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Oggi la Chiesa celebra: Mercoledì delle Ceneri

mercoledì 18 febbraio 2026 · Santo del giorno

Santa Geltrude (Caterina) Comensoli

Vergine e fondatrice

Santa Geltrude (Caterina) Comensoli

Santa Geltrude Comensoli, al secolo Caterina, è stata una luminosa figura di consacrata vissuta a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo. Fondatrice delle Suore Sacramentine, ha speso la sua intera esistenza nel promuovere l'adorazione eucaristica e l'educazione, lasciando un'impronta profonda di fede e di totale abbandono alla volontà divina in diverse comunità lombarde.

La Chiesa ne custodisce la memoria per la sua incrollabile dedizione di fronte alle prove materiali e per la sua fecondità spirituale. La sua opera, nata dal silenzio dell'altare, continua a parlare ai credenti di oggi come un invito costante a rimettere al centro della vita cristiana la presenza viva del Signore nell'Eucaristia.

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Gli altri santi di oggi

Santi Sadoth e centoventotto compagni

Martiri

Nel corso del quarto secolo, precisamente nel 341, il re persiano Sapore secondo diede inizio a una feroce persecuzione contro i cristiani, rivelandosi loro acerrimo nemico. Il Martyrologium Romanum ricorda al diciassette aprile San Simeone Bar Sabba e numerosi compagni come principali vittime di quella prima ondata di violenza. L'anno seguente, nel 342, la persecuzione travolse anche il vescovo Sadoth e altri centoventotto cristiani, le cui vicende segnano una pagina luminosa di fedeltà al Vangelo nella terra di Persia.

San Sadoth e i suoi centoventotto compagni, tra i quali figuravano sacerdoti, chierici minori e vergini consacrate, sono ricordati per aver affrontato la prigionia, le torture e infine la morte pur di non rinnegare la propria fede. Arrestati per ordine del re Sapore e condotti a Bait-Lapat, scelsero il martirio piuttosto che adorare il sole come divinità, testimoniando con il sangue la verità dell'unico Creatore.

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Sant' Angilberto di Centula

Abate di Saint-Riquier

Sant'Angilberto nacque verso il 750 in Francia, da un ignoto signore della corte di Pipino il Breve, re dei Franchi. Educato direttamente alla corte reale, entrò presto in relazione con il principe ereditario e futuro Carlo Magno, divenendone amico, confidente, consigliere e segretario. La sua giovinezza fu segnata da una vita mondana che suscitò le rimostranze del dotto Alcuino, e dalla relazione con la principessa Berta, figlia di Carlo Magno, dalla quale nacquero i figli Armida e Nitardo. Sebbene i sovrani non permisero ai due di sposarsi, in seguito Angilberto si ritirò a vita monastica con il consenso della moglie Berta, la quale prese a sua volta il sacro velo. Prima di questa radicale conversione, Angilberto fu un abile amministratore e diplomatico, ricoprendo il ruolo di primicerio di palazzo, governando la regione tra la Schelda, la Senna e il mare e servendo come fidato ambasciatore imperiale presso la Santa Sede.

Ricordato come il secondo fondatore dell'abbazia di Saint-Riquier, Sant'Angilberto seppe trasformare i fasti della corte terrena in una dedizione totale alla liturgia e alla penitenza. Vissuto nel monastero di Centule, nel territorio di Amiens in Francia, fu abate commendatario e poi abate eletto all'unanimità dai monaci, distinguendosi per l'amore verso le celebrazioni solenni, l'erezione di nuove chiese e la custodia delle reliquie. Fu uomo di profonda cultura, membro dell'Accademia Palatina con il nome di Omero e corrispondente di intellettuali come Pietro da Pisa e Teodulfo di Orléans. Consumato dai digiuni e dalle penitenze, spirò a Saint-Riquier il 18 febbraio 814, appena ventidue giorni dopo la morte del grande imperatore Carlo Magno, di cui fu anche uno dei quattro firmatari del testamento. Dopo molte peripezie, la sua santità fu solennemente riconosciuta nel 1100 da papa Pasquale II.

