La beata Costanza d'Aragona visse nel tredicesimo secolo, nascendo nel 1247 come figlia di Manfredi, re di Sicilia, e nipote dell'imperatore Federico II. La sua esistenza si svolse tra regni e alleanze, segnando profondamente la storia del suo tempo grazie a una fede operosa e a un governo saggio. Nel 1262 sposò a Montpellier Pietro terzo il Grande d'Aragona, dando alla luce sei figli, tra i quali nacque santa Elisabetta, regina del Portogallo. Costanza fu incoronata insieme al marito a Saragozza nel 1276 e visse le delicate vicende delle guerre nazionali, affrontando la contesa del regno angioino di Sicilia e i gravi contrasti con papa Martino quarto, che appoggiava Carlo d'Angiò. Durante la spedizione di Pietro in Africa e Sicilia nel 1282, ella operò come reggente, per poi trasferirsi con i figli nell'isola dopo i Vespri, governando con giustizia e prudenza in nome del marito. Dopo la morte di quest'ultimo nel 1285, continuò a governare accanto al figlio Giacomo, sovrano del regno, fino alle successive vicissitudini politiche che videro il figlio Federico proclamato re di Sicilia. A seguito della scomunica di Federico da parte di Bonifacio ottavo, che aveva riconosciuto i diritti degli Angioini, Costanza obbedì ossequiosa al mandato del papa che le ordinava di lasciare l'isola.
Nel corso della sua vita, ella si distinse per una devozione profonda e costante verso l'Ordine Francescano, fondando monasteri e favorendo ampiamente altre fondazioni conventuali, come il monastero di Santa Chiara di Huesca nel 1268 e un monastero di Clarisse a Messina nel 1294, dove essa stessa professò la regola di santa Chiara. Trasferitasi a Roma nel 1296, l'anno seguente concertò per desiderio di pace il matrimonio di sua figlia Jolanda con Roberto, duca di Calabria e figlio di Carlo secondo d'Angiò. È opportuno ricordare che lo stesso Carlo secondo d'Angiò, fatto prigioniero dagli aragonesi nel 1284, aveva avuto salva la vita proprio grazie all'intercessione di Costanza presso il marito. Dopo un breve soggiorno a Napoli accanto alla figlia, Costanza tornò a Roma e nel 1299 si stabilì a Barcellona. In questa città legalizzò il testamento con cui ordinò la costruzione di due ospedali per i poveri, uno a Barcellona e l'altro a Valencia, affidandone la gestione e l'amministrazione ai Frati Minori. Morì a Barcellona l'otto aprile del 1300, giorno del venerdì santo, sebbene alcuni cronisti fissino inesattamente la data della morte al 1301 o al 1302. Fu sepolta nella chiesa del convento di San Francesco a Barcellona, nonostante alcuni cronisti collochino erroneamente la sepoltura nella chiesa di Santa Chiara di Barcellona oppure a Messina. Le sue spoglie rimasero nella chiesa di San Francesco fino al 1835, per poi essere trasferite nel 1852 in una cappella del chiostro della cattedrale. Dante la loda nel canto terzo del Purgatorio al versetto centoquarantatré definendola la buona Costanza, e la Chiesa la ricorda il diciassette luglio.