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18 febbraio

San Francesco Regis Clet

Martire in Cina

Aggiornato il 15 settembre 2026

La giovinezza e la formazione

La vita terrena di Francesco Regis Clet ebbe inizio il 19 agosto 1748 nella città di Grenoble, in Francia. Giovanissimo, all'età di ventuno anni, maturò la decisione di entrare nella Congregazione della Missione. Questa istituzione era stata fondata a Parigi nel 1625 da san Vincenzo de' Paoli per rispondere ai bisogni spirituali dei più umili. I membri di tale famiglia religiosa, sacerdoti che vivevano in comunità, erano chiamati Lazzaristi o Vincenziani. Il loro apostolato principale consisteva nella predicazione missionaria nelle campagne e in contesti difficili fuori dal mondo come le galere, estendendosi progressivamente anche oltre i confini europei, in Africa e in Cina. Dopo aver completato i propri percorsi di preparazione, Francesco ricevette l'ordinazione sacerdotale nel 1773, all'età di venticinque anni. Non era un prete diocesano, bensì legato alla vocazione specifica della sua congregazione. Venne destinato all'insegnamento della teologia morale nel seminario di Annecy, situato nella regione dell'Alta Savoia. La sua dedizione agli studi e la profonda conoscenza delle sacre discipline colpirono profondamente i suoi allievi, al punto che gli alunni del seminario di Annecy usavano chiamarlo biblioteca vivente. Quando Francesco raggiunse circa quarant'anni di età, i superiori decisero di richiamarlo a Parigi per affidargli la guida del Seminario vincenziano. In quella grande città e in quel ruolo delicato, egli visse la prima fase della Rivoluzione francese, rimanendo saldo nella fede in mezzo ai rivolgimenti sociali e politici che scuotevano la nazione.

La partenza per la missione in Cina

Nel 1791, all'età di quarantatré anni, il sacerdote avvertì con forza la chiamata alla missione ad gentes e chiese formalmente di poter partire per la Cina. Per compiere questo lungo viaggio, si recò nel porto bretone di Loriente, da cui si imbarcò per raggiungere l'Oriente. Dopo cinque mesi di navigazione, arrivò nell'emporio portoghese di Macao. Quella città rappresentava il tradizionale luogo di acclimatismo per i missionari che si preparavano a inoltrarsi nei vasti territori dell'impero cinese. Quando Francesco giunse sul campo di missione, la situazione storica risultava particolarmente complessa e segnata da aspre difficoltà. All'inizio del diciottesimo secolo, la comunità dei cattolici in Cina era stimata in circa trecentomila fedeli. Inizialmente, i primi imperatori manciù della dinastia Ching, che nel 1644 erano succeduti ai sovrani cinesi della dinastia Ming, avevano tollerato e consentito l'attività dei missionari. Tuttavia, il clima politico e sociale peggiorò sensibilmente durante il regno dell'imperatore Kiaking. In quel periodo crebbe fortemente la diffidenza verso l'Occidente, da cui proveniva la stragrande maggioranza dei missionari. Tale avversione non trovava radici soltanto nella politica, ma era alimentata anche dai dissidi aspri sorti tra i missionari di differenti ordini religiosi riguardo ai metodi da seguire per l'evangelizzazione. Inoltre, l'opera della Chiesa cattolica pativa la grave assenza dei Gesuiti, cessati nei loro arrivi poiché nel 1773 papa Clemente XIV aveva decretato la soppressione della loro Compagnia, mossa dalle pressioni dei governi europei interessati a spartirne i beni. San Francesco Regis Clet si trovò dunque a operare in un contesto estremamente ostile, arrivando alla missione nel momento meno propizio.

Le persecuzioni e il martirio

Sebbene fosse originariamente un uomo di studio, abituato ai libri e all'insegnamento, la prova sul campo richiese a Francesco di farsi uomo di opere concrete, applicando fedelmente le esortazioni lasciate da san Vincenzo de' Paoli. Tra il 1805 e il 1811, la diffidenza latente nei confronti dei missionari si trasformò in una vera e propria persecuzione aperta. In quel frangente drammatico, egli riuscì a salvarsi per ben due volte fuggendo da un luogo all'altro, costantemente aiutato e nascosto dai fedeli cristiani cinesi che rischiavano la vita per proteggerlo. La xenofobia e l'intolleranza crebbero ulteriormente a causa del disagio sociale generale, provocato dall'aumento della popolazione e dalla progressiva concentrazione della proprietà terriera nelle mani di pochi. Nel 1818, una nuova ondata di persecuzione lo colpì direttamente come vittima designata. Il sacerdote fu tradito e denunciato per denaro da un cristiano rinnegato. Al momento della denuncia, si trovava nella provincia di Hubei, il cui capoluogo è Wuhan. L'arresto definitivo avvenne nel giugno del 1819, quando Francesco aveva ormai settantun anni d'età. Affrontò con sovrumana fortezza mesi di dure condizioni di carcere e interrogatori accompagnati da torture, cogliendo ogni occasione per continuare a dichiararsi apertamente prete e missionario cattolico. La condanna fu eseguita mediante lo strangolamento su una sorta di croce. La tradizione riferisce che le sue ultime parole prima di morire furono un sorriso silenzioso. Dopo trentotto anni dalla sua morte, avvenuta a Outchangfou nella regione dello Hu-pé il 18 febbraio 1820, il suo corpo fu traslato a Parigi, dove fu sepolto nella cappella dei Preti della Missione. Nel 2000, papa Giovanni Paolo II lo ha solennemente canonizzato insieme ad altri centodiciannove testimoni della fede.

Domande frequenti

Quando si festeggia San Francesco Regis Clet?

La memoria liturgica di San Francesco Regis Clet si celebra il 18 febbraio, giorno della sua nascita al cielo.

Nella città di Wuchang nella provincia dello Hubei in Cina, san Francesco Régis Clet, sacerdote della Congregazione della Missione e martire, che per trent’anni annunciò il Vangelo tra grandissime difficoltà e per questo dopo una dura prigionia, ingannato da un apostata, venne strangolato per il nome di Cristo. — Martirologio Romano