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17 luglio

Santa Marcellina

Vergine, sorella dei Ss. Ambrogio e Satiro

Aggiornato il 15 settembre 2026

Origini e infanzia

I dati storici su Santa Marcellina sono desunti principalmente dalle menzioni che suo fratello sant'Ambrogio di Milano ci ha lasciato nelle sue lettere e nel trattato intitolato De virginibus. Il luogo e l'anno della nascita di Marcellina sono incerti tra Treviri e Roma, sebbene sia venuta alla luce prima del trecentotrentaquattro, orientativamente intorno al trecentotrenta. Il padre Aurelio Ambrogio ricopriva un incarico di rilievo presso la prefettura delle Gallie dell'impero romano a Treviri, città dove la famiglia visse per un periodo prima di fare ritorno a Roma. Marcellina era sicuramente la maggiore dei tre fratelli, precedendo san Satiro e sant'Ambrogio. Il biografo Paolino attesta nella sua opera Vita Ambrosii che Marcellina fu testimone, insieme ai genitori, di un prodigio riguardante il neonato Ambrogio. La tradizione riferisce che alcune api andarono a posarsi nella bocca del neonato Ambrogio, nutrendolo col miele senza pungerlo. Al cessare dell'incarico del padre, Marcellina fece ritorno a Roma col resto della famiglia, portando con sé il ricordo di quell'infanzia vissuta nell'impero e ponendo le basi per il suo cammino di fede.

La consacrazione verginale

L'evento più importante della vita di Marcellina è raccontato da sant'Ambrogio all'inizio del libro terzo del trattato De virginibus. Nel giorno di Natale del Salvatore, presso la tomba dell'apostolo Pietro, Marcellina suggellò la professione della verginità anche con il mutamento della veste. Alla cerimonia erano presenti moltissime fanciulle di Dio in competizione per esser le sue compagne. La datazione dell'evento oscilla tra il trecentocinquantadue e il trecentocinquantaquattro, e si discute se sia avvenuto il venticinque dicembre o il sei gennaio. Il dubbio sul giorno è dovuto all'incertezza sulla data del Natale adottata all'epoca in Occidente o in Oriente. L'evento si svolse nella basilica costantiniana di San Pietro, una delle prime chiese edificate dopo l'editto di Costantino del trecentotredici. Era presente alla cerimonia papa Liberio, conosciuto dalla famiglia perché frequentava la loro abitazione. Lo studioso Raymond D'Izarny afferma che è poco sicuro che Marcellina abbia preso effettivamente il velo, poiché il testo di Ambrogio menziona il cambio d'abito piuttosto che la velazione. Nel latino classico, l'espressione mutare vestem significava prendere il lutto o indossare abiti scuri come quelli dei poveri. L'usanza della velazione delle vergini pare importata dall'Africa da san Zeno, vescovo di Verona. L'episodio della velazione ha comunque avuto molta fortuna in campo iconografico, tramandando l'immagine di una scelta radicale vissuta nel cuore della Chiesa romana.

Stile di vita e spiritualità

La nuova vita della vergine si svolse dapprima a Roma e poi a Milano, dopo l'elezione episcopale del fratello minore Ambrogio. Il genere di vita di Marcellina non era dissimile da quello delle consacrate di Bologna descritto sempre nel trattato De virginibus. Le consacrate trascorrevano il tempo nella preghiera e procurandosi il vitto con le proprie mani per distribuire il superfluo ai poveri. Questo stile di vita appare vicino a quello degli istituti secolari o degli antichi ordini di vergini. Nel trattato De virginibus, Ambrogio difende la verginità consacrata cristiana contrapponendola a quella delle Vestali romane. Ambrogio afferma persino di aver imparato la fede anche grazie alle vergini consacrate. Il vescovo ha dedicato il trattato alle vergini inserendo esempi di vita verginale tratti dalla storia della salvezza, a partire dalla Madonna fino alla vergine Sotere. La vergine Sotere fu martire sotto Diocleziano e parente di Ambrogio. Marcellina viene chiamata tre volte sancta soror nel trattato di suo fratello. In un'occasione, Marcellina pose ad Ambrogio una domanda complessa sulle donne che si suicidarono gettandoscisi da un palazzo o annegando in un fiume per scampare ai persecutori, ricevendo chiarimenti teologici adeguati. Satiro era per Marcellina un difensore tangibile della sua verginità, e lei svolgeva spesso un compito di mediatrice quando sorgevano contrasti familiari con lui.

