7 agosto
Sant' Alberto degli Abati (da Trapani)
Sacerdote carmelitano
Aggiornato il 15 settembre 2026
La nascita e la vocazione precoce
Sant'Alberto degli Abati è una figura eminente degli inizi della storia dell'Ordine carmelitano e vive agli inizi della vita carmelitana portandone la fecondità tra il popolo. Egli nacque a Trapani tra il 1250 e il 1257, con una nascita collocata verso il 1250 da una nobile famiglia fiorentina, quella degli Abati. I suoi genitori furono Benedetto degli Abati e Giovanna Palizi, ed egli nacque dopo ventisei anni di matrimonio sterile dei suoi genitori. Per tale motivo, i genitori promisero di consacrare Alberto al Signore. Nonostante il padre pensasse per lui a un onorevole sposalizio durante la sua tenera età, la madre riuscì a fargli mantenere fede al voto di consacrazione. Fin da piccolo crebbe in lui un'esigenza spirituale al di fuori dei canoni d'insegnamento. A otto anni entrò nell'Ordine dei Carmelitani, da poco costituito. Votò la sua castità alla rinuncia delle ricchezze e del piacere dei sensi, abbandonando i legami mondani, e dedidò da quel momento la sua vita alla contemplazione dello spirito. Per la sua modestia non avrebbe voluto accettare l'ordinazione sacerdotale, ma si piegò alle insistenze dei confratelli e dei superiori per l'ordinazione sacerdotale, divenendo un sacerdote dell'Ordine dei Carmelitani.
Esiste una controversia sul luogo di nascita tra Trapani e Monte di Trapani, cioè Erice, risolta a favore di Trapani dai documenti ufficiali. Una Vita del Santo fu composta nella seconda metà del XIV secolo ed è giunta in copie dei secoli quattordicesimo e quindicesimo. La presenza di Alberto nel convento di Trapani è attestata da pergamene dell'8 agosto 1280, 4 aprile e 8 ottobre 1289. Le pergamene del convento di Trapani si trovano oggi alla Biblioteca Fardelliana. Egli si distinse per virtù, amore per la purezza, preghiera, miracoli e predicazione. Verso il 1287 fu nominato Superiore provinciale dell'Ordine per la Sicilia, e una pergamena del 10 maggio 1296 attesta la sua carica di Superiore provinciale.
Il ministero a Messina e le opere apostoliche
Fu mandato dai superiori nel convento carmelitano di Messina, all'altra estremità dell'isola. Sant'Alberto provvide di viveri la città di Messina assediata e liberò Messina, assediata dal Duca di Calabria, dalla fame causata dall'assedio. Alcune navi cariche di vettovaglie passarono miracolosamente attraverso gli assedianti a Messina. La sua fama corse fuori di Messina grazie alla parola, ai prodigi, alla carità e alle numerose conversioni di Ebrei, avendo egli convertito molti Giudei a Cristo con la sua predicazione. Venne additato come esempio di vero carmelitano dedito all'austerità e alle opere apostoliche. Morì a Messina il 7 agosto, con probabilità nel 1307, sebbene un'altra tradizione indichi la morte a Messina il 7 agosto 1306. Due angeli apparvero e intonarono l'Os iusti per dirimere la controversia tra clero e popolo sulla Messa da celebrare.
Le reliquie di sant'Alberto sono sparse in tutta Europa. Il capo del santo si trova nella chiesa dei Carmelitani di Trapani. Le reliquie sono necessarie ancora oggi per la benedizione dell'acqua di sant'Alberto. L'acqua di sant'Alberto era molto usata in passato contro le febbri. Il santo è invocato contro i terremoti e contro le ossessioni. Sant'Alberto è patrono di Trapani, Erice, Palermo, Messina, Cremolino e Revere. Il suo patronato si estende inoltre all'Ordine Carmelitano. Nell'ultima riforma liturgica è stato concesso il grado di festa per sant'Alberto per i Carmelitani, e il grado di memoria per sant'Alberto per i Carmelitani Scalzi.
Il culto e l'iconografia
Fu il primo Santo del Carmelo a essere venerato e fu insignito del titolo di Patrono e protettore dell'Ordine Carmelitano, oltre ad avere il titolo di padre, condiviso con Sant'Angelo di Sicilia. Nel convento di Palermo apparve già nel 1346 una cappella dedicata ad Alberto. Nei capitoli generali, a partire da quello del 1375, si pensò alla sua canonizzazione papale, e nel capitolo generale del 1411 si dichiarò pronto il suo Ufficio proprio. Nel 1457 Callisto III, vivae vocis oraculo, ne permise il culto, che fu successivamente confermato da Sisto IV con bolla del 31 maggio 1476. Nel 1524 si ordinò che la sua immagine fosse inserita nel sigillo del capitolo generale. Il superiore Nicolò Audet volle che in ogni chiesa si trovasse un altare a lui dedicato, e il capitolo del 1420 ordinò che in tutti i conventi si tenesse la sua immagine raggiata.
