17 luglio
Beata Costanza d’Aragona
Regina
Aggiornato il 15 settembre 2026
Origini e unione regale
Costanza nacque nel 1247, inserita in una delle casate più importanti d'Europa in quanto figlia di Manfredi, re di Sicilia, e nipote dell'imperatore Federico secondo. Nel 1262 compì un passo fondamentale per la sua vita e per le sorti politiche dell'epoca sposando a Montpellier Pietro terzo il Grande d'Aragona. Da questo matrimonio nacquero sei figli, tra cui la futura santa Elisabetta, regina del Portogallo. L'ascesa ufficiale avvenne nel 1276, quando fu incoronata insieme al marito a Saragozza. In quegli anni complessi, Costanza visse in prima persona le delicate vicende delle guerre nazionali e la contesa del regno angioino di Sicilia, scontrandosi con le decisioni di papa Martino quarto che appoggiava Carlo d'Angiò. Nel 1282, durante la spedizione di Pietro in Africa e Sicilia, assunse il ruolo di reggente dimostrando grande capacità di governo. Ottenuto il regno di Sicilia dopo i Vespri, si trasferì nell'isola insieme ai figli, amministrandola con giustizia e prudenza in nome del marito. Alla morte di Pietro terzo nel 1285, la regina continuò a governare accanto al figlio Giacomo, che era diventato sovrano del regno.
Spirito di pace e devozione francescana
La regina Costanza nutrì per tutta la vita una profonda devozione verso l'Ordine Francescano, traducendo la sua fede in opere concrete per la Chiesa e per i bisognosi. Nel 1268 fece costruire il monastero di Santa Chiara di Huesca e favorì ampiamente altre fondazioni e conventi. Successivamente, nel 1294, fondò un monastero di Clarisse a Messina, dove ella stessa scelse di professare la regola di santa Chiara. La sua esistenza fu segnata anche da atti di clemenza e dalla ricerca della concordia, come dimostra la vicenda di Carlo secondo d'Angiò, fatto prigioniero dagli aragonesi nel 1284, il quale aveva avuto salva la vita grazie all'intercessione di Costanza presso il marito. Quando il figlio Federico fu proclamato re di Sicilia e in seguito scomunicato da Bonifacio ottavo, che riconosceva i diritti degli Angioini, Costanza obbedì ossequiosa al mandato del papa che le ordinava di lasciare la Sicilia. Nel 1296 si trasferì a Roma e l'anno seguente, mossa dal desiderio di pace, concertò il matrimonio di sua figlia Jolanda con Roberto, duca di Calabria e figlio di quel Carlo secondo d'Angiò che lei stessa aveva salvato anni prima. Dopo un breve soggiorno a Napoli accanto alla figlia, tornò a Roma e nel 1299 si trasferì a Barcellona. Qui legalizzò il testamento con cui ordinò la costruzione di due ospedali per i poveri, situati rispettivamente a Barcellona e a Valencia, affidandone la gestione e l'amministrazione ai Frati Minori.
Il transito e la memoria storica
Costanza morì a Barcellona l'otto aprile del 1300, giorno del venerdì santo. Alcuni cronisti fissano inesattamente la data della morte al 1301 o al 1302. Inizialmente fu sicuramente seppellita a Barcellona nella chiesa del convento di San Francesco, sebbene alcuni cronisti collochino erroneamente la sepoltura nella chiesa di Santa Chiara di Barcellona oppure a Messina. Le sue spoglie rimasero nella chiesa di San Francesco fino al 1835, e nel 1852 furono trasferite in una cappella del chiostro della cattedrale. La sua figura limpida e retta è consegnata anche alla grande letteratura universale: Dante la loda nel canto terzo del Purgatorio, al versetto centoquarantatré, definendola la buona Costanza. La memoria liturgica della beata Costanza d'Aragona viene celebrata il diciassette luglio.
Il cammino di una sovrana
La vita della Beata Costanza d’Aragona si è snodata attraverso un itinerario geografico e spirituale assai vasto, che ha toccato centri nevralgici del Medioevo europeo. Il suo percorso ebbe una tappa decisiva nel milletrecentosessantadue, quando unì la sua sorte a quella di Pietro terzo d’Aragona. Da quel momento, la sua esistenza fu un intreccio costante di doveri pubblici e slanci di fede. Già nel milletrecentosessantotto, manifestò il suo profondo legame con la spiritualità francescana fondando il monastero di Santa Chiara a Huesca, segno di una vocazione che non si esauriva nel cerimoniale di corte.
Con il passare degli anni, il suo impegno si fece ancora più intenso. Divenuta reggente del regno di Sicilia nel milletrecentottantadue, Costanza dimostrò equilibrio e fermezza, amministrando il territorio con una visione che poneva al centro la stabilità e il benessere comune. Il suo zelo non si limitò tuttavia all’ambito siciliano; nel milletrecentonovantaquattro, ella fondò un ulteriore monastero di Clarisse a Messina, a testimonianza di una devozione che cercava di radicarsi profondamente nel tessuto sociale e religioso della sua terra. La sua vita fu anche segnata dall'umiltà e dal senso del dovere: nel milletrecentonovantasei, per obbedienza al Papa, scelse di trasferirsi a Roma, accettando di lasciare i luoghi a lei più familiari. La sua fine terrena, avvenuta a Barcellona nel milletrecento, chiuse un’esistenza spesa tra viaggi e responsabilità, durante la quale ella non dimenticò mai i poveri, ordinando la costruzione di ospedali a Barcellona e Valencia come ultimo atto di una vita orientata al bene dei fratelli.
L'eredità di carità
Il culto della Beata Costanza d’Aragona si fonda sul ricordo della sua straordinaria capacità di tradurre la fede in opere concrete di misericordia. Nonostante il rango regale, la sua figura viene venerata per l'umiltà con cui seppe accogliere le indicazioni della Chiesa e per la sensibilità dimostrata verso le sofferenze degli ultimi. Le fondazioni monastiche, da Huesca a Messina, rimangono ancora oggi a testimoniare la cura che la sovrana ebbe per la vita contemplativa e per la preghiera.
Particolarmente significativa appare la sua sollecitudine verso i poveri, concretizzata nell'edificazione di ospedali nelle città di Barcellona e Valencia. Questo impegno sociale, radicato in una profonda convinzione cristiana, ha contribuito a delineare il profilo di una donna che, pur vivendo all'interno delle dinamiche del potere, scelse di porre al centro del proprio agire la carità verso chi era nel bisogno. La sua memoria, celebrata nel giorno del diciassette luglio, invita i fedeli a riflettere sulla possibilità di vivere una vita santa in ogni condizione, ponendo le proprie risorse a servizio della comunità e del prossimo, sull'esempio di una regina che seppe farsi serva dei poveri.
Domande frequenti
Quando si festeggia la beata Costanza d'Aragona?
La sua memoria liturgica si celebra il diciassette luglio.