Il legame con i fratelli e la Chiesa di Milano

Un anno dopo la composizione del trattato, Ambrogio e Marcellina persero il fratello Satiro per malattia. Nei discorsi De excessu fratris, Ambrogio evidenzia come Marcellina trovò conforto unicamente in preghiere, digiuni e meditazione della Parola di Dio. I digiuni di Marcellina non si limitavano ai giorni prestabiliti e arrivavano a preoccupare lo stesso Ambrogio, mentre la santa si lasciava andare alle lacrime solo quando nessuno poteva interromperla. Marcellina fu scelta come interlocutrice privilegiata in tre punti dell'epistolario ambrosiano. L'epistola settantasei del decimo libro dell'epistolario aggiorna Marcellina sull'andamento del conflitto con l'imperatrice Giustina, che riguardava l'attribuzione di una basilica al culto degli ariani. Da questa lettera si deduce la profonda preoccupazione di Marcellina per la pace e la stabilità della Chiesa milanese. Nell'epistola settantasettesima, Ambrogio dà a Marcellina la notizia rallegrante del ritrovamento dei corpi dei martiri Gervaso e Protaso. Da questa missiva si deduce che all'epoca Marcellina viveva non molto lontano dal fratello, a Milano o in un luogo adatto a una vita appartata. Marcellina fu inoltre consigliera di Ambrogio per dirimere il caso della vergine Indicia, la quale era accusata di infanticidio ma era ritenuta irreprensibile da Marcellina per averla ospitata nella propria casa romana. Marcellina seguì a Milano i suoi fratelli per essere loro valida collaboratrice nel ministero e nella vita quotidiana.

Transito e glorificazione

Sant'Ambrogio morì nel trecentosettantasette, e Marcellina gli sopravvisse di poco, nell'ordine di mesi o di pochi anni. La morte di Marcellina avvenne il diciassette luglio di un anno non ben precisato, sembra intorno all'anno quattrocento. Un'antica Vita colloca la morte ai tempi del vescovo san Simpliciano, che resse la diocesi dal trecentosettantasette al quattrocentouno. Un epitaffio metrico, attribuito proprio a san Simpliciano, fissa il giorno della morte di Marcellina alla metà di luglio e non contiene dati biografici di particolare interesse. Il corpo di Marcellina venne sepolto nella basilica di Sant'Ambrogio, non lontano dalle spoglie dei suoi fratelli. Nel milleseicentosette, il cardinale Federico Borromeo chiese ufficialmente la traslazione del corpo dalla cripta, che era bisognosa di rifacimento, a un luogo più degno. Nel millesettecentoventidue, il corpo ebbe un passaggio nella sacrestia della basilica ad opera del cardinale Benedetto Erba Odescalchi, che tolse i resti mortali dal sepolcro custodendoli temporaneamente. Nel diciottesimo secolo, precisamente nel diciottododici, i resti mortali furono solennemente sistemati nella terza cappella della navata destra della basilica, precedentemente dedicata a santa Caterina, eretta in suo onore dalla pietà dei fedeli di Milano. Da lì, ogni anno il due febbraio, comincia la Messa nella festa della Presentazione del Signore. La Messa del due febbraio è presieduta dall'arcivescovo di Milano in occasione della Giornata mondiale per la Vita Consacrata, con benedizione delle candele e processione, apparendo come un ringraziamento a Dio per aver donato un simile esempio alla Chiesa che porta il nome di Ambrogio.

Il culto e l'eredità spirituale

Santa Marcellina è commemorata nel martirologio a Milano con un culto millenario e immemorabile. La sua figura ha ispirato nei secoli la devozione e l'impegno educativo nella Chiesa. Al primo compito di Marcellina come educatrice dei suoi fratelli minori si è ispirato monsignor Luigi Biraghi, proclamato Beato nel duemilasei, che fu direttore spirituale del Seminario maggiore di Milano e successivamente dottore della Biblioteca Ambrosiana. Nel diciottot38, monsignor Luigi Biraghi fondò, con l'aiuto di madre Marina Videmari, l'Istituto delle Suore di Santa Marcellina a Cernusco sul Naviglio. L'Istituto delle Marcelline fu fondato per l'educazione culturale e morale della gioventù femminile, soprattutto di condizione distinta, con l'impegno di educare gratuitamente anche le fanciulle povere. Nella Certosa di Pavia si trova un dipinto di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, attivo tra il quattordici ottantuno e il quindicidieci. Il Bergognone fu l'ultimo buon pittore della generazione di Vincenzo Foppa e lavorò a lungo per i Certosini. Nel dipinto della Certosa di Pavia, santa Marcellina figura in piedi con san Satiro e i santi Gervasio e Protaso davanti al trono vescovile su cui siede sant'Ambrogio, un'opera che si riferisce al carattere più noto della santa, quello di educatrice dei due fratelli minori Satiro e Ambrogio. Agli Invalides di Parigi esisteva inoltre una statua in marmo di santa Marcellina, che purtroppo è scomparsa durante la Rivoluzione francese.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santa Marcellina?

La memoria liturgica di Santa Marcellina si celebra il 17 luglio.

Di cosa è patrona Santa Marcellina?

Nei fatti forniti non sono menzionati specifici patronati ufficiali per la santa.

A Milano, santa Marcellina, vergine, sorella del vescovo sant’Ambrogio, che ricevette a Roma nella basilica di San Pietro il velo della consacrazione da papa Liberio nel giorno dell’Epifania del Signore. — Martirologio Romano