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Beato Giovanni Pibush

Sacerdote e martire

Il Beato Giovanni Pibush è stato un sacerdote e martire inglese, la cui vita si è consumata nel clima di dura persecuzione religiosa che ha segnato il sedicesimo e il diciassettesimo secolo. Nato a Thirsk nel 1557, ha dedicato la propria esistenza alla fede cattolica, compiendo il cammino verso il sacerdozio che lo ha portato a ricevere l'ordinazione a Reims nell'anno 1587. La sua testimonianza è divenuta una luce luminosa nel buio di un'epoca segnata da divisioni e violenze, culminata con il dono supremo della propria vita per la difesa dei valori del Vangelo.

Egli è ricordato oggi come un uomo di profonda fermezza e incrollabile dedizione, che ha affrontato il carcere e le dure prove con animo saldo, fino al martirio avvenuto a Southwark, nei pressi di Londra, nel 1601. La Chiesa ha riconosciuto la santità del suo sacrificio attraverso la beatificazione decretata da Papa Pio Undicesimo il 15 dicembre 1929. Il suo ricordo rimane impresso nella memoria dei fedeli non solo come un atto di coraggio, ma come un richiamo costante alla fedeltà verso Dio, vissuta con umiltà e spirito di servizio in ogni circostanza della vita terrena.

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Santi Giovanni Pietro Neel, Martino Wu Xuesheng, Giovanni Zhang Tianshen e Giovanni Chen Xianheng

Martiri

San Giovanni Pietro Neel fu un presbitero francese che offrì la propria vita per la diffusione del Vangelo in terra cinese durante il diciannovesimo secolo. Ordinato sacerdote nel 1858 per le Missioni Estere di Parigi, scelse di lasciare la sua terra natale, Sainte-Catherine-sur-Riviere, per dedicarsi interamente alla missione apostolica nella regione di Kouy-tcheou. Il suo impegno pastorale fu segnato da una dedizione profonda, che lo portò a camminare al fianco dei catechisti locali, condividendo con loro la medesima sorte terrena e spirituale.

La memoria di San Giovanni Pietro Neel è indissolubilmente legata a quella dei martiri Martino Wu Xuesheng, Giovanni Zhang Tianshen e Giovanni Chen Xianheng. Arrestati insieme a Kia-cha-long e condannati a morte da un mandarino locale a causa della loro fede, essi affrontarono il martirio con coraggio, suggellando con il sangue la propria testimonianza cristiana. Canonizzati da papa Giovanni Paolo II il primo ottobre del duemila, sono ricordati ogni diciotto febbraio come luminosi esempi di fedeltà al Signore, capaci di superare le barriere geografiche e culturali in nome dell'amore universale di Cristo.

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Beato Giovanni da Fiesole (detto Beato Angelico o Fra Angelico)

Domenicano

Il Beato Giovanni da Fiesole, conosciuto da tutti come Beato Angelico o Fra Angelico, visse durante il quindicesimo secolo lasciando un segno indelebile nella storia della santità e dell'arte cristiana. Nato a Vicchio di Mugello in Toscana nel millesenteottantasette e figlio di Pietro, il suo nome di battesimo era Guido oppure Guidolino. Fin dalla giovinezza lavorò come pittore in Firenze, prima di avvertire la chiamata alla vita religiosa e presentarsi al convento domenicano di Fiesole insieme al fratello Benedetto. Ordinato sacerdote nell'Ordine dei Predicatori, assunse il nome di Fra Giovanni da Fiesole, distinguendosi come una figura soave e genialissima, considerata un dono magnifico fatto da Dio all'Ordine. Subito dopo la sua morte divenne usanza comune chiamarlo Beato Angelico, mentre il Martirologio lo ricorda proprio come beato Giovanni da Fiesole, detto Angelico, sacerdote dell'Ordine dei Predicatori.

