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Oggi la Chiesa celebra: Domenica della Divina Misericordia

domenica 12 aprile 2026 · Santo del giorno

San Giulio I

Papa

San Giulio I

San Giulio I fu il vescovo di Roma e papa che guidò la Chiesa cattolica dal 337 al 352, distinguendosi come custode incorruttibile della fede nicena durante la grave crisi provocata dall'arianesimo. Originario di Roma e figlio di un certo Rustico, egli resse la cattedra di Pietro in un periodo di grandi tribolazioni storiche e dottrinali, affrontando con fermezza le pressioni degli imperatori e le divisioni interne alla cristianità. La sua intera opera pastorale fu dedicata alla difesa dell'ortodossia, alla tutela dei vescovi perseguitati come san Atanasio e al riordino amministrativo ed edilizio della comunità cristiana romana.

La memoria di questo pontefice è particolarmente legata alla convocazione del Sinodo di Roma e del Concilio di Sardica, momenti cruciali che affermarono il primato petrino e l'autorità della Sede apostolica. Oltre al suo impegno dottrinale, san Giulio I promosse la costruzione di importanti edifici di culto nella città eterna e gettò le prime basi per l'organizzazione dell'archivio e della biblioteca pontificia. Assunto agli onori degli altari, è ricordato liturgicamente il dodici aprile, data della sua pia dipartita avvenuta nell'anno 352.

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Gli altri santi di oggi

Santa Teresa di Gesù delle Ande (Giovanna Fernandez Solar)

Monaca carmelitana

Santa Teresa di Gesù delle Ande, battezzata con il nome di Giovanna Enriqueta Giuseppina dei Sacri Cuori Fernandez Solar e nota familiarmente come Juanita, nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900 da Michele Fernández e Lucia Solar. Visse una giovinezza serena in una famiglia benestante e di autentica fede, formandosi nel collegio delle Suore del Sacro Cuore e distinguendosi tra le coetanee per il carattere gioviale, la passione per lo sport e una straordinaria intelligenza unita a una profonda vita interiore. Sentita la chiamata divina, entrò nel monastero delle carmelitane scalze di Los Andes, dove visse gli ultimi mesi della sua breve esistenza terrena prima di spegnersi a causa del tifo il 12 aprile 1920, a pochi mesi dal compimento del ventesimo anno di età.

La sua figura è ricordata con grande venerazione perché rappresenta la prima Santa del Cile, la prima carmelitana scalza proclamata tale al di fuori dei confini europei e la quarta Teresa nella storia del Carmelo dopo quelle di Avila, di Firenze e di Lisieux. Beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 3 aprile 1987, Santa Teresa di Gesù delle Ande continua a essere un punto di riferimento luminoso per migliaia di pellegrini che giungono al Santuario di Auco-Rinconada de Los Andes per cercare consolazione, luce e una via sicura verso Dio, trovando nella sua breve ascesa spirituale la testimonianza luminosa di un'anima interamente consacrata all'amore sponsale per Cristo.

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Sant' Alferio

Abate

Sant'Alferio visse tra il X e l'XI secolo, lasciando un segno profondo nella storia della Chiesa e del monachesimo europeo. Nato a Salerno nel 930 ed esponente della nobile famiglia dei Pappacarbone, servì a lungo il principe Guaimaro prima di compire una svolta radicale che lo condusse alla vita contemplativa e alla santità. La tradizione e i documenti storici lo ricordano come consigliere del duca di Salerno e discepolo di sant'Odilone a Cluny, dove apprese la disciplina della vita monastica che avrebbe poi piantato saldamente nella sua terra d'origine.

Nel corso della sua lunga esistenza, che si concluse nel 1050 alla straordinaria età di centoventi anni, fondò il celebre monastero della Santissima Trinità nella valle Metilia, presso Cava de' Tirreni. La comunità monastica, cresciuta sotto la sua guida saggia e ispirata allo spirito di Cluny, divenne un faro di riforma spirituale e culturale. La Chiesa ne custodisce la memoria liturgica il 12 aprile, giorno della sua nascita al cielo, e il suo culto fu solennemente confermato nel 1893 da papa Leone XIII insieme ai suoi primi successori.

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Santa Vissia di Fermo

Vergine e martire

Santa Vissia è una figura luminosa della Chiesa antica, ricordata insieme alla compagna santa Sofia come vergine e martire originaria di Fermo nel Piceno. La memoria liturgica di queste due sante è fissata al dodici aprile, giorno in cui la Chiesa ne loda la fedeltà sino al sacrificio supremo. Non possediamo notizie certe sulla loro vita quotidiana né conosciamo le circostanze precise che legarono indissolubilmente i loro nomi, eppure la loro testimonianza cristiana è giunta sino a noi attraverso i secoli, radicandosi profondamente nella tradizione della terra marchigiana.

