Santi Sadoth e centoventotto compagni

Martiri

Aggiornato il 22 luglio 2026

Il ministero e il concilio

San Sadoth ricevette l'ordinazione di diacono per mano del vescovo San Simeone. In seguito, la sua dedizione alla Chiesa fu tale che rappresentò lo stesso vescovo Simeone al concilio di Nicea tenutosi nel 326. Alla morte di Simeone, che suggellò la sua vita con il martirio durante la persecuzione scatenata nel 341 dal re persiano Sapore secondo, Sadoth gli succedette nella sede episcopale di Seleucia-Ctesifonte. L'episcopato di Sadoth fu molto breve e, a causa del clima di ostilità, il vescovo fu costretto a rifugiarsi in un luogo appartato per poter continuare a esercitare il suo ministero pastorale.

Il presagio e l'arresto

La tradizione riferisce che un giorno apparve a San Sadoth in sogno il suo predecessore Simeone, il quale si trovava sulla sommità di una scala luminosa che portava al Paradiso. Nel sogno Simeone disse a Sadoth di essere salito in cielo il giorno prima e che quello era il suo turno. Attraverso questa visione, Sadoth comprese che il suo martirio era imminente, ad un anno esatto di distanza da quello del suo maestro. Poco tempo dopo, il re Sapore arrivò a Seleucia e fece arrestare il vescovo Sadoth insieme a sacerdoti, chierici minori e suore, per un totale di centoventotto cristiani. I prigionieri furono condotti in un carcere e sottoposti a terribili torture per oltre cinque mesi.

La testimonianza e il martirio

Durante la lunga prigionia, i persecutori minacciarono di continuare le sofferenze se i prigionieri non avessero obbedito al sovrano adorando il sole come divinità. San Sadoth rispose con fermezza che il sole è soltanto una creatura formata dall'unico vero Dio per il bene dell'umanità e che solo il Creatore è degno di culto. I compagni martiri, che includevano sacerdoti, chierici e vergini consacrate, dichiararono che essi non sarebbero morti, ma avrebbero vissuto e regnato in eterno con Dio e suo figlio Gesù Cristo. Nel regno di Persia, in località Bēth Lapāt, avvenne infine la passione dei santi Sadoth vescovo di Seleucia e centoventotto compagni martiri. Tutti i prigionieri furono condotti fuori dalla città, incatenati a coppie e assassinati. San Sadoth fu separato dal suo gregge, trasferito a Bait-Lapat e qui decapitato nel 342, sigillando la sua esistenza terrena nel nome del Signore.

Domande frequenti

Quando si festeggia Santi Sadoth e centoventotto compagni?

La ricorrenza liturgica principale dei santi è fissata al diciotto febbraio, mentre il Martyrologium Romanum ricorda al diciassette aprile San Simeone Bar Sabba e i compagni della prima persecuzione.

In località Bēth Lapāt nel regno di Persia, passione dei santi Sadoth, vescovo di Seleucia, e centoventotto compagni, martiri: sacerdoti, chierici e vergini consacrate, rifiutatisi di adorare il sole, furono messi in prigione, sottoposti per lunghissimo tempo a crudeli torture e infine trucidati per ordine del re. — Martirologio Romano