Egli seppe svolgere la sua azione di santo e di artista in un clima di alta perfezione spirituale e intellettuale nel chiostro, praticando sante austerità e studi profondi con una perenne elevazione dell'anima a Dio. Possedeva un'anima di semplicità evangelica e visse con il cuore in cielo pur dedicandosi a un intenso lavoro, condividendo con gli altri il frutto della propria contemplazione come buon Frate Predicatore. Narrò con la sua pittura la divina storia della salvezza, realizzando Crocifissi, Madonne e Santi considerati una predica che risuona nei secoli. Secondo il Martirologio, egli espresse nelle sue pitture ciò che contemplava nel suo intimo, elevando le menti umane alle realtà celesti. Morì il diciotto febbraio milletrecentocinquantacinque a Roma, nel convento di Santa Maria sopra Minerva, e il suo corpo è conservato nella Basilica Domenicana attigua. Papa Giovanni Paolo II concesse il suo culto liturgico a tutto l'Ordine il tre ottobre millenovecentoottantadue e lo proclamò Patrono Universale degli Artisti il diciotto febbraio millenovecentoottantaquattro.

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San Tarasio

Patriarca di Costantinopoli

San Tarasio nacque a Costantinopoli nell'anno settecentotrenta e visse tra l'ottavo e il nono secolo, lasciando un segno indelebile nella storia della Chiesa come vescovo e patriarca della sua città natale. Prima di dedicarsi interamente al servizio spirituale, ricoprì incarichi di grande prestigio civile, agendo come senatore e capo della cancelleria imperiale. La sua elezione a patriarca, avvenuta mentre era ancora laico, segnò l'inizio di un ministero caratterizzato da una profonda dedizione alla difesa dell'ortodossia e alla guida del popolo cristiano.

Egli è ricordato con particolare venerazione per aver promosso il Concilio di Nicea del settecentoottantasette, un evento cruciale per la vita della comunità dei credenti. La sua figura si distinse inoltre per la rettitudine morale, espressa in modo esemplare nell'opposizione ferma al divorzio dell'imperatore Costantino sesto, a testimonianza di una coscienza capace di anteporre la legge divina agli interessi del potere temporale. La sua vita si concluse a Costantinopoli nell'anno ottocentosei, lasciando in eredità un esempio di fedeltà evangelica che ancora oggi ispira il cammino dei fedeli.

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San Francesco Regis Clet

Martire in Cina

San Francesco Regis Clet nacque a Grenoble, in Francia, il 19 agosto 1748. Visse nel diciottesimo secolo e scelse di consacrare la propria esistenza a Dio entrando, all'età di ventuno anni, nella Congregazione della Missione. Tale istituto era stato fondato a Parigi nel 1625 da san Vincenzo de' Paoli, e i suoi membri, sacerdoti dediti alla vita comune, erano noti come Lazzaristi oppure Vincenziani. Essi avevano il compito di svolgere la predicazione missionaria nelle campagne e in ambienti complessi come le galere, estendendo la loro opera anche all'estero, in Europa, in Africa e in Cina. Ordinato sacerdote nel 1773 all'età di venticinque anni, Francesco svolse il proprio ministero insegnando teologia morale nel seminario di Annecy, in Alta Savoia. Presso quell'istituto, gli alunni lo chiamavano affettuosamente biblioteca vivente per la sua straordinaria erudizione. Intorno all'età di quarant'anni, i superiori lo chiamarono a guidare il Seminario vincenziano di Parigi, dove visse la prima fase della Rivoluzione francese. Mosso da un profondo zelo apostolico, nel 1791, a quarantatré anni, chiese di poter partire come missionario in Cina.

Il cammino di san Francesco Regis Clet si compì in terra d'Oriente, affrontando un tempo segnato da grandi difficoltà politiche e religiose. All'inizio del diciottesimo secolo, i cattolici in Cina erano stimati in trecentomila. Sebbene i primi imperatori manciù della dinastia Ching, succeduta nel 1644 ai cinesi Ming, avessero consentito l'attività missionaria, il clima mutò negativamente durante il regno dell'imperatore Kiaking. Crebbe la diffidenza verso l'Occidente e vennero a mancare i Gesuiti, la cui Compagnia era stata soppressa nel 1773 da papa Clemente XIV per le pressioni dei governi europei che ne spartivano i beni. La situazione fu ulteriormente aggravata dai dissidi tra missionari di differenti ordini e dal disagio sociale locale. Uomo di studio, Francesco seppe farsi uomo di opere secondo gli insegnamenti di san Vincenzo de' Paoli. Dopo mesi di carcere e processi con tortura, affrontati dichiarandosi sempre sacerdote e missionario cattolico, subì il martirio mediante strangolamento su una sorta di croce il 18 febbraio 1820 a Wuchang, nella provincia di Hubei. Papa Giovanni Paolo II lo ha canonizzato nell'anno 2000 insieme ad altri centodiciannove testimoni della fede.

