò molte personalità, tanto che fu visitato da vescovi, arcidiaconi, abati, letterati e nobili. La devozione del popolo era tale che gli strappavano le vesti per portarle via come preziose reliquie.

Il transito e il culto

Aiberto morì il 7 aprile 1140, giorno di Pasqua. Visse in totale cinquanta anni di vita religiosa. Fu sepolto nel punto dove sorgeva la sua cella. Dalla tomba il santo continuò a compiere miracoli. I suoi resti furono in seguito traslati nell'abbazia di Crespin e collocati nella chiesa. Nel 1303 le sue reliquie furono poste in una nuova e più ricca urna. Nel 1464 i resti furono nuovamente collocati in un'urna più ricca. Nel 1568 i resti furono tenuti nascosti per due anni per timore dei calvinisti. Nel 1568 furono sistemati definitivamente in una cappella intitolata alla Santa Croce della Vergine e a sant'Aiberto. La sua festa si celebra il 9 aprile oppure il 2 maggio in ricordo della traslazione del 1568.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Aiberto di Crespin?

La sua festa si celebra il 9 aprile oppure il 2 maggio in ricordo della traslazione del 1568.

Di cosa è patrono sant'Aiberto di Crespin?

Sant'Aiberto è invocato soprattutto per guarire dalla febbre.

Presso il monastero di Crespin nell’Hainault, nell’odierna Francia, sant’Aiberto, sacerdote e monaco, che ogni giorno recitava in solitudine, in ginocchio o prostrato a terra, tutto il Salterio e ai penitenti che accorrevano a lui amministrava la divina misericordia. — Martirologio Romano