Accendi una candela per chi ami — arde qui per 7 giorniAccendi la tua →

18 febbraio

Beato Giovanni da Fiesole (detto Beato Angelico o Fra Angelico)

Domenicano

Aggiornato il 15 settembre 2026

Il cammino nel chiostro e la preghiera

La vita del frate fu interamente consacrata alla ricerca di Dio attraverso la preghiera e lo studio. Praticò sante austerità e studi profondi con una perenne elevazione dell'anima a Dio, vivendo con il cuore in cielo pur dedicandosi a un intenso lavoro quotidiano. Come buon Frate Predicatore, egli condivise generosamente con i fratelli e con tutti i fedeli il frutto della propria contemplazione. La tradizione custodisce la memoria di un'anima di semplicità evangelica, che seppe unire la dedizione conventuale alla grazia di una genialità straordinaria.

Le opere a Firenze e a Roma

La produzione artistica del beato rappresenta una vera e propria predicazione visiva. Realizzò molte pale d'altare a Fiesole tra il milletrecentoventicinque e il milletrecentotrentotto. Successivamente, dipinse le celle, i corridoi, l'aula capitolare e i chiostri del Convento di San Marco a Firenze tra il milletrecentotrentanove e il milletrecentoquarantacinque. Chiamato a Roma su invito di Papa Eugenio IV, operò nella Basilica di San Pietro e nei Palazzi Vaticani. Lavorò inoltre per Papa Niccolò V dal milletrecentoquarantacinque al milletrecentoquarantanove, dipingendo la sua cappella privata e lo studio in Vaticano. In quella circostanza rifiutò energicamente l'offerta della Sede Vescovile di Firenze da parte del Pontefice, persuadendolo a nominare al suo posto il confratello Sant'Antonino.

Domande frequenti

Quando si festeggia il Beato Giovanni da Fiesole?

La sua ricorrenza liturgica si celebra il diciotto febbraio.

Di cosa è patrono il Beato Angelico?

È stato proclamato Patrono Universale degli Artisti.

A Roma, beato Giovanni da Fiesole, detto Angelico, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, sempre unito a Cristo, espresse nelle sue pitture ciò che contemplava nel suo intimo, in modo tale da elevare le menti degli uomini alle realtà celesti. — Martirologio Romano