Nelle rappresentazioni artistiche, Alberto è raffigurato come uomo casto che porta in braccio Gesù Bambino. Nelle rappresentazioni artistiche è considerato un predicatore trascinatore, ed è ricordato come colui che sfamò la città di Messina durante un assedio. Nelle rappresentazioni artistiche benedice le acque apportatrici di malaria e febbri. L'iconografia lo raffigura dapprima recante un giglio, simbolo della vittoria sui sensi, e successivamente nell'atto di vincere un diavolo o mentre compie miracoli dal secolo diciassettesimo. Nello sfondo dell'iconografia viene spesso riprodotta la città di Trapani. A Messina nel 1623 gli fu dedicata una porta della città. Santi Teresa di Gesù e Santa Maria Maddalena dei Pazzi furono particolarmente devote ad Alberto, e il beato Battista Spagnoli compose un'ode saffica in suo onore.
La vita e il ministero
Il cammino di Sant'Alberto degli Abati iniziò nel cuore della terra siciliana, a Trapani, dove nacque intorno alla metà del tredicesimo secolo. Fin dalla tenera età, sentì viva la chiamata a una consacrazione totale, entrando nell'Ordine dei Carmelitani. In questo contesto di preghiera e di fraternità, il giovane Alberto maturò la propria vocazione sacerdotale, crescendo in sapienza e spirito. La sua attitudine al servizio e la sua fedeltà alla regola carmelitana gli valsero la stima dei confratelli, che nel 1287 lo chiamarono a guidare la provincia siciliana dell'Ordine in qualità di Superiore provinciale.
Il suo ministero non si limitò all'amministrazione, ma si manifestò in gesti concreti di vicinanza al popolo di Dio. Durante un periodo di grave sofferenza per la città di Messina, colpita da un assedio che minacciava la vita di innumerevoli persone, Sant'Alberto si fece portatore di speranza e nutrimento, organizzando il soccorso necessario per la città. Tale sollecitudine verso le necessità materiali dei fratelli si coniugava perfettamente con la sua missione spirituale. Egli fu infatti un instancabile predicatore, capace di annunciare la parola di Dio con tale forza da favorire numerose conversioni, specialmente tra la comunità ebraica. La sua vita, trascorsa tra Trapani, Messina e Palermo, si concluse nel 1307 a Messina, lasciando un'eredità di fede che avrebbe varcato i confini del tempo. Il suo esempio di pastore attento sia al corpo che allo spirito rimane, ancora oggi, un punto di riferimento per chiunque desideri vivere la carità cristiana con sobrietà e coraggio, cercando sempre il bene comune e la salvezza delle anime.
Il culto e la venerazione
La santità di Alberto degli Abati fu riconosciuta dalla Chiesa con sollecitudine, consolidando una venerazione che era già profondamente radicata nel cuore del popolo. Il culto, che si diffuse rapidamente in tutta la Sicilia, ricevette l'approvazione ufficiale dal sommo pontefice Callisto Terzo nel 1457, un atto che diede nuovo impulso alla memoria del santo. Successivamente, nel 1476, anche papa Sisto Quarto confermò e promosse questa venerazione, sancendo definitivamente il suo posto nel calendario liturgico.
Oggi, Sant'Alberto degli Abati è venerato come patrono dell'Ordine Carmelitano e di diverse città, tra cui Trapani, Erice, Palermo, Messina, Cremolino e Revere. La sua festa, celebrata il 7 agosto, rappresenta un momento di grazia per la famiglia carmelitana, che lo onora con gioia. Mentre per i Carmelitani la ricorrenza riveste un carattere festivo, per i Carmelitani Scalzi essa costituisce una memoria liturgica. In questo giorno, i fedeli si raccolgono in preghiera per invocare l'intercessione di questo santo sacerdote, che ancora oggi continua a proteggere le comunità che lo hanno scelto come proprio speciale avvocato davanti a Dio.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Alberto degli Abati?
Si festeggia il 7 agosto. Per i Carmelitani è giorno di festa liturgica, mentre per i Carmelitani Scalzi è celebrato come memoria.
Di cosa è patrono Sant'Alberto degli Abati?
È patrono dell'Ordine Carmelitano, delle città di Trapani, Erice, Palermo, Messina, Cremolino e Revere. Viene inoltre invocato contro i terremoti, le ossessioni e le febbri.
A Messina, sant’Alberto degli Abbati, sacerdote dell’Ordine dei Carmelitani, che con la sua predicazione convertì molti Giudei a Cristo e provvide di viveri la città assediata. — Martirologio Romano