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24 giugno

Sant' Eros e fratelli

Martiri di Satala in Armenia

Aggiornato il 15 settembre 2026

L'arruolamento e il servizio militare

Le vicende dei sette fratelli inizieranno nella città di Antiochia, luogo della loro nascita e della loro formazione cristiana. Insieme ad altri milleduecento coscritti, i sette fratelli furono arruolati nell'esercito imperiale e avviati verso la Tracia per essere inseriti nella Legione Legeandra. Dopo la morte di Diocleziano, avvenuta nel anno 313, l'imperatore associato Massimiano fu colto di sorpresa da un'invasione di Sciti. Gli Sciti attraversarono il fiume Danubio, chiamato Istro, e devastarono la Tracia, che era stata una provincia romana.

Il re degli Sciti, di nome Marmaroth, sfidò l'imperatore in uno scontro personale per decidere le sorti della guerra. Massimiano era poco propenso a scontrarsi con il re scito poiché quest'ultimo era un gigante. In questa situazione critica, Orenzio si fece avanti volontariamente per combattere al posto dell'imperatore. Con un gesto ricordato come quello di Davide davanti a Golia, Orenzio uccise il capo degli invasori e portò la testa di Marmaroth a Massimiano.

Il rifiuto del paganesimo e la condanna

Dopo la vittoria, Massimiano organizzò subito cerimonie pubbliche per ringraziare gli dei pagani. Orenzio e i fratelli, essendo cristiani, rifiutarsi di partecipare alle cerimonie pagane. In un primo momento Orenzio fu ricolmo di onori e regali, tra cui il cinturone appartenuto a Marmaroth. Trascorsi pochi giorni, l'imperatore cambiò radicalmente atteggiamento nei confronti dei fratelli a causa della loro fede. Orenzio e i fratelli furono obbligati ad abiurare la loro fede cristiana. Poiché si rifiutarono fermamente di abiurare, i fratelli furono subito esiliati a Satala, odierna Sadagh, in Armenia.

Prima dell'esilio definitivo, fu data loro l'opportunità di rinnegare il cristianesimo per ritornare e ricevere ricompense, pena l'esilio definitivo in Abasgia e Zicchia. Questa seconda opzione fu effettivamente eseguita. La storia raccontata dai sinassari bizantini è leggendaria e riporta vari elementi che compaiono in altre Passio di martiri dell'epoca. La narrazione agiografica sembra il frutto di una politica di Bisanzio sulla costa orientale del Mar Nero, divenuta l'ultimo avamposto dell'impero greco. Bisanzio tentò di mantenere la popolazione locale nell'ambito della Chiesa imperiale per consolidare la propria posizione strategica contro gli arabi che avanzavano. Uno dei mezzi di propaganda della politica religiosa bizantina era coltivare o suscitare leggende poetiche e pietose tradizioni locali confuse con le antiche glorie romane. La storia di Eros, Orenzio e fratelli è probabilmente vera ma ingigantita per motivi politici e religiosi.

Il cammino del martirio

Durante la lunga e disagiata marcia forzata verso il Caucaso, Eros fu il primo a morire. Eros morì a Kené Parembolé, città della costa situata tra Trebisonda e Rhizos. Due giorni dopo il ventiquattro giugno, la carovana dei prigionieri giunse a Rhizos. A Rhizos Orenzio fu gettato in mare con una pietra al collo. La tradizione riferisce che l'arcangelo san Raffaele venne in aiuto di Orenzio deponendolo su uno scoglio. Orenzio morì sullo scoglio e fu sepolto sul luogo.

Gli altri fratelli subirono la stessa sorte lungo le tappe successive. Farnace morì a una trentina di chilometri oltre Rhizos. Firmo e Firmino giunsero ad Apsaros vicino Petra e spirarono insieme il terzo giorno di luglio. Ciriaco morì nella città di Ziganeos, sempre sulla costa, il ventiquattro luglio. Longino fu imbarcato su un battello e morì in mare il ventisette luglio prima di arrivare al porto di Pityonte. Anche se morirono in varie località armene, i fratelli furono conosciuti come martiri di Satala poiché Satala era il luogo da cui erano partiti prima di subire il martirio.

La memoria liturgica e le fonti

I sinassari bizantini conservarono la data del ventiquattro giugno, giorno della morte di Orenzio, come celebrazione di tutto il gruppo dei fratelli. Nella precedente edizione del Martirologio Romano i santi Orenzio, Eros, Farnace, Firmino, Firmo, Ciriaco e Longino erano commemorati il ventiquattro giugno. Lo storico Cesare Baronio, estensore del primo Martirologio Romano, li aveva inseriti alla data del ventiquattro giugno nel Cinquecento dopo averli trovati scritti nei Sinassari bizantini dell'epoca. In precedenza in Occidente i santi erano completamente sconosciuti. Nel sinassario armeno di Ter Israel i santi sono invece celebrati il diciotto marzo.

Domande frequenti

Quando si festeggia sant'Eros e fratelli?

I santi erano commemorati in passato il ventiquattro giugno nel Martirologio Romano, mentre il sinassario armeno li ricorda il diciotto marzo.

Di cosa è patrono sant'Eros e fratelli?

Le fonti storiche e i documenti tradizionali non menzionano alcun patronato specifico per questi santi.