Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

18 febbraio

Sant' Angilberto di Centula

Abate di Saint-Riquier

Aggiornato il 15 settembre 2026

Dalla corte franca alla vita monastica

Sant'Angilberto nacque verso il 750 in Francia. Il padre di Sant'Angilberto fu un ignoto signore della corte di Pipino il Breve, re dei Franchi. Angilberto fu educato direttamente alla corte di Pipino il Breve. A corte Angilberto entrò presto in relazione con il principe ereditario e futuro Carlo Magno. Angilberto divenne amico, confidente, consigliere e segretario di Carlo Magno. Nel 781 il piccolo Pipino, nipote di Carlo Magno e di appena quattro anni, fu incoronato a Roma re d'Italia da Papa Adriano I. In seguito all'incoronazione di Pipino d'Italia, Angilberto divenne l'addetto al regale fanciullo con il titolo di primicerio di palazzo. Come primicerio di palazzo, Angilberto esercitava vaste funzioni in campo ecclesiastico e civile. Angilberto ebbe un ruolo importante nell'educazione del giovane principe Pipino. Angilberto ebbe un ruolo importante nei rapporti tra Pipino e i suoi sudditi. Angilberto ebbe un ruolo importante nei rapporti tra Pipino e l'imperatore suo padre. Nel 787 Angilberto si stabilì a corte. Angilberto fu incaricato di governare la regione inclusa tra la Schelda, la Senna e il mare. Angilberto fissò la sua dimora nel castello di Centula, nella Piccardia. Il castello di Centula non era distante dall'abbazia fondata nel 625 da Saint Riquier. Angilberto continuò a mantenersi in corrispondenza con l'Accademia Palatina. L'Accademia Palatina fu eretta per volere di Carlo Magno dal benedettino inglese Alcuino. Angilberto fece parte dell'Accademia Palatina con il nome di Omero. Angilberto illustrò l'Accademia Palatina con le sue poesie di sapore retorico. Angilberto fu amico di San Guglielmo d'Aquitania, San Benedetto d'Aniane e Sant'Adalardo. Angilberto corrispose in prosa e in poesia con i sapienti del tempo. Tra i corrispondenti di Angilberto vi fu il suo professore di grammatica Pietro da Pisa. Tra i corrispondenti di Angilberto vi fu Teodulfo, vescovo di Orléans, teologo, poeta e principale esponente della rinascita carolingia. Angilberto aveva ricevuto la tonsura. La vita di Angilberto non era molto dissimile da quella degli altri cortigiani quanto a vizi e mondanità. Alcuino rimase scandalizzato dalla vita mondana di Angilberto e gli fece le sue rimostranze. Angilberto si innamorò della principessa Berta, figlia di Carlo Magno. Dall'unione tra Angilberto e Berta nacquero due figli, Armida e Nitardo. Il figlio Nitardo divenne storico e abate di Saint-Riquier. Carlo Magno non permise ai due amanti di sposarsi. Carlo Magno concesse ad Angilberto in commenda l'abbazia di Saint-Riquier come premio dei servizi amministrativi resi. La nuova carica di abate commendatario moltiplicò gli introiti di Angilberto senza interferire nella sua vita secolare. Con il tempo Angilberto iniziò a nutrire una profonda venerazione verso San Richiero, dispensatore di potenti miracoli. Angilberto fu colpito da una grave malattia. A causa della malattia, Angilberto fece un voto di intraprendere la vita religiosa nell'abbazia di cui era abate commendatario in caso di guarigione. La preghiera di guarigione di Angilberto fu esaudita. Appena ristabilito, Angilberto fu impegnato a difendere le sue terre dalle invasioni dei danesi. Angilberto riportò una grande vittoria sui danesi e la attribuì all'intercessione di San Richiero. La vittoria sui danesi convinse Angilberto a soddisfare il suo voto. A Saint-Riquier-sur-Somme Angilberto divenne sacerdote. A Saint-Riquier Angilberto edificò tutti i confratelli con la sua umiltà e l'esercizio della penitenza. Alla morte dell'abate Sinforiano, i monaci elessero all'unanimità Angilberto come nuovo abate. L'elezione di Angilberto ad abate ebbe la piena approvazione di Carlo Magno. Carlo Magno nominò Angilberto suo arcicappellano per timore che seppellisse i suoi talenti nell'oscurità del monastero.

