17 luglio
Beati 4 Martiri di El Chamical
Beatificati nel 2019
Aggiornato il 15 settembre 2026
Il contesto storico e l'episcopato di monsignor Angelelli
L'Argentina negli anni settanta del secolo scorso attraversava una situazione politica molto instabile, segnata da tensioni profonde e crescenti contrapposizioni sociali. Isabel Martínez, moglie del presidente Juan Domingo Perón, prese il potere in quanto vicepresidente e fu poi eletta presidente della Repubblica, ereditando un Paese lacerato dai conflitti. Il Governo federale, anche a causa del Segretario di Stato José Lopez Rega, avviò una pesante repressione contro la sinistra, la quale reagiva con attentati e sequestri che alimentavano un clima di costante terrore. Nella notte del ventiquattro marzo millenovecentosettantasei una Giunta militare guidata dal generale Jorge Rafael Videla destituì la presidentessa a causa del caos creato dai gruppi estremisti. Il regime impose una repressione ancora maggiore sequestrando, uccidendo o causando la scomparsa di oppositori e di quanti difendevano i poveri per motivi religiosi, una spirale di violenza che passò alla Storia come la guerra sporca. In questo scenario difficile, monsignor Enrique Angelo Angelelli Carletti era vescovo di La Rioja nel nord-est del Paese dal millenovecentosessantotto. Monsignor Angelelli interpretò il Concilio Vaticano II in base ai documenti dell'episcopato latinoamericano, guidando il suo gregge con coraggio apostolico. Monsignor Angelelli invitò i fedeli a dare ascolto a Dio riconoscendo in Gesù l'unico donatore di libertà autentica. I ricchi proprietari terrieri e il Governo ascoltavano con preoccupazione la predicazione di monsignor Angelelli, mentre molti sacerdoti e fedeli si sentivano incoraggiati dalle parole del vescovo.
I sacerdoti e i laici nella missione di La Rioja
La diocesi di La Rioja divenne terra di fecondo apostolato grazie all'arrivo di generosi operai evangelici. Don Gabriel-Joseph-Roger Longueville era un sacerdote fidei donum della diocesi di Viviers, il quale arrivò in Argentina nel millenovecento settanta e fu accolto a La Rioja l'anno successivo. Don Gabriel visitò più volte il territorio della parrocchia del Salvatore a El Chamical a lui affidata, portando la consolazione della fede alle comunità più isolate. Padre Carlos de Dios Murias, dei Frati Minori Conventuali, affiancò don Gabriel dal millenovecentosettantacinque. Padre Carlos de Dios Murias denunciava i misfatti del regime nelle sue omelie, affermando con forza che avrebbero potuto mettere a tacere lui o il Vescovo ma non la voce del Vangelo. A fianco dei pastori operava anche il laicato cattolico, poiché il Movimento Rurale dell'Azione Cattolica Argentina traduceva nel concreto le indicazioni del vescovo. Wenceslao Pedernera faceva parte del Movimento Rurale dell'Azione Cattolica Argentina, ed era un padre di famiglia sposato con tre figlie. Wenceslao era stato a lungo lontano dalla fede e divenne più convinto dopo una missione popolare, trasformando la sua esistenza in una testimonianza gioiosa del Vangelo. Il regime considerava la dedizione di Wenceslao come un'azione sovversiva, attirando su di lui l'odio e le minacce dei persecutori.
