27 marzo
Sant' Alessandro di Drizipara
Martire
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il servizio militare e la professione della fede
Nel periodo compreso tra il 286 e il 305, sotto il governo dell'imperatore Massimiano, Sant' Alessandro militava come legionario romano agli ordini del tribuno Tiberiano. In occasione dell'inaugurazione di un tempio a Roma, a Sant' Alessandro fu richiesto di compire un gesto di culto pagano, ma egli si rifiutò fermamente di sacrificare a Giove. Tale rifiuto dipendeva unicamente dal fatto che egli era cristiano e desiderava serbare intatta la propria fedeltà all'unico vero Dio. A seguito di questa coraggiosa presa di posizione, Sant' Alessandro fu prontamente arrestato e condotto davanti all'imperatore, dinanzi al quale professò apertamente la sua fede. Per questo motivo fu crudelmente torturato e successivamente consegnato a Tiberiano.
Il cammino del martirio in Tracia
Affidato nuovamente al tribuno Tiberiano, Sant' Alessandro fu inviato in Tracia, dove subì nuove e più atroci torture. Egli fu trasferito da una località all'altra dell'Illiria e della Tracia, venendo sottoposto ovunque a ulteriori estenuanti interrogatori e spietati supplizi. Nonostante la ferocia delle pene, Sant' Alessandro sopportate tutte le torture con grande coraggio e incrollabile fermezza spirituale. Infine, Tiberiano fece mettere a morte il martire a Drizipara. La condanna a morte di Sant' Alessandro fu eseguita mediante decapitazione in un luogo distante diciotto miglia dalla città, e il suo corpo fu barbaramente gettato in un fiume.
La pietà della madre e le vicende delle reliquie
La madre del martire, Pemenia, era stata miracolosamente avvisata da un angelo e aveva potuto seguire il figlio per tutto il suo doloroso itinerario. Grazie a questo divino aiuto e con l'ausilio di quattro cani, Pemenia riuscì a ripescare il corpo del figlio dalle acque del fiume. Sul luogo dove la madre aveva dato devota sepoltura al santo, la pietà popolare volle innalzare, intorno al sesto secolo, una magnifica chiesa. Il culto di Sant' Alessandro di Drizipara sembra risalire proprio a quel medesimo sesto secolo. Tuttavia, all'inizio del seicento, la chiesa fu saccheggiata e distrutta dagli Avari. Secondo una preziosa testimonianza del cronista bizantino Teofilatto Simocatta, gli Avari profanarono le reliquie del santo, ma subirono l'immediato castigo divino di una peste che decimò le loro forze.
La testimonianza di fede
La vita di Sant' Alessandro di Drizipara si inserisce nel contesto delle persecuzioni scatenate durante il regno dell'imperatore Massimiano. Fin dai primi passi del suo cammino spirituale, egli scelse di professare apertamente la propria appartenenza a Cristo, rifiutando con fermezza di offrire sacrifici alla divinità pagana di Giove. Questo atto di fedeltà al primo comandamento divenne il motivo scatenante del suo arresto avvenuto a Roma, dove fu sottoposto a dure torture nel tentativo di piegare la sua volontà e indurlo all'apostasia.
Il percorso di Sant' Alessandro non si fermò alle mura di Roma. Egli fu condotto attraverso diverse regioni dell'impero, subendo supplizi in Illiria e in Tracia, testimoniando ovunque la forza di una fede che non teme le sofferenze del corpo. Il suo cammino terreno si concluse infine a Drizipara, dove, per ordine del tribuno Tiberiano, fu condannato alla decapitazione. In quel momento supremo, il martire coronò la sua esistenza terrena con l'effusione del sangue, suggellando con la morte la sua promessa di fedeltà. Il corpo del santo fu in seguito recuperato dalle acque di un fiume grazie alla premura della madre Pemenia, che con devozione si fece carico di restituire degna sepoltura alle spoglie del figlio, affinché la memoria del suo sacrificio non andasse perduta per le generazioni future.
Il culto del martire
La venerazione per Sant' Alessandro di Drizipara ha trovato il suo posto all'interno della tradizione liturgica universale, venendo ufficialmente iscritto nel Martirologio Romano con la data del ventisette marzo. Sebbene esistano alcune discordanze cronologiche nelle fonti, in particolare tra il Martirologio e il Sinassario Costantinopolitano, la sostanza del suo martirio rimane un punto fermo nella memoria dei fedeli. La figura di Alessandro continua a essere invocata come esempio di integrità e di coraggio, ricordando a ogni cristiano che la testimonianza del Vangelo richiede, talvolta, il coraggio di opporsi alle logiche del mondo.
La storia del recupero del corpo dalle acque, curata con amore materno, aggiunge un tratto di umanità profonda alla narrazione agiografica, rendendo il martire non solo un eroe della fede, ma un figlio amato e commemorato. Celebrare Sant' Alessandro significa dunque rinnovare l'impegno a vivere con coerenza il battesimo ricevuto, custodendo la fede anche nelle prove più aspre della vita quotidiana.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant' Alessandro di Drizipara?
Sant' Alessandro di Drizipara si festeggia il 27 marzo secondo il Martirologio Romano, mentre il Sinassario Costantinopolitano lo ricorda il 25 febbraio e il tredici maggio.