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San Teotonio

Sacerdote

San Teotonio nacque verso l'anno 1080 a Ganfei, nella regione portoghese di Valença do Minho, da Oveco ed Eugenia, che gli impartirono una solida educazione cristiana. Affidato dapprima alle cure di suo zio Cresconio, vescovo di Coimbra, il giovane poté apprendere l'arte della lettura e del canto secondo l'uso dei tempi sotto la guida dell'arcidiacono Tello, per poi proseguire il suo cammino a Viseo, dove ricevette gli ordini sacri e divenne sacerdote. Nel corso del dodicesimo secolo, il suo ministero si distinse per l'eccezionale zelo pastorale e per l'assidua pratica delle virtù cristiane, doti che in breve tempo lo condussero a essere eletto priore della cattedrale. La sua esistenza fu segnata da una profonda ricerca spirituale che lo spinse a compiere pellegrinaggi in Terra Santa, a rifiutare ripetutamente l'episcopato offerto dal conte Enrico e dalla regina Teresa con il consenso del clero e del popolo, e a dedicarsi infine con entusiasmo alla fondazione del monastero di Santa Croce nei pressi di Coimbra insieme al vecchio maestro Tello e ad altri sacerdoti. Eletto priore della nuova comunità di Canonici Regolari di Sant'Agostino, resse l'istituzione con grandi qualità di governo e fama di santità, prima di trascorrere l'ultimo decennio della sua vita nella preghiera e nella penitenza più rigorose.

San Teotonio è ricordato per la sua straordinaria dedizione alla Chiesa portoghese e per il fervore con cui visse la regola agostiniana fino alla morte, avvenuta nel 1166 all'età di quasi novant'anni. La sua figura rimase impressa nella memoria dei fedeli e delle istituzioni ecclesiastiche, tanto che sin dal sedicesimo secolo il suo nome fu inserito nei martirologi nell'anniversario della sua scomparsa, celebrato con Ufficio proprio nelle diocesi di Braga, Evora, Coimbra, Leiria e Viseo, città di cui è venerato come patrono. L'iconografia tradizionale ha custodito il ricordo della sua alta dignità e della sua autorità spirituale attribuendogli la mitra e il pastorale, simboli legati alla carica abbaziale ricoperta piuttosto che all'episcopato che egli aveva generosamente rifiutato. Le sue reliquie, dapprima accolte nel capitolo del monastero di Santa Croce e in seguito traslate sopra l'altare maggiore della chiesa, continuarono a ricevere la venerazione del popolo cristiano, mentre frammenti delle sue braccia furono donati alla cattedrale di Viseo e al monastero di San Vincenzo di Lisbona, a testimonianza di una protezione spirituale che attraversa i secoli.

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Sant' Elladio di Toledo

Vescovo

A Toledo in Spagna, sant’Elladio, che, dapprima amministratore della corte regia e dello stato, divenne poi abate di Agalia e, elevato infine alla sede episcopale di Toledo, diede eccellente esempio della sua carità.

Santa Costanza di Vercelli

Beato Guglielmo Harrington

Martire

A Londra in Inghilterra, beato Guglielmo Harrington, sacerdote e martire, che, originario della contea di York, condannato a morte sotto la regina Elisabetta I per aver ricevuto il sacerdozio e averlo esercitato in Inghilterra, ottenne a Tyburn la corona del martirio.

Santi Massimo, Claudio, Prepedigna, Alessandro e Cuzia

Martiri di Ostia

Santa Esuperia di Vercelli

Beato Giorgio (Jerzy) Kaszyra

Sacerdote e martire

A Rosica in Polonia, beato Giorgio Kaszyra, sacerdote della Congregazione dei Chierici Mariani e martire, che, nell’infuriare della guerra, dato alle fiamme dai persecutori della fede, morì per Cristo Signore.

Beato Mattia Malaventino

Mercedario, martire

Dal Martirologio Romano

A Bergamo, beata Geltrude (Caterina) Comensoli, vergine, che fondò una Congregazione di religiose per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la formazione della gioventù. — Martirologio Romano