Il martirio di don Gabriel, padre Carlos e Wenceslao
La furia del regime si abbatté presto sui servitori del Vangelo, spegnendo la loro vita terrena ma consacrandoli alla storia della salvezza. La sera di domenica diciotto luglio millenovecentosettantasei don Gabriel e padre Carlos stavano cenando in casa delle Suore di San Giuseppe a El Chamical. Uomini che si presentarono come membri della Polizia Federale bussarono alla porta in cerca di padre Carlos per testimoniare su alcuni detenuti a La Rioja. Don Gabriel raggiunse padre Carlos dicendo che sarebbe andato con loro, compiendo un supremo atto di fraternità e di condivisione. Furono condotti alla base aerea di El Chamical e subirono pesanti torture, rimanendo saldi nella fede fino all'ultimo respiro. Furono poi portati a cinque chilometri dalla città e uccisi a colpi di arma da fuoco, offrendo la loro vita per amore del gregge loro affidato. Alcuni operai ferroviari trovarono i loro corpi tre giorni dopo nella località Bajo de Lucas. Carlos de Dios Murias è morto a El Chamical il diciotto luglio millenovecentosettantasei. Nel frattempo, Wenceslao aveva subito parecchie minacce a causa della sua azione tra i contadini. Alle prime ore del venticinque luglio millenovecentosettantasei quattro uomini incappucciati bussarono alla porta di Wenceslao che andò ad aprire senza timore. Gli uomini spararono subito a Wenceslao mentre accorrevano la moglie e le figlie, atterrite dal dolore. Wenceslao fu caricato su un carro e trasportato all'ospedale di Chilechito dove ricevette i sacramenti dei moribondi. Wenceslao spirò raccomandando alla moglie di non portare rancore e alle figlie di non nutrire odio verso gli assassini. Wenceslao Pedernera è morto a Chilechito il venticinque luglio millenovecentosettantasei.
La morte di monsignor Angelelli e le indagini
Il pastore della diocesi non fu risparmiato dall'odio che aveva colpito i suoi collaboratori più stretti. Il quattro agosto millenovecentosettantasei monsignor Angelelli tornava in automobile da El Chamical dopo aver celebrato una Messa in suffragio dei due sacerdoti e di Wenceslao. Padre Arturo Pinto guidava l'automobile di monsignor Angelelli, affrontando il viaggio di ritorno nella notte. Un veicolo con a bordo tre militari raggiunse l'auto di monsignor Angelelli e la gettò in un burrone, spezzando la vita del presule. Enrique Angelo Angelelli Carletti è morto a Punta de Los Llanos il quattro agosto millenovecentosettantasei. La versione ufficiale del governo corrotto attribuì l'accaduto a un tragico incidente stradale, occultando la verità per anni. Nel duemiladieci furono riaperte le indagini che ricostruirono l'accaduto come un omicidio motivato dalle scelte per i poveri del vescovo. Il quattro luglio duemilaquattordici furono condannati all'ergastolo i mandanti dell'omicidio Luciano Benjamin Menendez e Luis Fernando Estrella, ristabilendo finalmente la giustizia umana sulla memoria del vescovo martire.
La causa di beatificazione e il culto
La fama di martirio dei quattro ha portato all'apertura di due cause distinte nella diocesi di La Rioja. L'inchiesta diocesana per Carlos de Dios Murias, Gabriel Longueville e Wenceslao Pedernera si è svolta dal trentuno maggio duemilaindici al quindici maggio duemilindiciotto, per quanto riguarda l'iter iniziale conclusosi nel quindici maggio duemilindiciotto. La Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto la validità giuridica dell'inchiesta il sei novembre duemilindiciotto, mentre l'inchiesta diocesana per monsignor Angelelli si è svolta dal tredici ottobre duemilindiciotto al quindici settembre duemilindiciotto. L'inchiesta diocesana è stata convalidata il diciannove maggio duemilindiciotto. Monsignor Marcelo Colombo è il vescovo di La Rioja che ha promosso con dedizione l'iter ecclesiastico. Su richiesta del vescovo di La Rioja, le due cause sono state unificate con decreto della Congregazione delle Cause dei Santi del ventisette ottobre duemilindiciotto. Il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi si è celebrato il quindici maggio duemilindiciotto dopo la consegna della Positio super martyrio. I consultori teologi si sono espressero a favore del dichiarare i quattro Servi di Dio morti in odio alla fede. I cardinali e i vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi hanno confermato il parere positivo nella Sessione Ordinaria del cinque giugno duemilindiciotto. L'otto maggio duemilindiciotto papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Angelo Amato, allora Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che apriva la via alla beatificazione dei martiri di El Chamical. I quattro Servi di Dio erano già da tempo definiti informalmente i martiri di El Chamical. La beatificazione dei quattro martiri si è svolta il ventisette aprile duemilindiciotto presso il Parco Cittadino di La Rioja. La celebrazione di beatificazione è stata presieduta dal cardinale Giovanni Angelo Becciu in qualità di inviato del Santo Padre. La memoria liturgica dei martiri cade il diciassette luglio, giorno precedente alla nascita al Cielo di don Gabriel e padre Carlos. I luoghi degli omicidi e del ritrovamento dei cadaveri sono stati meta di pellegrinaggi di molti fedeli. I fedeli in pellegrinaggio includono quelli della diocesi di Viviers, di cui don Gabriel Longueville era originario. Le spoglie di padre Carlos e don Gabriel sono state traslate il diciotto luglio duemilindiciotto dal cimitero comunale di El Chamical alla cripta della chiesa parrocchiale del Salvatore nella stessa cittadina. Le spoglie di Wenceslao sono state portate dal cimitero di Sañogasta alla cappella del Sacro Cuore nella stessa cittadina nove giorni dopo la traslazione di padre Carlos e don Gabriel. La tomba di monsignor Angelelli si trovava nella cattedrale di La Rioja già da prima del decreto sul martirio.
