17 luglio
San Koloman (Colman)
Pellegrino
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il pellegrinaggio e il martirio
La storia conosciuta di san Koloman parte dalla sua morte come un criminale e dalla sua successiva adozione come patrono da parte di un popolo. L'articolo dedicato al santo è stato scritto da Antonio Borrelli, mentre il Martirologio Romano, almeno nella sua precedente edizione, lo considerava impropriamente come martire. Non si sa con precisione se Koloman fosse prete, monaco o laico, né che cosa facesse esattamente in patria prima di partire. San Colmano era originario dell'Irlanda e visse nel corso dell'undicesimo secolo. Lasciata la sua terra d'origine, Koloman approdò sul continente europeo e si inoltrò nel territorio dell'Austria Inferiore, ossia la Marca orientale. Questa regione rappresentava la provincia di confine a est dell'Impero germanico, su cui regnava Enrico secondo. Il territorio della Marca orientale era governato dalla famiglia marchionale dei Babenberg, i quali avevano il delicato compito di mantenere sicuri i confini contro le minacce di aggressione degli ungheresi o dei boemi. Il territorio viveva una situazione continua di preallarme che rendeva tutti sospettosi, un clima di tensione che risultò infine fatale a Koloman. San Colmano fu pellegrino per amore di Dio e si diresse in Terra Santa. Nel suo cammino attraverso l'Austria, san Koloman arrivò a Stockerau poco lontano da Vienna. Nel 1012, mentre si recava come pellegrino in Terra Santa, arrivò a Stockerau presso Vienna. San Colmano fu scambiato per un esploratore nemico presso Stockerau vicino a Vienna, nell'odierna Austria. A Stockerau Koloman fu d'improvviso catturato e malmenato. Poiché non parlava la lingua locale, Koloman fu creduto una spia ungherese o boema. San Colmano fu ucciso venendo appeso a un albero. San Colmano morì nell'anno 1012 a Stockerau presso Vienna. A Stockerau Koloman fu scambiato per una spia e venne ucciso. Koloman fu preso, picchiato e alla fine impiccato a un albero. Uno dei racconti tradizionali sulla morte di Koloman parla di un patibolo e di una forca.
I prodigi e la traslazione del corpo
Il corpo di Koloman rimase a pendere per lungo tempo come ammonimento ai vivi. La gente vide tuttavia che il corpo di Koloman rimase sempre intatto nonostante il passare dei giorni. Un altro racconto tradizionale dice che il patibolo a cui era appeso mise radici, rami e foglie, diventando prodigiosamente un albero. Secondo la tradizione, l'albero a cui fu appeso dopo essere stato ferito si conserva ancora nel castello di Kreuzenstein presso Vienna. Il corpo di Koloman rimase intatto per diciotto mesi. La gente gridò al miracolo e all'intervento divino che proclamava l'innocenza di Koloman. La gente incominciò spontaneamente a dedicare un culto a Koloman, specialmente nelle campagne, costruendo edicole e cappelle in suo onore. Due anni dopo la morte di Koloman, il vescovo della regione fece trasferire il corpo da Stockerau a Melk. Melk è la cittadina in cui risiede il signore della Marca orientale. Il signore della Marca orientale fece costruire una tomba per la preziosa reliquia e ne affidò la custodia a una comunità di Canonici regolari. Il corpo di san Koloman riposa a Melk nella tomba fatta costruire in suo onore dal margravio Enrico secondo. Il culto di san Koloman iniziò quasi subito, il tredici ottobre 1014. La devozione a san Koloman fu incoraggiata da papa Pasquale II, che reggeva la Chiesa dal 1099 al 1118. Altrettanto fecero dopo Pasquale II altri tre pontefici: Clemente VI dal 1342 al 1352, Innocenzo VI dal 1352 al 1362 e Leone X nel Cinquecento.