Il culto di santa Vissia e di santa Sofia si è conservato con particolare devozione nella cattedrale di Fermo, dove riposano le loro reliquie. La loro storia affonda le radici nel terzo secolo dopo Cristo, un tempo segnato da aspre prove per la comunità cristiana. Il nome di santa Vissia continua a essere invocato con amore filiale, a testimonianza di una fede che non teme la prova del sangue e che nobilita per sempre la comunità che l'ha custodita nella preghiera e nel ricordo.

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San Costantino di Gap

Vescovo

Nel corso del quinto secolo della nostra era, la Chiesa ha annoverato figure luminose di pastori dediti alla cura del gregge di Cristo, tra i quali occupa un posto di rilievo San Costantino, vescovo della città francese di Gap. Il nome Costantino è portato da diversi santi, tra cui un re inglese martire in Scozia commemorato l'undici marzo dal Martirologio Romano, e gli imperatori San Costantino il Grande, San Costantino VI e San Costantino XI Paleologo, venerati in particolare dalle Chiese Orientali. Il vescovo Costantino visse in un'epoca di profonde trasformazioni sociali e religiose, operando nella regione alpina del Delfinato, situata tra la Savoia e la Provenza. Tale regione fece successivamente parte del regno di Provenza, del regno di Arles e del Sacro Romano Impero, e nel millesimato trecentoquarantanove il re Filippo VI di Francia acquistò il Delfinato. L'acquisto del Delfinato fu subordinato al mantenimento dell'autonomia del feudo e all'assegnazione al primogenito ed erede al trono con il titolo di delfino, sebbene il vescovo Costantino visse ben prima degli eventi del quattordicesimo secolo riguardanti l'acquisto del medesimo territorio.

San Costantino di Gap è ricordato per il suo fecondo episcopato e per la sua partecipazione attiva alla vita della Chiesa antica, attestata da documenti storici di grande rilievo. Egli fu quasi contemporaneo del celebre San Cesario di Arles, condividendo con lui le fatiche e le speranze di quel tempo. Secondo la cronologia della diocesi di Gap, Costantino fu il quarto vescovo della sede episcopale. Il primo vescovo di Gap fu il protovescovo San Demetrio, figura leggendaria spesso confusa con l'omonimo megalomartire venerato in Oriente. I predecessori di Costantino furono il protovescovo San Demetrio e i Santi Tigrido e Remedio, i quali sono festeggiati il tre febbraio. La morte di Costantino avvenne verso la metà del quinto secolo. Nel millesimo ottocentouno la diocesi di Gap fu accorpata a quella di Digne in seguito al concordato napoleonico, mentre nel millesimo ottocentoventidue la diocesi di Gap fu ristabilita acquisendo gran parte del territorio dell'antica diocesi vicina di Embrun. Oggi San Costantino vescovo di Gap è commemorato nell'ultima edizione del martirologio cattolico in data odierna, ricordando la sua opera pastorale a Gap in Provenza, in Francia.

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San Basilio di Pario

Vescovo

A Pario in Ellesponto, nell’odierna Turchia, san Basilio, vescovo, che per il culto delle sacre immagini patì percosse, carcere ed esilio.

Beato Lorenzo

Sacerdote

Nel monastero di Belém presso Lisbona in Portogallo, beato Lorenzo, sacerdote dell’Ordine di San Girolamo, al quale moltissimi penitenti si rivolgevano per la sua insigne pietà.

San Davide Uribe Velasco

Sacerdote e martire

Nei pressi di San José nella regione di Chilpancinga in Messico, san Davide Uribe, sacerdote e martire, che in tempo di persecuzione contro la Chiesa patì il martirio per Cristo Re.

San Damiano di Pavia

Vescovo

A Pavia, san Damiano, vescovo, la cui lettera sulla retta fede circa la volontà e l’agire in Cristo fu letta nel Concilio Costantinopolitano III.

San Saba il Goto

Martire

In Cappadocia, nell’odierna Turchia, san Saba il Goto, martire, che, durante le persecuzioni scatenate contro i cristiani dal re dei Goti Atanarico, tre giorni dopo la celebrazione della Pasqua, essendosi rifiutato di mangiare le carni immolate agli idoli, dopo crudeli supplizi fu gettato nel fiume.

Sant’ Erchembodone

Vescovo di Therouanne

Nel territorio di Ponthieu in Francia, sant’Erchembodóne, abate di Saint-Omer e al contempo vescovo di Thérouanne.

Santi Ferdinando da Portalegre ed Eleuterio de Platea

Martiri mercedari

Beato Pedro Ruiz Ortega

Chierico e martire

Beato Pedro Roca Toscas

Chierico e martire

Dal Martirologio Romano

A Roma nel cimitero di Calepodio al terzo miglio della via Aurelia, deposizione di san Giulio I, papa, che, durante la persecuzione ariana, custodì tenacemente la fede nicena, difese Atanasio dalle accuse ospitandolo durante l’esilio e convocò il Concilio di Sardica. — Martirologio Romano