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17 luglio

Sant' Alessio

Mendicante

Sant' Alessio

Aggiornato il 15 settembre 2026

Le origini e la tradizione siriaca

La vita di san Alessio è descritta con poche frasi ma arricchita da varie narrazioni del tempo antico in buona parte leggendarie. Esistono tre versioni della Vita di san Alessio: la leggenda siriaca, la leggenda greca e la leggenda latina. Le tre versioni hanno trasformato la vita di un uomo di Dio, mendicante e asceta del quinto secolo, in un racconto oggetto di opere teatrali e di poesia in Oriente e Occidente. La leggenda siriaca è stata compresa e composta la prima volta tra il 450 e il 475, e il manoscritto più antico di questa tradizione risale alla fine del quinto secolo. Secondo questa prima narrazione, un giovane e ricco abitante di Costantinopoli si allontanò di nascosto la sera delle nozze imbarcandosi per l'Oriente. Il giovane giunse ad Edessa, città dell'odierna Siria, che fu un importante centro di cultura cristiana tra il quarto e il quinto secolo e che in seguito passò ai musulmani nel settimo secolo. Il giovane si mise a chiedere l'elemosina con altri mendicanti sull'uscio di una chiesa ad Edessa, e ciò che raccoglieva di giorno lo distribuiva di sera ai poveri della città. Per il suo profondo ascetismo fu chiamato Mar-Riscia, ovvero uomo di Dio. Persone incaricate dal padre di ritrovarlo giunsero ad Edessa ma non riuscirono ad identificarlo, poiché il mendicante appariva lacero ed emaciato. Dopo diciassette anni, sentendosi morire, il giovane mendicante rivelò la sua vera identità ed origine al sacrestano della chiesa. Il sacrestano lo trovò morto sul sagrato una mattina, dopo che un'icona della Vergine Maria nella chiesa di Edessa aveva ordinato allo stesso sacrestano di far entrare in chiesa il mendicante considerandolo un santo. La voce si diffuse rapidamente fra il popolo dei fedeli che presero a venerarlo. Il sacrestano si precipitò dal vescovo Rabula supplicandolo di non far confondere il corpo nella fossa comune. Il vescovo Rabula visse tra il 412 e il 435, e si recò al cimitero per esumare il santo uomo ma trovò solo le misere vesti, poiché il corpo era scomparso.

La trasformazione nella leggenda greca

La leggenda greca o bizantina comparve documentata nel secolo nono e trasformò significativamente quella siriaca. Questa tradizione diede un nome al giovane chiamandolo Aléxios, che significa difensore o protettore, e situò la nascita di Alessio a Roma. La morte avvenne al tempo degli imperatori fratelli Arcadio e Onorio, regnanti tra il 395 e il 408, e fu datata precisamente al diciassette luglio. Alessio, non amando gli onori, fuggì imbarcandosi per Tarso, ma i venti fecero approdare prodigiosamente Alessio sulle coste italiane ad Ostia. Alessio prese questo fatto come un'indicazione divina e decise di farsi ospitare come straniero povero nella casa paterna a Roma. Il padre, memore del figlio lontano e in difficoltà, lo accolse con benevolenza senza riconoscerlo. Alessio rimase nella casa paterna per diciassette anni dormendo in un sottoscala tra umiliazioni e scherni dei servi. Sentendo la fine vicina, Alessio decise di scrivere le avventure e le origini della sua vita su un rotolo. Alla sua morte le campane di Roma suonarono a festa e fu udita una voce divina che diceva di cercare l'uomo di Dio affinché pregasse per Roma. Il corpo del santo fu scoperto ancora con il rotolo in mano, e solo gli imperatori Arcadio e Onorio riuscirono a sfilarglielo e a leggerlo, secondo la narrazione greca.

La tradizione latina e il culto sull'Aventino

La leggenda latina non ha documentazioni prima del secolo decimo, comparve prima in Spagna e verso l'ultimo quarto del secolo a Roma. Il culto fu diffuso a Roma dall'arcivescovo metropolita di Damasco Sergio, il quale fu costretto a fuggire a seguito dell'invasione dei Saraceni e si stabilì presso la chiesa di San Bonifacio sull'Aventino. Sergio fondò una comunità monastica mista dove i greci osservavano la Regola di san Basilio e i latini quella di san Benedetto. Questa comunità monastica rivestì grande importanza e rielaborò la leggenda greca in una versione diventata dominante in Occidente, che fu successivamente inserita nella Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine. Nella leggenda latina la chiesa dove Alessio avrebbe dovuto sposarsi divenne la stessa basilica della sepoltura, e la mancata sposa accettò di vivere in castità la sera prima delle nozze, venendo chiamata Adriatica. Il rotolo con scritta la sua vita fu tolto di mano dal papa stesso, ed erano presenti i genitori Eufemiano e Aglae, che finalmente seppero che il mendicante era l'amato figlio. Questa versione ispirò canti popolari e leggende tramandate dai contadini di padre in figlio. Nel 1217 papa Onorio III dedicò la chiesa di San Bonifacio anche al leggendario san Alessio. Secondo la tradizione, il santo lasciò una casa ricca per diventare povero e mendicare l'elemosina in incognito. L'icona della Vergine Maria di Edessa è oggi venerata nella chiesa romana di Sant'Alessio sull'Aventino, sempre secondo la tradizione. Dell'antica chiesa di Sant'Alessio non è rimasto quasi nulla a causa di vari rifacimenti, ma nell'attuale basilica barocca di Sant'Alessio è presente la Cappella di Sant'Alessio. Nella Cappella di Sant'Alessio è contenuto un frammento lungo circa un metro della scala sotto la quale il santo dormiva, il quale frammento sovrasta la statua in marmo raffigurante sant'Alessio sul letto di morte. La statua raffigura il santo vestito da pellegrino di Santiago ed è opera dello scultore Antonio Bergondi, seguace del Bernini. Un ciclo di affreschi di fine secolo undicesimo nella chiesa inferiore di San Clemente a Roma costituisce una testimonianza artistica sulla vita del santo. Nel ciclo di affreschi di San Clemente compaiono gli attributi identificativi del santo come la scala, il bastone da pellegrino e la lettera nella mano serrata dalla morte, attributi che sono stati ripresi da molti artisti nei secoli successivi. Nel Martirologio, nella chiesa sul colle Aventino a Roma, sotto il nome Alessio si venera un uomo di Dio, e ancora oggi molte coppie di sposi vogliono celebrare il loro matrimonio nella Basilica di Sant'Alessio sull'Aventino. Il numero diciassette compare più volte nella vita di sant'Alessio, poiché il santo ha trascorso diciassette anni ad Edessa e diciassette anni a Roma in casa del padre, mentre il diciassette luglio è la data ritenuta della morte del santo, che viene invece celebrato in Oriente il diciassette marzo.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Alessio?

Sant'Alessio si festeggia il diciassette luglio in Occidente e il diciassette marzo in Oriente.

Quali sono i principali luoghi di culto dedicati a sant'Alessio?

Il principale luogo di culto è la basilica di Sant'Alessio sull'Aventino a Roma, che custodisce memorie storiche e artistiche legate alla sua tradizione.

A Roma nella chiesa sul colle Aventino, sotto il nome Alessio si venera un uomo di Dio, che, come dice la tradizione, lasciò una casa ricca per diventare povero e mendicare in incognito l’elemosina. — Martirologio Romano