La vita e la testimonianza
La vicenda dei quattro martiri si intreccia indissolubilmente con la terra della Rioja, in Argentina, dove il vescovo guidava la diocesi dal millenovecentosessantotto distinguendosi come instancabile difensore dei poveri. Accanto a lui, due sacerdoti offrirono il loro servizio pastorale con dedizione: uno, giunto dalla Francia nel millenovecentosettanta, esercitava il ministero di parroco a El Chamical, mentre l'altro, Frate Minore Conventuale, non esitò a denunciare apertamente i misfatti del regime che insanguinava il Paese. A completare questo quadro di santità si aggiunge un laico, membro del Movimento Rurale dell'Azione Cattolica, che viveva il proprio impegno cristiano attraverso una profonda dedizione alle problematiche sociali di Sañogasta e Chilechito.
La sequenza degli eventi che portò al loro sacrificio rivela la ferocia di un tempo oscurato dalla violenza. I due sacerdoti di El Chamical furono rapiti e uccisi dai militari il diciotto luglio millenovecentosettantasei. Pochi giorni dopo, il venticinque luglio, il laico impegnato fu assassinato da uomini armati a Chilechito. Infine, il vescovo morì il quattro agosto dello stesso anno a Punta de Los Llanos, vittima di un incidente stradale provocato deliberatamente dai militari. La loro morte, sebbene avvenuta in date e circostanze distinte, è unita dal medesimo filo conduttore: il desiderio di testimoniare la carità di Cristo in un contesto di profonda ingiustizia. Il loro martirio non fu un atto di sfida politica, ma il compimento di una missione pastorale vissuta con umiltà e coraggio, che ha trovato nel duemiladiciannove il solenne riconoscimento della beatificazione da parte di Papa Francesco.
Il culto dei martiri
Il culto dei quattro martiri di El Chamical è radicato nella gratitudine di una comunità che ne conserva viva la memoria come segno di speranza. La Chiesa, nel proclamarli beati, ha voluto sottolineare come la loro testimonianza sia patrimonio dell'intera cristianità. La celebrazione liturgica, che ricorre il diciassette luglio, rappresenta un momento di comunione per i fedeli, chiamati a fare memoria di chi ha saputo trasformare la propria esistenza in un'offerta gradita a Dio.
Il pellegrinaggio verso i luoghi che videro il loro impegno e il loro sacrificio, come le città di La Rioja, El Chamical e Chilechito, continua a essere per molti cristiani un'occasione di rinnovamento spirituale. L'esempio di questi testimoni invita a guardare oltre le sofferenze del presente, ricordando che il dono della vita per amore del prossimo e della verità è il seme di una pace duratura. La loro intercessione è invocata da quanti cercano la forza di operare per il bene comune, mantenendo saldo lo sguardo su quel Regno di giustizia che i martiri hanno testimoniato con la propria carne.
Domande frequenti
Quando si festeggia la memoria dei Beati Martiri di El Chamical?
La memoria liturgica dei Beati Martiri di El Chamical si celebra il diciassette luglio di ogni anno.