Le missioni diplomatiche e l'attività per la Chiesa

Carlo Magno mandò Angilberto tre volte a Roma dal papa in veste di suo ambasciatore. Nel 792 Angilberto condusse da papa Adriano il vescovo di Urgel, Felice. Il vescovo Felice era stato condannato dal Concilio di Ratisbona. Felice riduceva ad un mero legame di adozione la paternità di Dio Padre nei confronti del Figlio. Nel 794 Carlo Magno inviò Angilberto a sottoporre al giudizio del pontefice i Libri Carolingi. I Libri Carolingi ribadivano la condanna dell'iconoclastia stabilita dal secondo concilio di Nicea nel 787. Il nuovo papa, San Leone III, subito dopo l'elezione incaricò dei legati di portare a Carlo Magno le chiavi della confessione di San Pietro e lo stendardo di Roma. Papa Leone III testimoniò a Carlo Magno di considerarlo protettore della Chiesa e patrizio dei romani. Papa Leone III pregò Carlo Magno di inviare un cortigiano a ricevere il giuramento di fedeltà e sottomissione del popolo romano. Nel 796 Carlo Magno inviò Angilberto per una delicata missione a Roma. Angilberto consegnò al papa buona parte dei tesori conquistati dall'esercito franco del duca friulano Errico. I tesori consegnati servirono per restaurare ed abbellire le basiliche di Roma e il palazzo del Laterano. Il palazzo del Laterano era all'epoca la residenza pontificia. Una parte del tesoro conquistato spettò anche ad Angilberto. Angilberto usò la sua parte di tesoro per ampliare ed arricchire la sua abbazia e dotarla di una biblioteca. Dopo l'ultima missione, Angilberto si distaccò drasticamente dalla corte e dal mondo. Sant'Angilberto visse nel monastero di Centule nel territorio di Amiens in Francia. Angilberto abbandonò gli incarichi di palazzo e militari. Angilberto si ritirò a vita monastica con il consenso della moglie Berta. La moglie Berta prese a sua volta il sacro velo. Angilberto resse felicemente il cenobio di Centule.

Il fervore spirituale e la fioritura di Saint-Riquier

Angilberto si dedicò alla vita interiore, a ristabilire l'osservanza rigorosa della regola e a curare la solennità delle celebrazioni liturgiche. Angilberto fu considerato a torto o a ragione il secondo fondatore di Saint-Riquier. Sotto il governo di Angilberto l'abbazia di Saint-Riquier conobbe una nuova fioritura. Angilberto curò l'erezione di tre nuove chiese nell'abbazia. Dedico la prima nuova chiesa al Salvatore. Dedico la seconda nuova chiesa a San Benedetto. Dedico la terza nuova chiesa ai santi del suo ordine. Angilberto fece pervenire preziose reliquie da Roma, Costantinopoli, Gerusalemme e altri santuari europei per le nuove chiese. Nell'800 Carlo Magno, futuro imperatore, si recò a Saint-Riquier con Alcuino per celebrare la Pasqua. Nello stesso anno Angilberto seguì Carlo Magno a Roma per una difficile missione in difesa del papa. La notte di Natale dell'800 papa Leone III incoronò il re franco in riconoscimento dell'aiuto ricevuto, dando origine al Sacro Romano Impero d'Occidente. Angilberto approfittò del viaggio a Roma per ottenere dal papa il rinnovo dei privilegi dell'abbazia. Angilberto ottenne l'esenzione dalla giurisdizione episcopale di Amiens per tutti i domini dell'abbazia. Il santo abate costituì tre cori composti da trecento religiosi e cento fanciulli. I cori cantavano perennemente l'ufficio divino nelle tre chiese per la salute di Carlo e la prosperità del suo regno. Il nome di Angilberto figura tra i quattro firmatari del testamento dell'imperatore Carlo Magno incaricati di vigilare sull'esecuzione delle ultime volontà. Carlo Magno morì il 28 gennaio 814. Angilberto morì ventidue giorni dopo Carlo Magno. Angilberto fu consumato dai digiuni e dalle penitenze. Angilberto spirò a Saint-Riquier il 18 febbraio 814. Angilberto espresse il desiderio di essere sepolto davanti alla porta principale della basilica conventuale per essere calpestato dai fedeli in preghiera. La fama di santità di Angilberto spinse i monaci ad attivarsi per la sua canonizzazione. Papa Pasquale II esaudì la richiesta di canonizzazione nel 1100 dopo molte peripezie.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Angilberto di Centula?

Sant'Angilberto di Centula si festeggia il 18 febbraio.

Nel monastero di Centule nel territorio di Amiens in Francia, sant’Angilberto, abate, che, abbandonati gli incarichi di palazzo e militari, con il consenso della moglie Berta, che prese lei pure il sacro velo, si ritirò a vita monastica e resse felicemente il cenobio di Centule. — Martirologio Romano