23 ottobre
Sant' Allucio di Campugliano in Valdinievole
Confessore
Aggiornato il 15 settembre 2026
La giovinezza e la conversione
Nato nell'undicesimo secolo a Campugliano, nel cuore della Val di Nievole in Toscana tra Montecatini e Lucca, Sant'Allucio crecciò in una famiglia contadina. Da ragazzo, mentre custodiva gli armenti, si fece notare per episodi che testimoniavano la sua precoce e salda tempra spirituale. Con il passare degli anni, il santo coltivò una vita interiore intensa, unendo mirabilmente la contemplazione e l'azione in un unico cammino di santità. Egli fu un uomo severo con se stesso, che scelse la via della penitenza rigorosa: non mangiava mai carne, formaggio né uova, e osservava il digiuno tre volte alla settimana. La tradizione tramanda addirittura che Allucio non toccò cibo per ben sette Quaresime consecutive, mostrando una straordinaria forza d'animo sostenuta dalla grazia divina.
Le opere di carità e i viaggi
La carità operosa di Sant'Allucio si manifestò nell'amministrazione e nella fondazione di luoghi di accoglienza per i bisognosi. Fu incaricato dapprima di gestire l'ospizio di Campugliano, che versava in stato di completo abbandono, riuscendo a riportarlo alla piena efficienza grazie anche all'aiuto di compagni zelanti chiamati Fratelli di Sant'Allucio. Successivamente, il santo fondò un secondo ospizio sul Monte Albano per offrire rifugio e assistenza ai poveri e ai pellegrini, e creò un terzo ospizio presso la riva dell'Arno. Per facilitare il cammino dei viandanti, Allucio decise di costruire un ponte sull'Arno. Tale impresa richiese il superamento di complessi problemi tecnici e impose al santo di convincere e ammansire il traghettatore locale, il quale temeva di perdere i propri guadagni legati al passaggio dei viaggiatori. Oltre a queste grandi opere materiali, ad Allucio furono affidate importanti missioni diplomatiche in città lontane, grazie alle quali riuscì nell'alto intento di pacificare le città rivali di Ravenna e Faenza.
I prodigi e la memoria liturgica
La tradizione tramanda che i miracoli intorno ad Allucio si moltiplicarono numerosissimi nel corso della sua esistenza e dopo il suo transito. Tra i prodigi più noti vi è quello che vide protagonista un uomo a cui erano stati cavati gli occhi come punizione corporale, secondo la severa legge del taglione comune nel Medioevo. Sant'Allucio intervenne rimettendo gli occhi nelle orbite del condannato e restituendogli miracolosamente la vista. Giunto al termine dei suoi giorni, Allucio morì nel 1134, rimanendo sereno e attivo fino all'ultimo respiro. Dopo la sua morte, la devozione popolare fiorì spontaneamente e fu autorizzata ufficialmente dalla Chiesa nel Settecento. Pochi anni dopo l'autorizzazione del culto, le sacre reliquie furono accolte nella cattedrale di Pescia. Oggi il martirologio ricorda sant'Allucio a Campugliano in Valdinievole come uomo di pace, protettore di poveri e pellegrini e liberatore di prigionieri.
La vita operosa
La vicenda terrena di Sant'Allucio si è dipanata tra le terre di Campugliano, Pescia e le zone del Monte Albano, luoghi che hanno visto il fiorire del suo apostolato laicale. Animato da un profondo spirito di servizio, il santo concentrò i suoi sforzi nel restaurare l'ospizio di Campugliano, avvalendosi della collaborazione dei Fratelli di Sant'Allucio, una comunità che condivideva con lui l'ideale dell'assistenza ai pellegrini. La sua sollecitudine verso chi viaggiava non si fermò all'accoglienza nelle strutture di ricovero; egli comprese infatti che il cammino del pellegrino necessitava di infrastrutture sicure. Per questo motivo, si fece promotore della costruzione di un ponte sul fiume Arno, un'opera provvidenziale destinata a facilitare il transito dei viandanti che attraversavano la regione.
Oltre all'impegno caritatevole e costruttivo, Sant'Allucio fu uomo di pace, chiamato a svolgere delicate missioni diplomatiche in un'epoca segnata da aspri conflitti. La sua autorevolezza morale fu tale da permettergli di intervenire nelle città di Ravenna e Faenza, dove operò con successo per pacificare le fazioni in lotta. La sua esistenza si concluse nell'anno millecentotrentaquattro, lasciando dietro di sé il segno indelebile di una carità che non conosce confini e che sa farsi mediatrice tra gli uomini. Il riconoscimento del suo santo agire giunse solennemente nel diciottesimo secolo, quando la Chiesa ne autorizzò ufficialmente il culto, confermando la santità di un uomo che aveva saputo incarnare il Vangelo attraverso le opere quotidiane.
Il culto e la memoria
Il culto di Sant'Allucio affonda le proprie radici nella gratitudine delle popolazioni che beneficiarono del suo infaticabile apostolato. Sebbene la sua testimonianza risalga al periodo medievale, la devozione verso questo santo laico è stata formalmente riconosciuta e ratificata dalla Chiesa nel corso del diciottesimo secolo, periodo in cui ne fu autorizzato ufficialmente il culto. Tale riconoscimento ha permesso di consolidare la memoria di un uomo che, pur non appartenendo allo stato clericale, ha servito la Chiesa con la stessa dedizione di un fondatore di ordini religiosi.
Oggi, la città di Pescia lo venera come proprio patrono, affidandosi alla sua intercessione e ricordando il legame profondo che lo ha unito a queste terre. La sua figura rimane un punto di riferimento per chi cerca nel laicato una forma alta di impegno cristiano, capace di unire la preghiera alla costruzione di ponti, materiali e spirituali, tra le persone. Celebrare la sua memoria significa rinnovare l'invito a farsi prossimi di chi soffre e a operare incessantemente per la pace, seguendo l'esempio di un santo che ha fatto della propria vita un cammino di accoglienza verso il prossimo.
Domande frequenti
Quando si festeggia Sant'Allucio?
Sant'Allucio si festeggia il ventitré ottobre.
Di cosa è patrono Sant'Allucio?
Sant'Allucio è il santo patrono di Pescia.
A Campugliano in Valdinievole in Toscana, sant’Allucio, che, vero uomo di pace, protesse i poveri e i pellegrini e liberò i prigionieri. — Martirologio Romano