Il culto e i patronati
Il culto per l'innocente pellegrino messo a morte si diffuse rapidamente in tutta l'Austria. Il culto si estese rapidamente in Austria, Ungheria, Tirolo, Baviera e Palatinato. L'Austria fece in seguito di Koloman uno dei suoi patroni nazionali. San Koloman fu il patrono principale delle terre austriache fino al millesimoseicentrentatré. Nel millesimoseicentrentatré subentrò nella devozione delle terre austriache san Leopoldo margravio, detto il Pio. Chiese e cappelle furono dedicate a san Koloman anche in Baviera, Svevia, Palatinato, Tirolo e Ungheria. Molte cappelle vennero erette dappertutto in suo onore, specialmente sulle zone di montagna. Ancora oggi lungo i sentieri campestri e montani vi sono fontane dedicate al santo. San Koloman viene rappresentato in abito di pellegrino con il bordone in una mano e la corda nell'altra, che ricorda la sua impiccagione. San Koloman era invocato, insieme ai santi Fridolino e Leonardo, per la guarigione degli equini e dei bovini. San Koloman viene invocato contro la peste e contro le malattie del bestiame. San Koloman è invocato contro la peste. Nacque in Austria la consuetudine di far benedire cavalli e bovini in occasione della festa di san Koloman il tredici ottobre. Gli animali venivano portati il tredici ottobre nei pressi di qualche chiesa dedicata a Koloman per essere benedetti. Nel 1713, mentre la peste infuriava in tutta l'Austria, la città di Melk fu preservata perché gli abitanti avevano invocato il santo offrendogli un cero di settanta libbre. Durante la pestilenza che fece strage in Austria nel 1713, la città di Melk restò immune dal flagello e ne diede il merito a san Koloman.
Il cammino terreno
La vicenda umana di San Koloman è profondamente legata all'ideale del pellegrinaggio, inteso come ricerca sincera di Dio oltre i confini della propria terra natale. Partito dall'Irlanda con il cuore rivolto alla Terra Santa, il santo percorse le vie d'Europa senza altro sostegno che la propria fede. Giunto in Austria, precisamente a Stockerau, la sua missione subì un arresto drammatico e inaspettato. In un clima di sospetto, egli fu catturato dai locali che, non comprendendo la sua natura di devoto viandante, lo scambiarono erroneamente per una spia. Senza possibilità di difesa, fu condannato a morire per impiccagione, affrontando la fine con la dignità dei giusti che sanno di essere nelle mani del Creatore.
Il riconoscimento della sua santità non tardò a manifestarsi attraverso i segni prodigiosi che accompagnarono il suo riposo. Nel mille quattordici, le sue spoglie furono solennemente traslate a Melk, luogo che divenne meta di pellegrinaggi e di preghiera. La Chiesa, accogliendo il sentimento spontaneo dei fedeli, vide in lui un intercessore potente, tanto che Papa Pasquale secondo ne approvò ufficialmente il culto. La sua memoria si intreccia con la storia dell'Austria, dell'Ungheria, del Tirolo, della Baviera e del Palatinato, territori che lo hanno adottato come patrono e custode. Egli insegna ancora oggi che ogni passo compiuto nella verità, anche quando conduce alla sofferenza o all'incomprensione, non è mai vano, poiché risplende nella luce eterna di Dio.
Il culto e la protezione
La devozione verso San Koloman ha attraversato i secoli, radicandosi profondamente nella cultura europea. Egli viene invocato come protettore contro la peste, una supplica che si fece particolarmente intensa e corale durante la grave epidemia del mille settecentotredici, quando il popolo cercò rifugio nella sua intercessione. La sua protezione si estende inoltre al mondo degli animali, essendo egli invocato per la cura degli equini e dei bovini, a testimonianza di una santità che abbraccia l'intera creazione.
Oltre alla solenne memoria liturgica del diciassette luglio, il ricordo del santo è vivo in diverse località che ne custodiscono il nome e l'esempio. La sua figura, pur lontana nel tempo, continua a parlare alla sensibilità contemporanea, invitando alla fiducia in Dio anche nelle ore più buie. Venerare San Koloman significa riscoprire il valore della pazienza, del perdono e della carità universale, virtù che hanno reso la sua vita un dono prezioso per la Chiesa universale.
Domande frequenti
Quando si festeggia san Koloman?
San Koloman si celebra il tredici ottobre, data che ricorda l'inizio del suo culto sorto nel millesimoquattordici.
Di cosa è patrono san Koloman?
San Koloman è stato il patrono principale delle terre austriache fino al millesimoseicentrentatré ed è invocato come protettore degli equini e dei bovini.
Presso Stockerau vicino a Vienna, nell’odierna Austria, san Colmano, che, di origine irlandese, fu pellegrino per il nome di Dio; direttosi in Terra Santa, fu ritenuto un esploratore nemico e, appeso a un albero, raggiunse la Gerusalemme celeste. — Martirologio Romano