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7 novembre

Sant' Ercolano di Perugia

Vescovo e martire

Aggiornato il 15 settembre 2026

La vita e il ministero episcopale

Prima di essere chiamato alla cattedra episcopale di Perugia come successore del defunto vescovo Massimiano, Sant'Ercolano condusse una vita monastica nel monastero dei Canonici Regolari di sant'Agostino. Papa san Gregorio Magno scrisse di lui nei suoi Dialoghi, tramandando alla Chiesa la memoria della sua dedizione spirituale. La sua esistenza terrena si colloca nel sesto secolo, in un contesto storico segnato da grandi prove e tensioni politiche che avrebbero presto coinvolto direttamente la sua città.

L'assedio e il martirio

Verso l'anno 547, i Goti di Totila penetrarono nella città di Perugia dopo ben tre anni di assedio. Totila era stato re degli Ostrogoti dal 541 al 552. La tragica penetrazione dei Goti fu favorita dalla delazione di un chierico che informò i nemici sui piani di difesa della popolazione. Il vescovo Ercolano aveva resistito eroicamente insieme ai concittadini, ma fu catturato per ordine di Totila, che in quel momento era impegnato nell'assedio di Roma. Per ordine del sovrano ostrogoto, il pastore fu scorticato vivo e poi decapitato davanti a Porta Marzia. Il suo corpo fu gettato senza pietà fuori delle mura cittadine, mentre gli antichi martirologi storici di Floro, Adone e Usuardo collocano questo glorioso martirio il sette novembre.

La traslazione e il prodigioso ritrovamento

Mani pietose di fedeli raccolsero e ricomposero il corpo di Ercolano, seppellendolo insieme a quello di un bambino trovato morto nello stesso luogo. Una quarantina di giorni dopo, i profughi perugini ottennero dal comandante dei Goti il permesso di ritornare in città e ricordarono il loro vescovo morto martire per mano dei barbari. I perugini ricercarono il corpo sepolto di Ercolano per trasferirlo nell'antica cattedrale di San Pietro. Alla apertura della primitiva sepoltura, il corpo del bambino fu trovato in avanzata fase di decomposizione, mentre il corpo del vescovo fu trovato intatto, quasi fosse morto quel giorno stesso. Il capo di Ercolano era unito al corpo come se non fosse mai stato tagliato, e non vi erano cicatrici al collo né segni delle torture e delle scorticature subite sul corpo.

La storia del culto e le memorie storiche

Nei secoli successivi, il santo vescovo Ercolano fu confuso con un omonimo santo martire del primo secolo ricordato a Perugia il primo marzo. Lo sdoppiamento del santo è legato a una romanzesca leggenda nota come Leggenda dei dodici Siri, la quale fu riportata per tutto il Medioevo con altri nomi. La leggenda narra di dodici santi tutti parenti fra loro venuti in Umbria dalla Siria al tempo dell'imperatore Giuliano, tra i quali vi era un sant'Ercolano. Questo sdoppiamento resistette nella storia fino al diciannovesimo secolo e precisamente fino al 1940. Nel 1940 il vescovo monsignor Giovan Battista Rosa, con l'approvazione della Sacra Congregazione dei Riti, ordinò la liturgia della diocesi perugina, stabilendo il sette novembre come festa liturgica di san Ercolano vescovo e martire e il primo marzo come memoria della prima traslazione delle reliquie avvenuta nel 723. Il culto di san Ercolano a Perugia è testimoniato anche da una chiesa a lui dedicata ed eretta alla fine del secolo tredicesimo. La chiesa di San Ercolano è l'emblema dell'autonomia municipale della città ed fu eretta nel luogo fuori delle antiche mura indicato dalla tradizione come quello della prima sepoltura del martire.

Domande frequenti

Quando si festeggia Sant'Ercolano di Perugia?

La festa liturgica si celebra il sette novembre, mentre il primo marzo si fa memoria della prima traslazione delle reliquie avvenuta nel 723.

Di cosa è patrono Sant'Ercolano?

Sant'Ercolano è il santo compatrono della città di Perugia ed è ricordato storicamente come defensor civitatis.

A Perugia, sant’Ercolano, vescovo e martire, decapitato per ordine di Totila, re dei Goti. — Martirologio Romano