Santi Giovanni Pietro Neel, Martino Wu Xuesheng, Giovanni Zhang Tianshen e Giovanni Chen Xianheng
Martiri
Aggiornato il 21 luglio 2026
Il cammino verso la testimonianza
La vita di San Giovanni Pietro Neel si dispiega come un percorso di obbedienza e coraggio missionario. Nato nel 1832, egli rispose alla chiamata del Signore ricevendo l'ordinazione sacerdotale nel 1858. Spinto dal desiderio di annunciare Cristo dove il suo nome non era ancora giunto, partì nello stesso anno per la Cina, inserendosi nell'opera delle Missioni Estere di Parigi. Il suo ministero si svolse nel contesto complesso e talvolta ostile della regione di Kouy-tcheou, dove la presenza dei missionari europei suscitava diffidenza nelle autorità locali. In questo scenario, il sacerdote non agì mai da solo, ma intrecciò il proprio cammino con quello dei catechisti Martino Wu Xuesheng, Giovanni Zhang Tianshen e Giovanni Chen Xianheng, figure fondamentali per l'evangelizzazione e per il sostegno delle comunità cristiane nascenti.
L'epilogo della loro missione avvenne nel 1862, quando il gruppo fu arrestato a Kia-cha-long. Il mandarino locale, agendo per motivi religiosi, emise la condanna a morte che avrebbe segnato per sempre la loro storia. Nonostante la consapevolezza del pericolo imminente, essi non rinnegarono la propria fede, mantenendo salda la speranza in Dio. Il diciotto febbraio del 1862, a Kaiyang, il sacerdote e i suoi tre compagni di fede furono decapitati. Il loro sacrificio non fu un atto isolato, ma il compimento di una vita spesa per il Vangelo, che ha lasciato una traccia profonda nella memoria dei fedeli e della Chiesa universale. La loro testimonianza rimane un richiamo costante alla coerenza e alla dedizione totale, virtù che hanno reso il loro martirio un seme fecondo per le generazioni future.
La memoria dei martiri
La Chiesa onora San Giovanni Pietro Neel insieme a Martino Wu Xuesheng, Giovanni Zhang Tianshen e Giovanni Chen Xianheng come testimoni insigni della fede cattolica in Cina. La loro memoria liturgica, fissata al diciotto febbraio, invita i fedeli a riflettere sulla bellezza del dono della vita offerto per amore di Cristo. Il riconoscimento ufficiale della loro santità, avvenuto con la canonizzazione presieduta da papa Giovanni Paolo II il primo ottobre del duemila, ha solennemente iscritto questi nomi nel martirologio della Chiesa universale, rendendo la loro testimonianza patrimonio di tutti i credenti.
Il culto dedicato a questi martiri non è soltanto un atto di devozione verso eventi passati, ma un invito a riconoscere la forza dello Spirito Santo che sostiene i cristiani in ogni tempo e luogo. Essi ci ricordano che il Vangelo richiede, talvolta, il coraggio di testimoniare la verità anche di fronte alla persecuzione e alla violenza. La loro vicenda incoraggia i fedeli di ogni continente a perseverare nella preghiera e nell'impegno missionario, con lo sguardo rivolto verso quella patria celeste dove ogni sofferenza trova finalmente pace e ogni fedele riceve la corona di gloria promessa a chi ha saputo restare saldo fino alla fine.
Domande frequenti
Quando si festeggia San Giovanni Pietro Neel?
La festa di San Giovanni Pietro Neel e dei suoi compagni martiri si celebra il diciotto febbraio.
Nella città di Guizhou sempre in Cina, santo martire Giovanni Pietro Néel, sacerdote della Società per le Missioni Estere di Parigi, che, accusato di aver predicato la fede, legato alla coda di un cavallo e trascinato in una violenta corsa, colpito con ogni genere di scherni e di supplizi, morì alla fine decapitato. Con lui subirono il supplizio anche i santi martiri Martino Wu Xuesheng, catechista, Giovanni Zhang Tianshen, neofita, e Giovanni Chen Xianheng. — Martirologio Romano