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12 aprile

Sant' Alferio

Abate

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il servizio nel mondo e la chiamata

Alferio nacque a Salerno nel 930, appartenendo alla nobile famiglia dei Pappacarbone. Durante i suoi primi decenni di vita, servì per lungo tempo Guaimaro, principe di Salerno, in qualità di consigliere del duca. Nel 1002, all'età di settantenne, l'anziano uomo di governo fu incaricato di guidare una legazione diretta in Francia al cospetto del re Enrico II. Lo scopo della delicata missione diplomatica era ottenere la protezione del sovrano sul suo signore e sul principato di Salerno. Durante il viaggio, tuttavia, Alferio si ammalò gravemente prima di valicare le catene montuose delle Alpi. Chiese allora ospitalità al monastero di San Michele della Chiusa, dove i suoi compagni proseguirono il cammino mentre lui rimase alle cure della comunità. In quel frangente di prova, fece voto solenne di farsi monaco se fosse guarito dalla malattia. Ristabilitosi completamente nel corpo, decise di lasciare il mondo per rivestire l'abito benedettino. Proprio nel convento della Chiusa incontrò sant'Odilone, che lo accolse e lo guidò nel cammino spirituale, conducendolo con sé a Cluny.

La fondazione a Cava de' Tirreni

Il principe di Salerno chiese all'abate di Cluny il ritorno del suo antico ministro per affidargli la riforma dei monasteri del salernitano. Dopo un primo tentativo rivelatosi poco fruttuoso, Alferio scelse la via del definitivo raccoglimento. Si ritirò con due soli compagni nella Cavea metiliana, nota come valle Metilia, presso Salerno, nell'attuale territorio di Cava de' Tirreni. In quel luogo solitario si stabilì per condurre una rigorosa vita eremitica fatta di preghiera e penitenza. Con il passare del tempo, costituì nella valle un monastero dedicato alla Santissima Trinità. L'istituzione fu inizialmente destinata a accogliere dodici discepoli, trasformandosi rapidamente in uno dei principali centri della riforma monastica in Italia meridionale, organizzata interamente sul tipo e secondo lo spirito di Cluny. Tra i discepoli del santo figurarono personalità di grande rilievo spirituale, come il mercante di Lucca san Leone e il monaco Desiderio, destinato a diventare papa con il nome di Vittore III. Quest'ultimo volle rendere omaggio al maestro tessendo l'elogio di Alferio nel terzo libro dei suoi Dialoghi.

Il riconoscimento e la posterità

Il monastero fondato da Alferio godette fin dal principio della costante benevolenza del principe Guaimaro. Lo stesso Guaimaro emanò un importante decreto nel 1025 che riconosceva formalmente l'esistenza del monastero. Il documento concesse un largo tratto di terra intorno alla struttura e garantì la piena libertà di governo alla comunità, inclusa l'elezione autonoma dell'abate all'interno delle mura monastiche, senza alcuna ingerenza da parte del potere secolare. Negli ultimi anni della sua guida, Alferio designò Leone di Lucca come suo successore alla guida della comunità e revocò la norma iniziale che vietava di accogliere più di dodici monaci. Alferio morì il 12 aprile 1050. Nel Martirologio è ricordato nel monastero di Cava de' Tirreni in Campania come fondatore e primo abate. La sua eredità spirituale fu raccolta dai suoi undici successori immediati, che ricevettero un culto pubblico riconosciuto dalla Chiesa. In particolare, Leone, Pietro e Constabile furono riconosciuti santi con decreto di papa Leone XIII nel 1893, insieme allo stesso Alferio. Successivamente, Simeone, Falcone, Marino, Benincasa, Pietro II, Balsamo, Leonardo e Leone II furono riconosciuti beati con decreto di papa Pio XI nel 1927.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Alferio?

La festa liturgica di Sant'Alferio si celebra il 12 aprile di ogni anno, giorno della sua morte e della nascita al cielo.

Nel monastero di Cava de’ Tirreni in Campania, sant’Alferio, fondatore e primo abate, che, dopo essere stato consigliere di Guaimario duca di Salerno, divenuto discepolo di sant’Odilone a Cluny, apprese in modo eccellente la disciplina della vita monastica. — Martirologio Romano